L'area di Tor di Valle
Nuovo stadio, lo stop di Friedkin frena anche Vitek (Gazzetta dello Sport, 8 Maggio 2020)
Parla Nemecek, d.g. del gruppo del magnate ceco: «Operazione rinviata». Adesso tocca a Pallotta
di Massimo Cecchini -ROMA
Splende il sole nel cielo di Roma, ma c'è un barometro che segna sempre tempesta. È quello che riguarda il fronte societario del club giallorosso, che ieri ha dovuto incassare un'altra brutta notizia. In realtà, erano giorni che circolava, ma l'ufficializzazione non ha fatto certo piacere a nessuno. Il magnate ceco Radovan Vitek, che amarzoeraadunpassodall'acquisire le tre società dell'imprenditore Luca Parnasi nella morsa dei debito, tra cui Eurnova, detentrice dei terreni di Tor di Valle dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio - ha ufficialmente congelato la trattativa. Ciò, di fatto, rappresenta un assist per quel fronte del Movimento 5 Stelle capitolino da sempre perplesso sull'opera in sé, ma che pure sarebbe stato pronto a dare il via libera, a condizione che Parnasi - indagato nell'ambito della «Operazione Rinascimento » - uscisse di scena.
L'ok dopo l'estate
A parlare è stato Martin Nemecek, direttore generale della CPI Property Group di Vitek, che in un consesso di investitori, riguardo a questo affare, ha spiegato: «L'operazione è rinviata. Abbiamo discusso, ma non abbiamo assunto alcun impegno. Alle condizioni finanziarie di cui avevamo parlato, non è possibile concludere l'accordo ». Un peccato, perché la Convenzione Urbanistica tra proponenti e Comune è praticamente pronta, ma che adesso difficilmente potrà andare in aula per l'approvazione (ci sarà bisogno di 5 votazioni) prima della fine dell'estate, visto che la giunta Raggi, obiettivamente, ha anche altre priorità dettate dall'emergenza coronavirus.
Vitek & Friedkin
Una buona notizia però c'è: l'affare non è tramontato, ma messo in «stand-by». Delle tre società di Parnasi che era pronto rilevare, infatti, (oltre a Eurnova, anche Capital Group e Parsitalia, virtualmente in mano a UniCredit, per via dell'esposizione debitoria), quella che permetterebbe l'affare legato allo stadio e al «business park» resta dimaggiore interesse, perché i centri commerciali di proprietà degli altri gruppi, ormai hanno meno «appeal». Ovvio però che l'acquisire soltanto Eurnova porterebbe il ceco a spendere di più rispetto alla cinquantina di milioni previsti, proprio perché tutto era inserito in un affare complessivo da circa 600 milioni. Tra l'altro, proprio per Tor di Valle, Vitek si era interfacciato direttamente col Gruppo Friedkin, nelle settimane che parevano precedere l'acquisizione della Roma. Così, l'arretramento dello statunitense, ha raffreddato il ceco.
Tocca Pallotta
Allora a questo punto le scenario è duplice: o il magnate della Toyota si riavvicinerà al club, oppure toccherà a Pallotta muoversi stabilendounrapporto con Vitek. Altrimenti, oltre a dover iniettare liquidità nel club, dovrà sborsare il centinaio di milioni per l'area di Tor di Valle, già pattuito da tempo. D'altronde, tutto sommato - avendo incassato il placet al progetto da parte del Comune - i terreni in questione soffrirebbero meno della svalutazione rispetto a tante altre tipologie d'investimento. Morale: se il presidente - per non vendere il club aunprezzo giudicato troppo basso - vorrà restare alla guida almeno per un altro anno, in attesa di nuovi acquirenti (come pare voglia fare), pur sempre più stupefatto dall'ostilità dei tifosi giallorossi alla ripresa della Serie A - cosa che mette sempre più in difficoltà il bilancio della società - Pallotta dovrà fare un ulteriore sforzo per la Roma, intesa nel pacchetto complessivo. Altrimenti il sogno partorito quasi dieci anni fa sarà destinato al tramonto.