Concordo con Tarallo.
E la mia preoccupazione è prevalentemente "sportiva".
Col cavolo che un positivo, per esempio, dell'Atalanta, è un "infortunato".
Un positivo dell'Atalanto, rilevato tre giorni prima di Atalanta-Lazio, è un soggetto (anche fosse il massaggiatore) che è stato a stretto contatto con tutta la squadra bergamasca, per cui potrebbe averene contagiati diversi (ma ne basta uno) che scendono in campo la domenica successiva.
Se poi dopo qualche giorno ti ritrovi Immobile e/o SMS e/o Luis Alberto positivi asintomatici e sei costretto a tenerli fuori per un mese fino al tampone definitivo negativo, perché, nononstante la clausura, le sanificazioni e le sterilizzatrici di Formello, a Bergamo sono stati magari meno attenti (è un esempio, magari i distratti sono i nostri...) il massaggiatore nerazzurro due settimane prima è andato a spasso con la fidanzata, un po' non ti roderebbe il c...?!???
Non sarebbe stato meglio rinviare Atalanta-Lazio e isolare prudenzialmente quindici giorni la squadra atalantina?
E' solo un esempio. Secondo me, se c'è un positivo quel club per quindici giorni non dovrebbe giocare. E neanche il club che ha affrontato la domenica prima. A tutela degli altri club e della regolarità del campionato.
Ciò detererminerà uno slittamento eventuale del torneo per recuperare le partite perse, ma non credo ci siano problemi per due o tre settimane in più, ovviamente se il campionato riprende presto come in Germania e non a fine giugno.
A maggior tutela, dovrebbero essere evitate le partite infrasettimanali.
Così facendo, il campionato potrebbe iniziare in sicurezza anche domani.
Posticiparlo nell'illusione di creare una "campana di vetro" dove per dodici settimane non entra un microbo è utopia e, se mi posso permettere, idiozia.