Citazione di: meanwhile il 01 Mag 2020, 21:31
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Tra "vivere" e "sopravvivere" c'è qualche differenza
Si, però anche tra "vivere" e "se apriamo qualcosa allora apriamo tutto" ci sono differenze.
Visto che siamo sul topic del campionato parlo di questo nello specifico. Sono tra quelli che vogliono fortemente che la stagione riprenda, perché mi sembra giusto, a prescindere dalle ottime prospettive per la Lazio. E schifo quelli che per tifo contro contro interrompere immediatamente la stagione
Ma voglio che avvenga in buona sicurezza, dico buona ma intendo molto buona e solo perché so che la sicurezza totale non c'è. E' ora il momento, o può esserlo tra un mese? Ad occhio mi sembra di no, certo il sistema sanitario è più pronto oggi rispetto a due mesi fa, abbiamo imparato a gestire distanza e dispositivi di sicurezza, si sono individuati errori nella gestione dei malati e si è capita l'importanza di reparti specializzati e migliorate le terapie, oltre ad aver migliorato la capacità di intercettare prima i contagiati e curarli prima di ulteriori aggravamenti. Ma questo basta nel caso di nuovi focolai? Focolai che potrebbe esplodere in grandi città e quando te ne sei accorto potresti aver già superato la capacità di sopportazione del sistema sanitario.
Non mi dilungo oltre ma ho la sensazione che si sottovalutino degli aspetti. E' vero che i calciatori sono atleti giovani e in buona salute, ma il rischio di contagio durante le partite non è banale. E si è visto che organismi affaticati da attività sportiva intensa possono subire gravi danni in caso di infezione. E, aspetto che mi sembra sfugga ai sostenitori del "siamo già pronti ad aprire", un atleta giovane che si infetta è comunque un veicolo di contagio a sua volta. Verso persone che a loro volta hanno famiglie e contatti con soggetti deboli. A me sembra che aspettare ancora un po', permettendo intanto allenamenti scaglionati, sia la decisione da prendere. Nel rispetto anche degli operatori sanitari che in caso di nuovi focolai vedrebbero nuovamente messa a rischio la propria vita nell'adempimento del proprio lavoro.