LA STRATEGIA - LA CRISI ECONOMICA
Stipendi e cessioni: ecco la scure del club (Corriere dello Sport, 13 Maggio 2020)
di Roberto Maida
ROMA
Unità di crisi Roma. In questi giorni di grande incertezza sul futuro del campionato, e sulle conseguenze economiche di un eventuale annullamento, i dirigenti sono al lavoro per costruire un piano industriale sostenibile. Per il momento - ma era successo anche in altre stagioni - la Roma ragiona con le risorse che deriverebbero dalla partecipazione all'Europa League, non alla Champions. Il possibile upgrade, determinato dal sorpasso sull'Atalanta in classifica, sarebbe un bonus decisivo di cui però oggi Guido Fienga non può ovviamente tener conto. E così, anche nei confronti tra Petrachi e Fonseca, è apparso chiaro che non tutte le richieste dell'allenatore potranno essere soddisfatte.
ASPETTATIVE. Fonseca è una persona di buon senso. Riconosce le difficoltà finanziarie del momento ed è disposto a sposare la linea di austerity imposta dalla società. E' chiaro però che la Roma dovrà parlare chiaro ai tifosi (e lo farà, quando il quadro finanziario sarà più definito): il prossimo, più che l'anno zero, potrebbe essere l'anno meno uno, nel senso che obbligherà la squadra a partire da outsider. Era ciò che profetizzava Claudio Ranieri al passo d'addio, a Reggio Emilia, giusto nel maggio dello scorso anno: «Ci sarà un ridimensionamento, nel prossimo campionato si potrà lottare per entrare in Europa». Insomma: la Champions non sarà più l'obiettivo minimo, come la gente romanista era stata abituata a pensare nelle ultime stagioni. Finché non cambierà proprietà, dopo un adeguato risanamento finanziario, la Roma dovrà fare un grande exploit per conquistare il quarto posto.
I TAGLI. Il resto viene da sé: la foresta degli ingaggi, che al lordo ha toccato la spaventosa cifra di 150 milioni inclusi gli stipendi parzialmente pagati ad alcuni tra i calciatori che sono andati via in prestito, dovrà essere disboscata. E così appaiono inverosimili non solo le conferme di Mkhitaryan e Smalling, due dichiarati auspici di Fonseca, ma anche i salari di Dzeko (7,5 milioni netti), Pastore (4,5 milioni netti), Perotti (2,7 più bonus), Juan Jesus (2,2), sui quali la società proverà a intervenire. A Pastore e Juan Jesus potrebbe anche essere regalato il cartellino, se trovassero una squadra disposta a ospitarli. E lo stesso Dzeko, che dovrebbe rimanere non tanto per scelta della società quanto per l'importanza tecnica e la pesantezza del contratto, sarà chiamato a spalmare lo stipendio, con relativo prolungamento della carriera romana.
GRUZZOLO. I giocatori "esterni" dai quali la Roma spera di incassare sono invece Schick, per il quale sta trattando uno sconto con il Lipsia sui 29 milioni pattuiti, e Florenzi, che potrebbe essere venduto intorno ai 10 milioni di ritorno dal Valencia. Dalla rosa attuale invece potrebbero uscire Ünder, Kluivert e il baby Riccardi. E poi chissà: incedibili non ce ne sono, saranno le opportunità a determinare le strategie di Petrachi.