E per lo stadio c'è da convincere Vitek
Tor di Valle aspetta, servono 50 milioni (Gazzetta dello Sport, 9 maggio 2020)
di Chiara Zucchelli -ROMA
Cambiare area è impossibile, perché l'iter dovrebbe ripartire da capo e andrebbero in fumo gli oltre 70 milioni spesi finora. Pensare ad una nuova collaborazione con il costruttore Luca Parnasi, dopo i suoi guai giudiziari, è altrettanto impossibile. Ecco perché, nonostante il momento difficile vissuto da Roma città e anche dalla Roma società, il progetto stadio a Tor di Valle prosegue. A piccoli, piccolissimi passi, ma la strada va avanti. Perché tutte le soluzioni convergono, di fatto, in un'unica soluzione: continuare a insistere.
Con Vitek
È notizia di due giorni fa: l'immobiliarista ceco Radovan Vitek, col suo gruppo che fa affari in tutta Europa, ha interrotto la trattativa per rilevare le aziende del gruppo Parnasi strette dai debiti, tra cui Eurnova. Di questa trattativa facevano parte i terreni di Tor di Valle, valutati circa 50 milioni. Con lo scenario economico mondiale cambiato con la pandemia, Vitek e i suoi soci hanno interrotto le trattative. Del tutto? Per quanto riguarda la complessità dell'affare - circa 600 milioni - sembra di sì, ma i terreni su cui costruire l'impianto e il business park sono ancora di suo interesse. Non a caso, si era interfacciato direttamente con i proponenti del progetto. Quindi la strada è in salita, senza dubbio, ma la partita non è ancora chiusa.
Senza Vitek
Se, invece, dalla Repubblica Ceca arrivassero brutte notizie, con Vitek pronto a lasciar andare tutto, Pallotta e i suoi soci dovrebbero cercare nuovi investitori. Italiani o esteri conta poco, dovrebbero avere liquidità, mezzi e risorse per subentrare in corsa nel progetto. Anche perché, seppure senza accelerazioni, l'iter prosegue. La Roma sperava, addirittura entro marzo, di avere pronto il testo della Convenzione urbanistica, di fatto il documento che armonizza l'anima pubblica e quella privata del progetto. Anche in queste settimane, in smart working, si è lavorato al documento, ma ovviamente con tempi più dilatati. Per questo, tra stesura del testo (si parla di centinaia di pagine) e approvazione in Aula della variante urbanistica è probabile che tutte le autorizzazioni slittino a dopo l'estate. A quel punto chissà se sarà ancora Pallotta ad essere in prima linea, otto anni dopo l'inizio dell'iter, o se invece avrà passato la mano, lasciando ad un passo dal rush finale il grande obiettivo della sua avventura italiana.