Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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RubinCarter

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Citazione di: Hicks il 28 Mag 2020, 00:49
Leggo qua e là su twitter che il servizio delle iene già girerebbe su Whatsapp. Ne sapete qualcosa? Sarebbe gravissimo.

Confermo. Da ieri sera.

PabloHoney

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paolo71

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Caso Zarate, guai per Lotito
«Ci deve ancora 3 milioni»
La procura apre un'inchiesta (Corriere della Sera)

L'agente del giocatore parla alle Iene. Sospetti di evasione fiscale


La storia comincia con un argentino dai capelli bianchi, Luis Ruzzi, che insegue Lotito fuori da una chiesa dove si è raccolto in preghiera — pare sia devoto alla Madonna del pozzo — chiedendogli del denaro. Ma non pochi spiccioli, non vuole l'elemosina e mentre gli uomini della scorta lo allontanano, lui grida: «Presidente, dobbiamo avere un sacco di soldi da lei, 3 milioni di euro, quelli che Zarate ancora non ha ricevuto». È una scena che lo scorso febbraio si ripete due volte, sempre nello stesso luogo. Dove finirà questa vicenda è impossibile sapere, per il momento c'è una certezza: la procura federale ha aperto un'inchiesta sul proprietario della Lazio dopo essere venuta a conoscenza dei contenuti del servizio delle Iene sullo stipendio del giocatore che — secondo Ruzzi — sarebbe stato pagato attraverso una società londinese «per non versare Inps, Irpef, tutte le tasse, un'evasione importante ». Il procuratore capo, Giuseppe Chinè, è lo stesso che tre giorni fa ha pensato di aprire un fascicolo sullo stesso Lotito per una frase giudicata ambigua in merito a Juve- Inter dell'8 marzo. Curiosità: il figlio di Chinè, Bruno, 17 anni, ha giocato a lungo come terzino nelle giovanili della Lazio prima di essere lasciato libero dal club, a luglio del 2019, finendo in una società dilettantistica romana; pochi mesi dopo il papà ha preso il postodel dimissionario Pecoraro alla guida della procura della Figc. Il servizio delle Iene è slittato di una settimana perché si è deciso di dare a Lotito la possibilità di replicare: sarà trasmesso martedì. Le accuse rivolte al presidente della Lazio sono pesantissime. Luis Ruzzi, ex diplomatico, capo delegazione dell'Argentina ai Mondiali del '90, nel 2008 era il procuratore di Zarate. E racconta, con le carte in mano: «Lotitoha commesso gravi irregolarità. Ci ha presentato un'offerta, 20 milioni di stipendio in 5 anni, e l'abbiamo accettata: va bene, firmiamo. Solo l'ultimo giorno ci ha detto: vi do7milioni, gli altri 13 li avrete attraverso un amico mio. E ci ha presentato Riccardo Petrucchi, un agente Fifa. Attraverso una società inglese di Petrucchi, la Pluriel Limited, avremmo dovuto avere quei soldi, che sarebbero stati versati sul conto della Moisen, creata apposta in Uruguay da Sergio Zarate, il fratello di Mauro. I soldi viaggiavano così». Da Roma a Londra, fino a Montevideo. Il giocatore, oggi al Boca Juniors, da Buenos Aires conferma via video: «È tutto vero ». Zarate e Ruzzi accettano la formula di pagamentoproposta da Lotito, poi qualcosa si rompe. Il fantasista non riesce più a esprimersi agli alti livelli che avevano giustificato l'investimento della Lazio, quando per i tifosi era diventato l'anti-Totti. «Mauro è andato in prestito all'Inter, poi è tornato a Roma. E lo hanno messo fuori squadra perché a ottobre Lotito ci doveva dare 3 milioni e non lo ha fatto, non li ha dati alla Pluriel». La quale, poi, ha fatto causa e l'ha vinta, incassando quei soldi dalla Lazio. «Ma stavolta non sono stati girati a Zarate e noi vogliamo il denaro da Lotito: è stato lui a presentarci Petrucchi e ne è responsabile». Ruzzi spiega perché non ha denunciato Lotito: «Non volevo creare problemi al giocatore». Ma le sue accuse al presidente della Lazio diventano più ampie, uscendo dal contesto dell'affare Zarate e dando una lezione di correttezza fiscale che lui stesso ha tradito. Da quale pulpito... «Lotito è prepotente, in Federazione non gli dicono niente. Coinvolto in Calciopoli, poi nel calcioscommesse hanno arrestato il capitano (Mauri, ndr) e dopo lui gli ha fatto un altro anno di contratto. E da 17 anni gira con la scorta che lo protegge non si sa da chi...».
Stefano Agresti

MTL

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Citazione di: paolo71 il 28 Mag 2020, 08:48
Caso Zarate, guai per Lotito
«Ci deve ancora 3 milioni»
La procura apre un'inchiesta (Corriere della Sera)

L'agente del giocatore parla alle Iene. Sospetti di evasione fiscale


La storia comincia con un argentino dai capelli bianchi, Luis Ruzzi, che insegue Lotito fuori da una chiesa dove si è raccolto in preghiera — pare sia devoto alla Madonna del pozzo — chiedendogli del denaro. Ma non pochi spiccioli, non vuole l'elemosina e mentre gli uomini della scorta lo allontanano, lui grida: «Presidente, dobbiamo avere un sacco di soldi da lei, 3 milioni di euro, quelli che Zarate ancora non ha ricevuto». È una scena che lo scorso febbraio si ripete due volte, sempre nello stesso luogo. Dove finirà questa vicenda è impossibile sapere, per il momento c'è una certezza: la procura federale ha aperto un'inchiesta sul proprietario della Lazio dopo essere venuta a conoscenza dei contenuti del servizio delle Iene sullo stipendio del giocatore che — secondo Ruzzi — sarebbe stato pagato attraverso una società londinese «per non versare Inps, Irpef, tutte le tasse, un'evasione importante ». Il procuratore capo, Giuseppe Chinè, è lo stesso che tre giorni fa ha pensato di aprire un fascicolo sullo stesso Lotito per una frase giudicata ambigua in merito a Juve- Inter dell'8 marzo. Curiosità: il figlio di Chinè, Bruno, 17 anni, ha giocato a lungo come terzino nelle giovanili della Lazio prima di essere lasciato libero dal club, a luglio del 2019, finendo in una società dilettantistica romana; pochi mesi dopo il papà ha preso il postodel dimissionario Pecoraro alla guida della procura della Figc. Il servizio delle Iene è slittato di una settimana perché si è deciso di dare a Lotito la possibilità di replicare: sarà trasmesso martedì. Le accuse rivolte al presidente della Lazio sono pesantissime. Luis Ruzzi, ex diplomatico, capo delegazione dell'Argentina ai Mondiali del '90, nel 2008 era il procuratore di Zarate. E racconta, con le carte in mano: «Lotitoha commesso gravi irregolarità. Ci ha presentato un'offerta, 20 milioni di stipendio in 5 anni, e l'abbiamo accettata: va bene, firmiamo. Solo l'ultimo giorno ci ha detto: vi do7milioni, gli altri 13 li avrete attraverso un amico mio. E ci ha presentato Riccardo Petrucchi, un agente Fifa. Attraverso una società inglese di Petrucchi, la Pluriel Limited, avremmo dovuto avere quei soldi, che sarebbero stati versati sul conto della Moisen, creata apposta in Uruguay da Sergio Zarate, il fratello di Mauro. I soldi viaggiavano così». Da Roma a Londra, fino a Montevideo. Il giocatore, oggi al Boca Juniors, da Buenos Aires conferma via video: «È tutto vero ». Zarate e Ruzzi accettano la formula di pagamentoproposta da Lotito, poi qualcosa si rompe. Il fantasista non riesce più a esprimersi agli alti livelli che avevano giustificato l'investimento della Lazio, quando per i tifosi era diventato l'anti-Totti. «Mauro è andato in prestito all'Inter, poi è tornato a Roma. E lo hanno messo fuori squadra perché a ottobre Lotito ci doveva dare 3 milioni e non lo ha fatto, non li ha dati alla Pluriel». La quale, poi, ha fatto causa e l'ha vinta, incassando quei soldi dalla Lazio. «Ma stavolta non sono stati girati a Zarate e noi vogliamo il denaro da Lotito: è stato lui a presentarci Petrucchi e ne è responsabile». Ruzzi spiega perché non ha denunciato Lotito: «Non volevo creare problemi al giocatore». Ma le sue accuse al presidente della Lazio diventano più ampie, uscendo dal contesto dell'affare Zarate e dando una lezione di correttezza fiscale che lui stesso ha tradito. Da quale pulpito... «Lotito è prepotente, in Federazione non gli dicono niente. Coinvolto in Calciopoli, poi nel calcioscommesse hanno arrestato il capitano (Mauri, ndr) e dopo lui gli ha fatto un altro anno di contratto. E da 17 anni gira con la scorta che lo protegge non si sa da chi...».
Stefano Agresti


Le dichiarazioni di Ruzzi, ben noto nell'ambiente calcistico si commentano da sole. Intanto continua il lavoro sporco del gruppo Cairo

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AquiladiMare

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Ma sto tizio è italiano?

Perché dice che la scorta la paga "..noi contribuenti"

DajeLazioMia

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A me questo pareva inattendibile e ridicolo già quando interveniva in radio anni e anni fa. Figuriamoci ora.

La prossima quale sarà? Una al giorno? Che schifo.

RubinCarter

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Citazione di: AquiladiMare il 28 Mag 2020, 09:18
Ma sto tizio è italiano?

Perché dice che la scorta la paga "..noi contribuenti"



Parla come parlavano i disamorati anni fa. Lotito c ha il potere e non lo attaccano. Illazioni sul carcere di Mauri , che ha poi ricevuto il prolungamento del contratto e amenità varie.
Allora , al tempo, conveniva a tutte le parti e la legge se non erro permetteva scappatoie come"Fringe benefit". Ne parlammo in un topic che non ricordo.
Io non so come va a finire questa storia ma il fatto che ruzzi sia un poveraccio non me lo leva dalla testa nessuno.
Mi sembra come se un costruttore dichiarasse esplicitamente che 15 anni fa  le case si vendevano su carta al 70% e il restante con le buste della spesa piene de contanti.

A che pro ?

Strumentale?



PS. Ferrari,Mediaset, FCA che   "risiedono" in Olanda ,frega cazzo a nessuno delle iene ?
8/10 miliardi di dollari di evasione non fanno abbastanza notizia.

Sledgehammer

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La denuncia
L'agente del giocatore, Luis Ruzzi, oggi punta l'indice contro il presidente Claudio Lotito per il pagamento regolare di solo una parte dello stipendio di Zarate, 7 milioni in 5 anni, come da bilancio, mentre il procuratore del calciatore argentino sostiene che l'accordo fosse per 20.

La differenza, secondo la denuncia, venne versata come commissione per la stipula del contratto a Pluriel Limited, holding con sede a Londra di proprietà dell'agente Riccardo Petrucchi, che a sua volta avrebbe poi girato quei soldi ad una società del fratello di Zarate, Sergio. Così, Lotito avrebbe evitato di pagare tasse su quella parte di stipendio.
Troppa nebbia però troppe cose che non tornano. In un documento pubblicato dal sito Calcio e Finanza si legge:

"Nel mese di gennaio 2020  è stato notificato alla S.S. Lazio Spa una citazione dalla Pluriel Limited per l'importo di Euro 3.287 migliaia, quale somma risultante dalla differenza tra il compenso di Euro 3.750 migliaia dovuto nella Stagione Sportiva 2013/2014 e quello di Euro 463 migliaia percepito per il periodo 01.07.13-14.08.13, sul presupposto della responsabilità della Lazio nella risoluzione del contratto con il calciatore Zarate».

Soldi che la Lazio ritenne di non dover versare e quindi mettere a bilancio come passività in quanto sia il Lodo arbitrale che la corte di Appello di Roma hanno escluso tale responsabilità.

Prescrizione
Quindi sono questi i soldi che Zarate e il suo agente pretendevano da Lotito? Sarebbe più giusto dire quindi che Luis Ruzzi e il giocatore li esigevano dalla Pluriel più che dalla Lazio. E che la società londinese, a sua volta, li avrebbe pretesi da Lotito.

Il settimanale L'Espresso pubblicò questa stessa notizia 7 anni fa senza che nessun seguito venne dato dalle autorità giudiziarie e sportive.

Perché adesso tutto questo clamore dunque?

Perché le Iene, con la loro consueta abilità mediatica e pubblicitaria hanno preparato bene il terreno di scontro. Lancio del servizio, rinvio dello stesso per consentire a Lotito di rispondere e soprattutto al caso di montare su stampa, social e tv. Oltre al nobile scopo morale del servizio non si intravedono altre possibilità perché come, scrive l'edizione online de L'Espresso datata 27 Maggio 2020, 7 anni sono un tempo sufficiente a prescrivere tali reati. La stessa Federcalcio, per mano del procuratore Chinè, a seguito del clamore mediatico si è trovata a dover riaprire, perché già il faldone era in loro possesso, il caso.

Dopo lo scontro Lotito-Gazzetta, le accuse di allenamenti proibiti mai provati, le dichiarazioni di Brambati su Strakosha, il dito puntato sul presidente della Lazio dai sui colleghi per la sua voglia di tornare a giocare( salvo poi accodarsi per paura di fallire) adesso questo polverone. È evidente, dalle cose che si raccontano dalle segrete stanze della Lega, che siamo nel bel mezzo di uno scontro di potere tra frange opposte. Da un lato Lotito e i suoi accoliti, dall'altro Agnelli. Guarda caso i proprietari delle squadre che si stanno giocando lo scudetto sul campo. Che questa storia, di cui si scriveranno certamente altre pagine, abbia un nesso che riporti la disputa sul prato verde?

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pape

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un'altra cosa (di una vicenda che ho seguito con poco interesse, veramente) che non ho capito del racconto di ruzzi: lotito versa alla pluriel (dopo una causa, leggo) quanto dovuto, la pluriel non versa i soldi a zarate. e li chiedono alla lazio? ma chiedili alla pluriel. Premesso che se ci sono reati, vanno perseguiti e ci mancherebbe soltanto!

calimero

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Prendendo per buone le tesi di Ruzzi più che altro mi sfugge perchè se la Lazio ha saldato la Pluriel Ruzzi chieda i soldi a Lotito. Il fatto che quest'ultimo  gli abbia presentato Petrucchi mi sembra irrilevante. È possibile che la vicenda non sia stata completamente chiarita ma continuo a non comprendere come si possano svolgere indagini su un fatto prescritto sia per il diritto sportivo che per la legge ordinaria. Che se ne parli mi può stare bene, sarebbe bello anche solo per par condicio però che si accendano i fari (a livello di inchiesta giornalistica) rispetto a dei casi su cui a differenza dell'affaire Zarate, la giustizia sportiva non ha mai aperto procedimenti. Ad esempio nutro fiducia (un po' come Luigi Facta) che qualche abile cronista d'assalto si faccia due chiacchiere con l'avvocato Stagliano e con l'ex designatore Bergamo a proposito del caso Ina Assitalia-Franco Sensi anche alla luce delle recenti rivelazioni su Palamara.

Paladino68

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Si deve stare attenti a sputare in aria che poi ti ricade in testa.
E se andassero sul serio a mettere il naso sulle mega commissioni ai procuratori... Sai le risate....

robylele

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Citazione di: calimero il 28 Mag 2020, 10:24
Prendendo per buone le tesi di Ruzzi più che altro mi sfugge perchè se la Lazio ha saldato la Pluriel Ruzzi chieda i soldi a Lotito. Il fatto che quest'ultimo  gli abbia presentato Petrucchi mi sembra irrilevante. È possibile che la vicenda non sia stata completamente chiarita ma continuo a non comprendere come si possano svolgere indagini su un fatto prescritto sia per il diritto sportivo che per la legge ordinaria. Che se ne parli mi può stare bene, sarebbe bello anche solo per par condicio però che si accendano i fari (a livello di inchiesta giornalistica) rispetto a dei casi su cui a differenza dell'affaire Zarate, la giustizia sportiva non ha mai aperto procedimenti. Ad esempio nutro fiducia (un po' come Luigi Facta) che qualche abile cronista d'assalto si faccia due chiacchiere con l'avvocato Stagliano e con l'ex designatore Bergamo a proposito del caso Ina Assitalia-Franco Sensi anche alla luce delle recenti rivelazioni su Palamara.

a meno che dei soldi incassati dalla Pluriel dopo la causa non siano andati in gran parte a coprire le spese per gli avvocati. In questo caso una parte comunque Ruzzi dovrebbe averla presa.

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MTL

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Un'altra cosa che non capisco: la Federcalcio ha aperto un fascicolo sette anni e non ha chiuso l'indagine non vige la prescrizione? Qualora invece avesse chiuso l'indagine ed emesso quindi un giudizio, non vale il principio, caposaldo del diritto, del ne bis in idem[/]?

Tarallo

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Citazione di: calimero il 28 Mag 2020, 10:24
nutro fiducia

Nutro Fiducia e' stata vista insieme a Tranquillo.

AquilaSlovacca

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non so voi, ma tutta sta robaccia spalata sul presidente e, di riflesso, sulla Lazio a me provoca una certa preoccupazione.

Qui e' in atto il palese tentativo di costruire un Lotito alla "nuovo Moggi"...
e sappiamo tutti che fine ha fatto Moggi e la sua juve...

RubinCarter

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La sentenza n. 1/01/10, depositata il 18 gennaio 2010, della sezione prima della Commissione Tributaria Provinciale di Roma segna un...goal importante infavore del Fisco nelle controversie tributarie inerenti alle triangolazioni tra procuratori, calciatori e società di calcio, spesso più perverse di quelle cantate da Renato Zero. La questione è stata recentemente oggetto di svariati rilievi che l'Agenzia delle Entrate ha effettuato nei confronti di società di calcio (ci risultano in particolare i casi della Lazio e della Juventus, peraltro già apparsi sulla stampa).
L'Agenzia delle Entrate ha sostenuto in tali contestazioni che i compensi dovuti al procuratore del giocatore, trattandosi di prestazioni effettuate dallo stesso nell'interesse del calciatore, se pagati dalla società da cui il giocatore dipende, costituiscono compensi in natura e quindi, in quanto tali, concorrono a formare il reddito imponibile del calciatore e sono assoggettabili (o, meglio, avrebbero dovuto essere assoggettati) a ritenuta d'acconto IRPEF.
I giudici tributari ritengono, infatti, che a beneficiare dell'attività del procuratore sia esclusivamente il calciatore e, per tale ragione, poiché è la società a sostenere la spesa, il compenso dei procuratori deve considerarsi come un vero e proprio fringe benefit (compenso in natura) pagato dalla società a favore del giocatore che concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente dello stesso, come statuisce l'art. 51, comma 3, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (Testo Unico delle Imposte sul Reddito).
In realtà, la Commissione ha precisato che, in via astratta, non può ritenersi che un procuratore non possa esercitare la propria attività in favore di una società sportiva, ma ciò non può avvenire contestualmente alla prestazione di un'attività di "mediazione" (o, meglio, di assistenza contrattuale nel momento della stipula di un contratto di lavoro presso una società sportiva) in quanto ciò contrasterebbe con il Regolamento dell'esercizio dell'attività di agente dei calciatori che, all'articolo 3, vieta che l'agente possa svolgere attività di consulenza alla società, qualora determini una situazione di conflitto di interessi con l'attività di agente di calciatore.
La Commissione ha rilevato che la circostanza secondo cui il procuratore abbia effettuato prestazioni in favore della società risulta nel caso di specie contraddetta dai fatti e quindi non provata, lasciando implicitamente desumere, da un lato, che tale prova debba essere fornita dalla società sportiva, dall'altro che se invece fosse stata raggiunta la prova di tale attività in favore della società, la conclusione avrebbe potuto essere diversa.
Va peraltro rilevato che la Commissione non affronta il tema di "quale attività" poi il procuratore avrebbe nel caso di specie svolto in favore della società. Trattandosi di stipula o rinnovo di un contratto di lavoro, tale attività consisterebbe verosimilmente nella mediazione inerente ad un rapporto di lavoro (dipendente, come è il rapporto di lavoro dei giocatori di calcio) e quindi in un'attività vietata dalla legge o, meglio, consentita, a determinate condizioni, solo a specifici operatori tra i quali, in linea generale, i procuratori non rientrano.
La società calcistica, pertanto, avrebbe dovuto effettuare la ritenuta a titolo di acconto sul compenso in natura, ritenuta che ovviamente graverebbe sui compensi monetari spettanti al calciatore, come prescrive l'art. 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.
Nel caso esaminato dai giudici tributari, come presumibilmente negli altri casi "sotto tiro" da parte dell'Amministrazione Finanziaria infatti, il calciatore professionista aveva dichiarato solo il suo compenso, senza considerare anche il compenso del procuratore. I giudici inoltre rammentano che, qualora il datore di lavoro non effettui la ritenuta o la effettui, ma non la versi all'Erario, l'Ente impositore può chiedere l'adempimento dell'obbligazione tributaria anche al lavoratore. La Commissione, riprendendo le statuizioni in merito della Corte di Cassazione, ha rammentato che, in applicazione del principio di solidarietà nell'obbligazione tributaria tra datore di lavoro e lavoratore (sostituto e sostituito d'imposta), la mancata effettuazione della ritenuta da parte della società datore di lavoro non esime il lavoratore dal dover dichiarare il reddito in natura e pagare le relative imposte. Il caso esaminato dalla sentenza commentata, a desumere da quanto emerge dalla sua lettura, non è isolato, ma costituisce un comportamento reiterato posto in essere dalla società in questione (la A.S. Roma s.p.a.) per cui è opportuno restare in attesa della trattazione in sede giudiziaria di altri casi, magari riferiti a nomi più eclatanti di quello oggetto della controversia e, conseguentemente, ad importi ben più significativi.
Pur rilevando che una singola sentenza, pur tecnicamente ben strutturata a parere di chi scrive e riccamente motivata ed articolata sotto il profilo di diritto, non può di per sé fare stato e ritenersi come un orientamento consolidato in giurisprudenza, c'è da chiedersi ora come si comporteranno la società interessata e le altre società che sono state già raggiunte da verifiche fiscali o avvisi di accertamento, visto che il baldanzoso convincimento di "avere ragione" sulla fondatezza dei propri comportamenti manifestato, ad esempio, dalla S.S. Lazio nella relazione del Consiglio di Sorveglianza all'esercizio chiuso al 30 giugno 2009, dovrebbe essere, quanto meno, rimeditato.
Infatti, la circostanza che ora gli organi di giustizia tributaria confermano la validità degli accertamenti effettuati dall'Agenzia delle Entrate comporta:
• una possibile passività fiscale da imputare al bilancio delle società sotto forma di accantonamento, pari, quanto meno, alle sanzioni irrogabili per la mancata effettuazione delle ritenute IRPEF; infatti, se è vero che l'obbligo d'imposta, secondo quanto affermato dalla giurisprudenza, grava anche sul giocatore, è altrettanto vero che la mancata effettuazione delle ritenute costituisce violazione autonomamente sanzionabile in capo alla società, anche, ricorrendone i limiti quantitativi, sotto l'aspetto penale;
• il pagamento dei contributi previdenziali sugli importi erogati "in natura";
• una falsa rappresentazione in bilancio, in quanto i compensi pagati ai procuratori verosimilmente non sono affluiti sotto la voce "costo del lavoro" (con conseguenze anche ai fini IRAP);
• problematiche anche in materia di IVA, sostanziali e sanzionatorie (non affrontate dalla Commissione Tributaria nella sentenza commentata, verosimilmente in quanto l'accertamento impugnato riguardava solo l'IRPEF), conseguenti alla indetraibilità dell'imposta pagata dalla società al procuratore sulle fatture da questo emesse nei confronti della società stessa.
Tutto ciò aggravato dalla pluralità e dalla reiterazione nel tempo di questi comportamenti e, di conseguenza, dagli importi coinvolti che saranno probabilmente, in molti casi, tutt'altro che indifferenti.
C'è da chiedersi ora come si atteggeranno le società, se cioè persisteranno nei loro comportamenti, ritenendosi sempre nel giusto ed aspettando il possibile colpo di mannaia finale della Cassazione, o se li modificheranno radicalmente, con buona pace dei "poveri" calciatori, che si troveranno costretti a pagare i propri consulenti, come tutti i comuni mortali.
C'è da chiedersi poi come si comporteranno gli organi di controllo delle società (Collegi sindacali, Consigli di Sorveglianza, società di revisione, CONSOB per le società quotate) di fronte a tali situazioni ed ai possibili riflessi sui bilanci e sugli interessi degli azionisti e dei terzi.
In definitiva, la sentenza della Commissione Tributaria può rappresentare, diversamente di quanto osservatori distratti potrebbero ritenere, un tizzone lanciato in una polveriera che potrebbe essere in grado di incidere sui comportamenti futuri e, per il passato, creare nuove passività per le società (e per i giocatori) interessati. Osserveremo se si tratta di un fuoco di paglia o di un incendio devastante. I sintomi, oggi, sono tutti per la seconda ipotesi.
Un consiglio poi agli amici giornalisti: quando nelle cronache di calcio mercato cercate di sapere quale è l'ammontare dei contratti sottoscritti dalle stelle del calcio, non esitate a farvi precisare se tali importi comprendono o meno i compensi pagati ai "loro" procuratori.
Un nuovo fronte di contestazioni fiscali riguarda poi le somme pagate dalle società di calcio per lo sfruttamento dei diritti dell'immagine degli sportivi professionisti, magari a società off shore o, comunque, partecipate in modo ambiguo e non trasparente, a seguito di un'altra importante e recentissima sentenza, questa volta emessa dalla Corte di Cassazione nei confronti di una...non meglio precisata società di calcio facente parte del gruppo Fininvest. Ma questo è un altro capitolo di un libro che si sta appena cominciando a scrivere.


Ne parlammo qui :

https://www.lazio.net/forum/lazio-talk/l'avvocato-gentile-chiederemo-risarcimento/msg23052/#msg23052

ed anche qui :

https://www.lazio.net/forum/lazio-talk/trasferimento-di-giocatori-deferite-palermo-e-lazio/msg732533/#msg732533


calimero

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Citazione di: Tarallo il 28 Mag 2020, 10:36
Nutro Fiducia e' stata vista insieme a Tranquillo.

Era l'espressione usata da Facta quando chiedeva la firma del re per decretare lo stato d'assedio contro i marciatori su Roma. Mi pare appropriata.

Nesta idolo

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turco

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26.05.2020

Fonte: sfl.com

Ho intervistato un lettore Danes Cilul, non soddisfatto della qualità di molte notizie calcistiche propinate nell'ultimo periodo dal corrieredellasera: " È dal 1971 che leggo abitualmente il corrieredellasera - inizia l'amara riflessione- devo dire che un cosi scarso approfondimento, negli articoli soprattutto sportivi, non l'avevo mai letto - prosegue - ci stiamo organizzando (con altre persone deluse) per intentare una causa nei confronti di Stefano Agresti; Credo che debba scrivere e restituirci dei fatti reali (qualcosa come 300 all'incirca) invece di continuare con queste fakenews. - Chiude amareggiato il proprio racconto - "È proprio vero per alcuni è stata una giornataccia e lo capisco ma penso che dovrebbero continuare a fare il proprio mestiere in modo professionale".

Anche noi ne siamo convinti, caro Danes Cilul.
La loro rivincita probabilmente si manifesta in questi modi mendaci.
Ciononostante Good cup (of tea) Forever.


Asr. M.

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