La narrazione dei Venezuelani e dei miei parenti Siciliani che in Venezuela avevano fatto fortuna, partendo dalla Sicilia alla fine degli anni '50 con malattie endemiche addosso, la fame e la sete, e qualche nozione di meccanica e di carpenteria, è molto chiara.
Dal golpe iniziale di Chavez in poi, la società venezuelana si è progressivamente disgregata, polverizzata, nonostante gli entusiasmi iniziali e il consenso popolare plebiscitario. Il popolo è in ginocchio. Dall'epifania del culto dell'immagine del Comandante, al succedersi delle follie economiche "studiate" a tavolino (tavolinetto....), dalle prime repressioni autoritarie e antidemocratiche, alle razzie e ai rastrellamenti, quindi dal cambio fisso che ha sbriciolato il valore della moneta nazionale alle nazionalizzazioni ad cazzum, dall'inflazione più alta al mondo alla militarizzazione dell'esecutivo. Ma anche gli attacchi alle libertà fondamentali, con il carcere politico per gli oppositori e la chiusura forzata di televisioni e giornali non allineati al pensiero della "rivoluzione bolivariana", l'esplosione della corruzione a tutti i livelli: il cerchio si è chiuso. Oggi, i primi a tentare di protestare contro la dittatura di Maduro sono gli ultimi, gli stessi che erano stati illusi da Chavez con una caricatura di welfare proposto nei primi anni di esperienza di governo quando il Pil del paese cresceva vertiginosamente, grazie al petrolio venduto agli "odiati" americani.
Anche questa volta, il sistema alternativo al mercato si è rivelato molto presto fallace, intimamente liberticida, inefficiente, autodistruttivo. È sempre e soltanto questione di tempo, prima dell'implosione con gli effetti collaterali della devastazione per un secolo o due.
Francamente, non dipingere il fallimento di Chavez per quello che è stato e quello che poi ha portato non è un'operazione di verità. Su Maduro, poi, vabbè. Manco Gorgia da Leontini riuscirebbe a tesserne l'elogio.
Quando si è categorici su tutto, certe espressioni politiche andrebbero chiamate col loro nome: macellerie messicane.
I miei parenti, che oltre tutto avevano il torto di mostrare nel cognome una lontana ascendenza ebraica nonché di possedere librerie e un piccolo giornale (la seconda generazione aveva studiato), sono scappati. Dopo che uno di loro è stato "ucciso per rapina" mentre, sceso ingenuamente Mdalla macchina, stava aiutando dei ragazzi in apparente difficoltà. I suoi beni non sono mai stati consegnati agli eredi. I loro amici e congiunti rimasti in quella che era la loro patria muoiono letteralmente di fame. Alcuni sono morti per influenza o banali infezioni, le medicine sono introvabili.
Io consiglio a tutti la lettura di Orwell. L'allegoria dell'ascesa dei maiali è rivelatrice.
Spero che il popolo venezuelano sopravviva a questi torti e riesca a trovare una strada di democrazia e di giustizia.
Temo peró che finiranno in pasto a un altro militare, magari questa volta "di destra", che farà le stesse cose di Chavez e Maduro, per poi finire, dopo vent'anni, allo stesso modo.
La verità è che la "falsa" (per i marxisti-comunisti) libertà che abbiamo conseguito nel a sistema di mercato (deprecabile, cinico, per molti aspetti non meno disumano) ci pone in una condizione di privilegio di cui forse non ci rendiamo conto, soprattutto se non timbriamo il passaporto con un po' di visti di questo lato del globo e di quell'altro.