coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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mr_steed

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E questo ha fatto pure per 10 anni il capo della protezione civile...

Bertolaso lunedì stringeva mani ad Ancona senza i guanti e con la mascherina sbagliata

https://www.nextquotidiano.it/bertolaso-lunedi-stringeva-mani-ad-ancona-senza-i-guanti-e-con-la-mascherina-sbagliata/



Il Fatto Quotidiano, nelle more del contagio da Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 di Guido Bertolaso, da ieri ricoverato al San Raffaele, racconta oggi in un articolo a firma di Pierfrancesco Curzi come il commissario chiamato da Fontana e poi assunto anche da Ceriscioli lunedì si sia presentato ad Ancona stringendo mani senza guanti e con la mascherina sbagliata:

    Sta facendo discutere la mascherina indossata dall'ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, durante la visita ad Ancona di lunedì scorso. Bertolaso, consulente della Lombardia, da mercoledì è ricoverato al San Raffaele di Milano, per fortuna pare in via precauzionale, dopo essere risultato positivo al tampone da Covid-19.

    Altro motivo di discussione la necessità da parte sua di compiere quel sopralluogo ad Ancona, stringendo mani senza indossare guanti, in attesa dell'esito del tampone a cui si era sottoposto. Bertolaso – collaboratore del governatore lombardo Attilio Fontana per l'ospedale alla Fiera di Milano – lunedì è atterrato in elicottero al molo Rizzo del porto di Ancona, invitato dal governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, per una consulenza urgente: creare una struttura ospedaliera ex novo da cento posti letto di terapia intensiva in 10 giorni recuperando qua e là 12 milioni di euro.

Bertolaso non aveva i guanti e indossava una mascherina Ffp2 (Fil tering face piece) con valvola. Questa tipologia di presidio sanitario garantisce protezione a chi la indossa, ma non alle persone con cui entra in contatto:

    "Quel giorno Ceriscioli (da martedì in quarantena assieme a una ventina di persone, con annesso tampone a giorni, ndr) indossava correttamente una mascherina chirurgica –ha attaccato Luisanna Cola, primaria del reparto di anestesia e rianimazione dell'ospedale Murri di Fermo –. Bertolaso invece indossava una mascherina che non va usata in pubblico, perché sputando aria all'esterno della maschera invade l'ambiente circostante e mette a rischio chi sta vicino. Le goccioline che escono con l'espirazione, con valvola aperta, si depositano sulle superfici e favorisce le infezioni da contatto, le più frequenti e per le quali si raccomanda di lavare le mani".


Drake

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Citazione di: mr_steed il 27 Mar 2020, 20:49
da mercoledì è ricoverato al San Raffaele di Milano, per fortuna pare in via precauzionale
Non capisco perché in questa emergenza in cui dicono a tutti di rimanere a casa, a meno che non si abbiano sintomi gravi, a lui debba essere riservato un posto in ospedale in via precauzionale.

mr_steed

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Citazione di: Drake il 27 Mar 2020, 20:57
Non capisco perché in questa emergenza in cui dicono a tutti di rimanere a casa, a meno che non si abbiano sintomi gravi, a lui debba essere riservato un posto in ospedale in via precauzionale.

Probabilmente per lo stesso motivo per cui fanno i tamponi alle mogli dei calciatori a campionato fermo mentre agli operatori sanitari (medici ecc) non glieli fanno manco se supplicano, così come alle persone che a volte muoiono in casa con "semplice polmonite" non li testano neanche post mortem...


dopesmokah

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A me invece sta bene che la gente si cachi letteralmente addosso, così sono più rigorosi nel mantenere le distanze, nello stare attenti ai dettagli, nel placare la smania di uscire, nel protestare contro chi li vuole mandare in fabbriche che producono beni non di prima necessità.

A margine di ciò, volevo ringraziare la Cina per due cose: per aver fatto vedere al mondo come andava gestita l'emergenza, da subito: tutto chiuso, chi entra nel paese si paga la quarantena, non si esce di casa, il riso te lo portano a casa, esercito ad ogni angolo. Ora ne è uscita, e si prepara a proteggersi nello stesso modo dai grulli che la prendono alla leggera. In Italia i medici considerati autorevoli hanno attaccato con "è solo una banale influenza". Stanno ancora al loro posto "Ebbè sarà mutato, mica me so sbajata io". I politici hanno fatto aperitivi contro la paura e boiate similari, per poi attuare un blocco poco convinto, lasciato alle scelte sei singoli: se ti dice bene De Luca ti mette l'esercito nelle piazze, se ti dice male la Raggi esorta la gente a denunciare gli assembramenti. Altri paesi occidentali hanno fatto anche peggio dell'italia, ed ora ne pagano le conseguenze.
Ringrazio la Cina anche perchè credo che sia l'unico paese che ci ha offerto una mano concreta, anche se gli aiuti che ci hanno mandato se li sono fregati Cecoslovacchia e Polonia, mentre il resto d'europa continuava a fare il vago. "Più europa": ma annatevene affangola và...

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mr_steed

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Citazione di: dopesmokah il 27 Mar 2020, 21:04
A me invece sta bene che la gente si cachi letteralmente addosso, così sono più rigorosi nel mantenere le distanze, nello stare attenti ai dettagli, nel placare la smania di uscire, nel protestare contro chi li vuole mandare in fabbriche che producono beni non di prima necessità.

A margine di ciò, volevo ringraziare la Cina [...]

Sono abbastanza d'accordo con te...

E a proposito di fabbriche ho trovato queste considerazioni di un imprenditore/manager che secondo me ci ha visto giusto...

"Troppa promiscuità sugli aerei e turismo insensato. Anche nelle aziende va cambiato modello"

Dopo aver guidato Italpresse Alberto Albertini oggi è manager, direttore artistico di un festival culturale e docente universitario: "La Lombardia è stata un po' la "rosa sentinella" dell'Italia, quella che in agricoltura si mette alla testa di un filare nei vitigni, la prima ad essere colpita dai parassiti"

https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/03/27/news/coronavirus_brescia_alberto_albertini-252468054/?ref=RHPPLF-BH-I252189793-C8-P5-S6.4-T1

Alberto Albertini, 53 anni, bresciano, ex industriale di Italpresse, azienda di famiglia produttrice di macchine per il settore automobilistico, oggi manager d'azienda e docente a contratto all'Università Cattolica di Brescia, giornalista, direttore artistico del festival Rinascimento Culturale, ha esordito con il romanzo "La classe avversa", il racconto del disfacimento del paradigma capitalistico familiare sul quale è stata fondata l'Italia industriale del dopoguerra.

Albertini, lei ha una spiegazione inedita sulla genesi della pandemia in Lombardia?

"Più che sulla genesi, su quale sia stato uno tra i veicoli principali di un contagio che nessun'altra regione italiana ha registrato nelle stesse proporzioni: gli aeroporti. Alla fine dello scorso anno i tre aeroporti lombardi, Malpensa, Bergamo e Linate, hanno festeggiato il record di 48 milioni di passeggeri, quasi l'intera popolazione del nostro Paese. Oggi quella parola, "festeggiato", suona lugubre".

Qual è la correlazione col coronavirus?
"La presenza negli scali di così tante persone, in quella che il gergo della pandemia definisce "promiscuità". Imprenditori, ingegneri, montatori, operai che andavano in Cina, magari anche più di una volta al mese, mescolati con i viaggiatori in sovrannumero, protagonisti di una mobilità a dir poco eccessiva".

La pandemia è un po' figlia della cultura lombarda del lavoro?
"Non solo. Da un lato c'è la Lombardia, con i suoi aeroporti, le sue aziende che esportano almeno il 70%, in Germania e in Cina soprattutto, dove hanno filiali, fornitori e molti clienti. Sono Paesi che visitano senza sosta, dei quali accolgono gli ospiti stranieri negli alberghi. La mia regione è stata un po' la "rosa sentinella" dell'Italia, quella che in agricoltura si mette alla testa di un filare nei vitigni, la prima ad essere colpita dai parassiti".

E dall'altro lato?
"C'è il turismo insensato. La mobilità perversa. Abbiamo raggiunto il limite di un comportamento antropologico. Io, che mi muovo solo per lavoro, ero sempre più sorpreso dal delirio dei viaggi contemporanei, su aerei che chiamo "carri bestiame", a litigare per ogni centimetro vitale, in mezzo a comitive di anziani che si ripromettevano di visitare "almeno quattro capitali europee quest'anno". Tanti Remo e Augusta del film "Le vacanze Intelligenti", quello con Alberto Sordi. Vedevo viaggi senza narrazione né trasformazione".

Vuole dire senza una reale finalità o utilità?

"Esatto. Anni fa, io stesso mi ero vantato di una "gita" a Londra in giornata, da Bergamo, per una mostra di Lucian Freud e un caffè alla Tate Modern. Un viaggio costato pochi euro. A me. E al pianeta terra? Capriccio, vanità. Hybris, direbbero gli antichi Greci: il peccato più nefasto, contro gli Dei, la natura. Infatti: ci ha puniti un pipistrello al quale avevamo sottratto spazio. Dracula siamo noi uomini".

E l'industria non c'entra?
"Come no. Quest'esperienza dimostra che dobbiamo cambiare stile di vita e modello di sviluppo. Ho scritto un romanzo per cercare di spiegare che un certo capitalismo non è più percorribile. Bisogna tornare alla "comunità" di Adriano Olivetti, a pensare alle aziende e al mondo come facevano i nostri nonni, memori di tante lezioni della storia: un ecosistema condiviso di risorse e persone".

E' davvero possibile?
"Sì. Basta rendimenti e fatturati "a due cifre percentuale", espressione che riempie la bocca degli investitori, ma depreda la terra dei suoi principi vitali. Torniamo alle rese reali, conseguenza di sacrificio e lavoro. Una tonnellata di olive (e bisogna immaginarle tutte stese, insieme alla fatica per coltivarle e raccoglierle), frutta in media 100 kg di olio. Al quale dobbiamo tornare a dare il vero valore, non quello che fa il mercato e svilisce il lavoro".

Non è una visione troppo romantica?

"Tutt'altro. Lo dico con cognizione di causa. Dalla prospettiva del padrone, quale sono stato. Da 34 anni lavoro nell'industria: prima nell'azienda di famiglia, che non ha retto il passaggio generazionale ed è stata ceduta a un private equity straniero. Nessuno sta parlando di decrescita. Invece potrebbe essere l'eredità di questa pandemia".

Buckley

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Citazione di: dopesmokah il 27 Mar 2020, 21:04
A me invece sta bene che la gente si cachi letteralmente addosso, così sono più rigorosi nel mantenere le distanze, nello stare attenti ai dettagli, nel placare la smania di uscire, nel protestare contro chi li vuole mandare in fabbriche che producono beni non di prima necessità.

A margine di ciò, volevo ringraziare la Cina per due cose: per aver fatto vedere al mondo come andava gestita l'emergenza, da subito: tutto chiuso, chi entra nel paese si paga la quarantena, non si esce di casa, il riso te lo portano a casa, esercito ad ogni angolo. Ora ne è uscita, e si prepara a proteggersi nello stesso modo dai grulli che la prendono alla leggera. In Italia i medici considerati autorevoli hanno attaccato con "è solo una banale influenza". Stanno ancora al loro posto "Ebbè sarà mutato, mica me so sbajata io". I politici hanno fatto aperitivi contro la paura e boiate similari, per poi attuare un blocco poco convinto, lasciato alle scelte sei singoli: se ti dice bene De Luca ti mette l'esercito nelle piazze, se ti dice male la Raggi esorta la gente a denunciare gli assembramenti. Altri paesi occidentali hanno fatto anche peggio dell'italia, ed ora ne pagano le conseguenze.
Ringrazio la Cina anche perchè credo che sia l'unico paese che ci ha offerto una mano concreta, anche se gli aiuti che ci hanno mandato se li sono fregati Cecoslovacchia e Polonia, mentre il resto d'europa continuava a fare il vago. "Più europa": ma annatevene affangola và...
d'accordo con te in larga parte ma gli slovacchi non se so' fregati niente, infatti qui girano tutti con le mascherine fai-da-te. Me compreso.

mr_steed

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Citazione di: mr_steed il 27 Mar 2020, 20:49


Che poi ripensandoci... io ho visto un bel po' di medici in tv con le mascherine "valvolate": se un medico è positivo inconsapevolmente, con la mascherina a valvola si può trasformare in untore peggio dei pazienti che cura... e se poi cura anche pazienti senza covid?

Citazione di: Buckley il 27 Mar 2020, 21:24
d'accordo con te in larga parte ma gli slovacchi non se so' fregati niente, infatti qui girano tutti con le mascherine fai-da-te. Me compreso.
Credo intendesse "Rep. Ceca" ma per comodità ha usato la vecchia terminologia pre cortina di ferro

CodyAnderson

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Citazione di: El Matador il 27 Mar 2020, 15:40
Analisi sulla letalità.
Mi sembra interessante.

https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/20_marzo_27/studio-ispi-ecco-qual-vera-letalita-covid-19-italia-b95d19cc-7029-11ea-82c1-be2d421e9f6b.shtml

Fa una estrapolazione doppia per arrivare al numero totale di contagi. Pero' si porta dietro l'errore e alla fine i numeri penso non si discostino molto da quelli dei modelli.

Il fatto che la malattia rallenti molto lentamente fa pensare proprio che i numeri siano altri. Si capirà questa cosa solo a posteriori quando si saranno anche controllate le morti di gennaio per malattie respiratorie.

Per la cronaca, io oltre a mantenere in quarantena le persone guarite anche dopo il terzo tampone fare fare isolamento ai quelli che sono stati a contatto non solo di 14 gg ma almeno di 21 perché se sono asintomatici è probabile che dopo 14 gg ancora possono essere infettanti.

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Adler Nest

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Codogno - AlbinoLeffe del 9 febbraio è già stata detta?

meanwhile

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Citazione di: Adler Nest il 27 Mar 2020, 22:01
Codogno - AlbinoLeffe del 9 febbraio è già stata detta?

Ormai non importa, c'è il comunicato degli ultras che spiega tutto nei particolari, si può anche chiudere il topic  :S

FatDanny

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Citazione di: orchetto il 27 Mar 2020, 18:45
https://www.ildesk.it/campania/napoli-prendono-la-pasta-e-rifiutano-di-pagare-non-abbiamo-soldivideo/

Questo articolo dovrebbe leggerlo chi si scandalizzava per le uniche dichiarazioni sensate di Raggi da quando è sindaca (pensare a chi ha perso il lavoro in nero).
Perché la prospettiva di chi lavorava in nero non è la CIG, non sono le ferie forzate, né lo smart working.
E' la fame, quella vera.

Per questo serve il prima possibile un reddito di quarantena.
Non la Cig in deroga, non misure per chi ha perso il lavoro, ma un reddito per TUTTE e TUTTI coloro che al momento non godono di un'entrata adeguata.
Io porterei tutti a 1000 euro. Chiunque non prende quella cifra o prende meno deve arrivare a 1000.
Stiamo predisponendo centinaia di miliardi di intervento, direi che una parte può tranquillamente andare a questo.

carib

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Citazione di: FatDanny il 27 Mar 2020, 22:11
Questo articolo dovrebbe leggerlo chi si scandalizzava per le uniche dichiarazioni sensate di Raggi da quando è sindaca (pensare a chi ha perso il lavoro in nero).
Perché la prospettiva di chi lavorava in nero non è la CIG, non sono le ferie forzate, né lo smart working.
E' la fame, quella vera.

Per questo serve il prima possibile un reddito di quarantena.
Non la Cig in deroga, non misure per chi ha perso il lavoro, ma un reddito per TUTTE e TUTTI coloro che al momento non godono di un'entrata adeguata.
Io porterei tutti a 1000 euro. Chiunque non prende quella cifra o prende meno deve arrivare a 1000.
Stiamo predisponendo centinaia di miliardi di intervento, direi che una parte può tranquillamente andare a questo.




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Tarallo

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Reddito di quarantena. Da subito. È già tardi per molti.

Biafra

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Lo spettacolo tragicomico giornaliero inizia tra qualche minuto...vi passo il link per la diretta



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Coronavirus: Bolsonaro, 'il Brasile non si ferma per un virus. Alcuni moriranno, è certo. Mi spiace, ma è la vita'

"Alcuni moriranno, è certo. Mi spiace, ma è la vita. Però non si chiude una fabbrica di automobili perché ci sono morti negli incidenti stradali": così ha giustificato il presidente brasiliano Jair Bolsonaro la sua opposizione alle misure di isolamento generale e restrizione delle attività economiche per combattere la pandemia di coronavirus. In una intervista a un programma della Rede Bandeirantes, Bolsonaro ha ribadito che "il Brasile non si può fermare a causa di un virus, stanno cercando di mandare il paese in bancarotta con questo allarmismo", insistendo sul fatto che "la migliore medicina per questa malattia è il lavoro: chi può lavorare che vada a lavorare, non può nascondersi a casa in quarantena per chissà quanti giorni". Il presidente ha anche messo in dubbio molte delle informazioni mediche più comuni sul coronavirus, sostenendo che "per il 90% della popolazione sarà una influenzetta", che i contagi degli under 40 "sono vicini allo zero, sono insignificanti" e ipotizzando che le cifre di malati e decessi registrate a San Paolo, epicentro dell'epidemia in Brasile, forse non sono attendibili. "Alle cifre di ieri, Rio de Janeiro aveva 9 decessi e San Paolo 58. Ora, io capisco che la popolazione è più grande, ma la differenza delle cifre di San Paolo è troppo grande, io non credo ai numeri di San Paolo, anche per le misure prese da (Joao) Doria", il governatore dello Stato, ha detto Bolsonaro, aggiungendo che "non mi interessa ascoltare le opinioni di quella persona". Dopo aver definito Doria "un pappagallo in cerca di audience", Bolsonaro ha detto che il governatore di San Paolo "dovrebbe ingoiare una pillola di umiltà", perché "quello che sta facendo a San Paolo (dove le autorità hanno decretato misure di isolamento sociale e freno alle attività economiche) non va bene, e i cittadini lo stanno capendo, stanno capendo che ha esagerato con la dose di medicina".

Biafra

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Citazione di: Biafra il 27 Mar 2020, 22:56
Lo spettacolo tragicomico giornaliero inizia tra qualche minuto...vi passo il link per la diretta




cazzo...respira male? o è solo una mia impressione?...

edit...infatti gli hanno subito tolto il microfono  :S

paolo71

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Citazione di: mr_steed il 27 Mar 2020, 21:12
Sono abbastanza d'accordo con te...

E a proposito di fabbriche ho trovato queste considerazioni di un imprenditore/manager che secondo me ci ha visto giusto...

"Troppa promiscuità sugli aerei e turismo insensato. Anche nelle aziende va cambiato modello"

Dopo aver guidato Italpresse Alberto Albertini oggi è manager, direttore artistico di un festival culturale e docente universitario: "La Lombardia è stata un po' la "rosa sentinella" dell'Italia, quella che in agricoltura si mette alla testa di un filare nei vitigni, la prima ad essere colpita dai parassiti"

https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/03/27/news/coronavirus_brescia_alberto_albertini-252468054/?ref=RHPPLF-BH-I252189793-C8-P5-S6.4-T1

Alberto Albertini, 53 anni, bresciano, ex industriale di Italpresse, azienda di famiglia produttrice di macchine per il settore automobilistico, oggi manager d'azienda e docente a contratto all'Università Cattolica di Brescia, giornalista, direttore artistico del festival Rinascimento Culturale, ha esordito con il romanzo "La classe avversa", il racconto del disfacimento del paradigma capitalistico familiare sul quale è stata fondata l'Italia industriale del dopoguerra.

Albertini, lei ha una spiegazione inedita sulla genesi della pandemia in Lombardia?

"Più che sulla genesi, su quale sia stato uno tra i veicoli principali di un contagio che nessun'altra regione italiana ha registrato nelle stesse proporzioni: gli aeroporti. Alla fine dello scorso anno i tre aeroporti lombardi, Malpensa, Bergamo e Linate, hanno festeggiato il record di 48 milioni di passeggeri, quasi l'intera popolazione del nostro Paese. Oggi quella parola, "festeggiato", suona lugubre".

Qual è la correlazione col coronavirus?
"La presenza negli scali di così tante persone, in quella che il gergo della pandemia definisce "promiscuità". Imprenditori, ingegneri, montatori, operai che andavano in Cina, magari anche più di una volta al mese, mescolati con i viaggiatori in sovrannumero, protagonisti di una mobilità a dir poco eccessiva".

La pandemia è un po' figlia della cultura lombarda del lavoro?
"Non solo. Da un lato c'è la Lombardia, con i suoi aeroporti, le sue aziende che esportano almeno il 70%, in Germania e in Cina soprattutto, dove hanno filiali, fornitori e molti clienti. Sono Paesi che visitano senza sosta, dei quali accolgono gli ospiti stranieri negli alberghi. La mia regione è stata un po' la "rosa sentinella" dell'Italia, quella che in agricoltura si mette alla testa di un filare nei vitigni, la prima ad essere colpita dai parassiti".

E dall'altro lato?
"C'è il turismo insensato. La mobilità perversa. Abbiamo raggiunto il limite di un comportamento antropologico. Io, che mi muovo solo per lavoro, ero sempre più sorpreso dal delirio dei viaggi contemporanei, su aerei che chiamo "carri bestiame", a litigare per ogni centimetro vitale, in mezzo a comitive di anziani che si ripromettevano di visitare "almeno quattro capitali europee quest'anno". Tanti Remo e Augusta del film "Le vacanze Intelligenti", quello con Alberto Sordi. Vedevo viaggi senza narrazione né trasformazione".

Vuole dire senza una reale finalità o utilità?

"Esatto. Anni fa, io stesso mi ero vantato di una "gita" a Londra in giornata, da Bergamo, per una mostra di Lucian Freud e un caffè alla Tate Modern. Un viaggio costato pochi euro. A me. E al pianeta terra? Capriccio, vanità. Hybris, direbbero gli antichi Greci: il peccato più nefasto, contro gli Dei, la natura. Infatti: ci ha puniti un pipistrello al quale avevamo sottratto spazio. Dracula siamo noi uomini".

E l'industria non c'entra?
"Come no. Quest'esperienza dimostra che dobbiamo cambiare stile di vita e modello di sviluppo. Ho scritto un romanzo per cercare di spiegare che un certo capitalismo non è più percorribile. Bisogna tornare alla "comunità" di Adriano Olivetti, a pensare alle aziende e al mondo come facevano i nostri nonni, memori di tante lezioni della storia: un ecosistema condiviso di risorse e persone".

E' davvero possibile?
"Sì. Basta rendimenti e fatturati "a due cifre percentuale", espressione che riempie la bocca degli investitori, ma depreda la terra dei suoi principi vitali. Torniamo alle rese reali, conseguenza di sacrificio e lavoro. Una tonnellata di olive (e bisogna immaginarle tutte stese, insieme alla fatica per coltivarle e raccoglierle), frutta in media 100 kg di olio. Al quale dobbiamo tornare a dare il vero valore, non quello che fa il mercato e svilisce il lavoro".

Non è una visione troppo romantica?

"Tutt'altro. Lo dico con cognizione di causa. Dalla prospettiva del padrone, quale sono stato. Da 34 anni lavoro nell'industria: prima nell'azienda di famiglia, che non ha retto il passaggio generazionale ed è stata ceduta a un private equity straniero. Nessuno sta parlando di decrescita. Invece potrebbe essere l'eredità di questa pandemia".


Sarebbe un sogno...
Ma prima usciamo da questo incubo...

Drake

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Citazione di: Biafra il 27 Mar 2020, 23:00
cazzo...respira male? o è solo una mia impressione?...

edit...infatti gli hanno subito tolto il microfono  :S
Ma soprattutto dov'è il suo staff? Perché so' tutti nuovi stasera?

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Biafra

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la sta a buttà in campagna elettorale e gli sta tornando pure il respiro...."don't call the woman in michigan" riferito alla governatrice dello stato fa davvero schifo

ora s'è messo a 90 gradi con la cina???? :o

FatDanny

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https://www.agi.it/estero/news/2020-03-27/agenti-picchiati-hubei-coronavirus-7931194/

E pure "in Cina so abituati" comincia ad essere un'affermazione discutibile

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