Allora, ieri sera, approfittando del fatto che la nostra bimba di tre anni fosse stranamente già addormentata alle 21, per la prima volta in questo periodo di clasura provo a vedermi un film con mia moglie.
Non che ne avessi tanta voglia, dunque sceglie lei. La scelta cade su un film italiano abbastanza leggero e "politically correct", intitolato "Solo cose belle", debutto dello scorso anno di tale Kristian Gianfreda, che in seguito scopro essere un educatore professionale nonché consigliere comunale di Rimini.
La storia ruota intorno a una casa famiglia, nella quale è ospitata una varia umanità di disabili, immigrati, ex prostitute e minorenni che al posto della pena scontano un periodo di prova nei servizi sociali. C'è anche un bimbo con evidente disabilità, che fatica a parlare e a mangiare da solo. Siamo più o meno a metà film, in un momento di convivialità si vede questo ragazzino con l'immancabile maglietta del cappettano......
Mi alzo indignato e smetto di guardare il film; mia moglie ovviamente non capisce, anche perché onestamente la maglietta si vedeva appena. Mi metto a cercare informazioni su film e regista, imprecando al "prima riomanista, poi regista", tornando sul divano in prossimità della scena finale, nella quale il ragazzino indossa ancora quella maglia, che stavolta si vede bene (immagino quindi sarà stato così per tutta la seconda parte del film).
Ma che poi, è un film dell'anno scorso, ambientato in Romagna e fin troppo pieno di buoni sentimenti: che ci azzecca???
Sono davvero ovunque, anche nei posti e nei contesti più impensabili.