La risposta del Cretino riassume in modo incontrovertibile la realtà che avevo descritto in questo topic.
https://www.lazio.net/forum/lazio-talk/la-rabbia-diversa-del-calcio-romano/La nostra mera esistenza, che doveva terminare nel 1927 se i piani del gerarca fascista abruzzese padre di questo sgorbio calcistico e sociale fossero andati in porto, è la loro sconfitta quotidiana.
I quattro neuroni in croce di Totti non riescono certo a comprendere la sostanza del suo sentimento, ma per poter sopravvivere lui è costretto a negare la nostra esistenza perché la roma è stata partorita così, senza nessun altro scopo.
Aver fallito lo scopo primario e unico è la macchia che si porteranno sempre dietro, la condanna ad essere eternamente sconfitti ed è alla radice della loro arroganza frustrata.
Totti è un istintivo, non avendo sviluppato un lobo temporale degno della maggior parte dei vertebrati superiori, e quindi non sa spiegarselo, ma per lui la Lazio non può esistere.
Se ammettesse razionalmente l'esistenza della Lazio, il suo stato perenne sarebbe il pianto immortalato dalle foto del 26 maggio.