Citazione di: Fiammetta il 23 Mar 2020, 00:17
Allora, vorrei sommessamente dire una cosa, poi mi taccio perché evidentemente è una discussione inutile. Io sarei anche d'accordo con le vostre interpretazioni, ma allora è proprio inutile parlarne. Tutti noi abbiamo perso il potere di autoregolamentarci, a favore di coloro che stanno "regolando" tutto alla meno peggio. Non possiamo decidere più una ceppa, perché è così e basta. Per noi può e deve essere così. Per loro evidentemente, no. E siamo 60 milioni di persone, tenuti per le palle da un migliaio di burocrati che decidono chi merita di vivere e chi di morire. Anzi, peggio: se ne fottono. Non c'è cosa peggiore di sacrificare la propria libertà per avere in cambio il nulla.
Non parlo per me, io ho perso molto poco. Io vivevo già così. Sto parlando di tutti gli altri.
Mi state sommergendo con un senso d'impotenza che io sento già drammaticamente da sola. Predisponiamoci a morire come mosche, perché evidentemente in questo paese non si può fare niente di giusto e sacrosanto.
Kafka all'Italia le fa una grandissima pippa.
Guarda, credo che molti di noi stiamo solo cercando di controllare la rabbia e l'impotenza.
Io, almeno, faccio discorsi pacati in generale perché ho deciso di non diminuire i miei giorni di vita incazzandomi come una iena, visto che ho un bimbo di 5 e uno di 3 anni. Vorrei accompagnarli per un po'.
Del resto, chi alla fine degli anni '80 era già adulto, ha una visione molto chiara di quale sia stata la parabola dell'Italia: una nazione che non è una nazione; una comunità che non si ritrova in nulla che la tenga unita, neppure rispetto a norme di minimo senso civico e buona educazione; una accozzaglia di orticelli, sottoinsiemi e compartimenti che ha sistematicamente rifiutato il merito come strumento di selezione delle carriere e ha coltivato nel tempo l'arte del farsi i cazzi propri. Siamo come una splendida masseria dell'800. Affascinante, suggestiva, struggente nelle sua antica bellezza. Ma basta una pioggia e ce ne andiamo per terra.
Nazioni solide, organizzate, coese, efficienti sono state colpite da questa merda e sono rimaste scosse nelle fondamenta. Veramente qualcuno pensava che saremmo riusciti a reggere?
Per me, rispetto all'oggi stiamo andando abbastanza bene. Io, semmai, già tremo pensando a quando avremo finito di seppellire i morti e si dovrà ricostruire e ripartire. Penso alle risate dei furbetti, che faranno soldi su soldi e alle lacrime della maggior parte delle persone, che saranno più sole, più deboli, più indifese.
Ricordo, e qui qualcuno può testimoniarlo, cosa siamo stati capaci di NON fare dopo tragedie immani recenti (terremoti, disastri infrastrutturali, bombe socio-sanitarie, eccetera eccetera).