Il nocciolo della questione è che quando ci sono delle crisi importanti deve essere adottata una strategia funzionale all'emergenza, a partire dalla comunicazione.
In una crisi il pericolo maggiore è dettato dal caos e dal panico....cose che questo governo e questa classe dirigente, anche calcistica, hanno fatto accadere, magari per mancanza di leadership e personalità, e per non assumersi responsabilità piene.
Nelle crisi la comunicazione deve essere chiara, sintetica, completa e che non lasci spazio a dubbi.
Per rimanere nel mondo del calcio sarebbe bastata, per evitare confusioni, divisioni, interventi singoli, che il preidente della Federcalcio e presidente della Lega di A avessero emesso il seguente comunicato:
"Il periodo di emergenza sanitario che stiamo attraversando non ci permette in questo momento di stabilire quando si potrà riprendere, ma in ogni caso c'è un dogma che deve essere chiaro sin da subito....a prescindere da quando si potrà riprendere, 1 giorno, 1 mese o un anno, si riprenderà da dove si è interrotto, ovvero dalla giornata di campionato seguente alla sospensione, affinchè lo spirito sportivo e le conseguenze economiche siano ampiamente soddisfatte".
Sono certo che questo tipo di comunicazione avrebbe spento ogni polemica.