Allora, la situazione del calcio è questa:
Sparsa sulla Penisola vi è una comunità di qualche migliaio di persone, composta da squadre formate da 40-50 persone (in gran parte atleti sotto i trent'anni) che, come attività professionale, gioca a pallone.
Tutti i componenti di questa comunità godono di ottima salute, sono sotto costante controllo medico, sono in continuazione testati e, in ogni caso, saranno sempre testati prima di giocare a pallone;
Ogni giorno, per 2-3 ore ogni squadra si allenerà in un centro sportivo non aperto al pubblico e continuamente sanificato; Al centro sportivo ognuno arriverà ed andrà via singolarmente e con mezzi propri. Durante gli allenamenti i contatti fisici saranno ridotti al massimo;
Ogni 3/4 giorni, due squadre si incontreranno in uno stadio sanificato ed una parte dei componenti di ciascuna squadra, per un paio d'ore, giocherà una partita;
Prima di ogni partita ciascun componente della squadra sarà testato;
In questo contesto, mi spiegate quali caxxo sono i maggiori rischi di contagio che un calciatore ha rispetto all'edile che da lunedi mattina dovrà uscire di casa, prendere i mezzi pubblici e trascorrere 8 ore su un ponteggio o trivellando una buca?
E, soprattutto, qualcuno mi spiega perché lo Stato Italiano dovrebbe addirittura spendere dei soldi pubblici per impedire ai giocatori di giocare??