Partitelle della Lazio
Gli ispettori cercano i club disobbedienti «I soliti furbetti...» (Corriere della Sera, 15 Maggio 2020)
Gravina e Spadafora irritati, Malagò ironico
Il caso Lazio ha creato scompiglio all'interno della Federcalcio. Il racconto delle partitelle che i giocatori biancocelesti hanno disputato mercoledì al centro sportivo di Formello, in violazione alle norme in vigore fino a lunedì (quando saranno consentiti gli allenamenti collettivi), ha aperto una crepa nel sistema messo in piedi dal presidente Gravina per soddisfare le richieste del Governo e avere collaborazione in vista della ripresa del campionato. Un po' come accaduto con la lettera inviata al ministro Spadafora da Pozzo, patron dell'Udinese, per chiedere un intervento legislativo a protezione delle società. Altro elemento giudicato di notevole disturbo in via Allegri nei rapporti con l'esecutivo. Quanto accaduto con la Lazio ha accelerato l'attivazione da parte della Figc di un pool ispettivo presso la Procura federale «con il compito di verificare il rispetto delle indicazioni contenute nei protocolli sanitari della Federazione». La nuova struttura, già nei progetti di Gravina e in azione da ieri, lavorerà alle dipendenze del procuratore Chinè, verificando che gli allenamenti delle squadre d'ora in avanti si svolgano in base alle norme decise dal Governo. È anche possibile che la prossima settimana lo stesso procuratore decida di aprire un'inchiesta sul comportamento della Lazio in questi giorni; si sta ragionando sull'ipotesi di violazione dell'articolo 1 (lealtà sportiva), l'eventuale pena sarebbe quasi sicuramente una sanzione amministrativa. La questione degli allenamenti della Lazio è stata inevitabilmente argomento di dibattito nella Giunta Coni che si è svolta alla presenza di Spadafora. Il ministro è apparso irritato per l'episodio (tra l'altro non ha mai avuto un grande feeling con Lotito) e Malagò ha colto l'occasione per rimarcare ancora una volta quanto evidente sia, secondo la sua opinione, la lontananza di mentalità tra le varie discipline: «C'è differenza tra il calcio e gli altri sport, è un problema culturale. Se questo comportamento della Lazio è reale, significa che c'è poco rispetto per le regole del gioco. Stamani molte atlete e molti atleti mi hanno chiamato arrabbiati perché sono stati isolati per due mesi e in questo periodo hanno sempre rispettato le norme. E anche all'interno della Giunta qualcuno ha sottolineato come ci sia chi ha trasgredito alle norme di legge». Malagò accusa il calcio, e in particolare alcuni presidenti, di avere un atteggiamento sempre un po' oltre il limite, come se si voglia essere in ogni occasione più furbi degli altri. «Ha fatto bene Gravina a istituire subito il pool ispettivo, è stato un atto dovuto da parte sua, anche se credo che all'atto pratico non sia facile individuare i responsabili di eventuali atti di violazione normativa da parte della Procura. Il problema, semmai, potrebbe riguardare anche la giustizia ordinaria, civile e penale». Quanto alla Lazio, il responsabile sanitario Ivo Pulcini ha cercato di negare che le partitelle tre contro tre siano state disputate a Formello: «Dovrebbe arrivare una smentita della società, perché se la situazione sfugge al mio controllo potrei anche essere costretto a dimettermi». Poi ha frenato: «Io mercoledì non ero al nostro centro sportivo, avevo altro da fare. Ho quattro collaboratori che mi assicurano di rispettare le regole. Se poi quello che è accaduto è fuori legge, faccio mea culpa per tutti noi e me ne scuso. Può capitare di essere in difetto una volta, il medico bravo non è quello che non sbaglia mai ma quello che sbaglia di meno».
Stefano Agresti