Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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ZombyWoof

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Citazione di: biancocelestedentro il 07 Giu 2020, 23:19
Normale, ma anche no. Parlo del modo di dare la notizia.
Precisamente, iniziano menzionando innanzitutto il sombrero. Cioè questo ha vinto un mondiale e una champions league con il milan, mo per carità il gesto tecnico ci sta tutto, la rosicata nostra anche, ma che cazzo mi rappresenta metterlo prima di cose decisamente più importanti che sono avvenute nella sua carriera di calciatore?

E' un'anomalia mostruosa, ovvio. Serve per sfogare rabbia e frustrazione titaniche  di tutti i giornalisti redattori editori, caposervizio, direttori, cameramen mignotte e stronzi vari.   Perché la loro realtà attuale è inaccetabile.   Lazio sopra, vincente titoli e con gran bel gioco e campioni, loro sotto indebitati fracichi e perdenti.

E allora giù di menzogne contro di noi, campagne del fango, tentativi di farci squalificare (come fatto spesso in passato),  ed esposizione di trofei di latta patetici, come il Er zombrero de Gafu eheheh.

Fuori dal mondo Laziale che è molto attento, il resto d'Italia li vede come  personaggi divertenti. Il che è deprimente, davvero deprimente.

Davy_Jones

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io forse sono di parte (vivo a torino e praticamente tutti i torinesi che frequento sono tifosi del toro) ma onestamente non conosco un tifoso loro che non speri che glielo mettiamo nel culo alla juve, con rispetto parlando. allo stesso modo, non ne conosco uno che sia contento di cairo.

ZombyWoof

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ragazzi, l'articolo di tuttosport dice tutto.  Su Malagò che parlava con la voce di Spadafora in merito alle non poche sorprese su squadre contrarie alla ripartenza, su Cairo, sugli scontri in Lega e Figc.  E' una questione che va oltre, seppure ora è l'argomento bollente, di un rischio retrocessone del Torino.

La conferma soprattutto, detta per una volta non da noi Laziali, delle manovre di Malagò per non far ripartire il campionato, e la dettatura degli articoli su Lotito da parte di GdS con menzione dei conflitti di interesse.  il nuovo direttore ha eseguito il compitino proprio bene.

L'ordine dei Giornalisti italiani, non ha niente da dire su questa campagna denigratoria, di questo uso personale di due grandi quotidiani italiani per storia e diffusione?   tutto a posto?

Indaco

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Citazione di: Davy_Jones il 08 Giu 2020, 10:27
io forse sono di parte (vivo a torino e praticamente tutti i torinesi che frequento sono tifosi del toro) ma onestamente non conosco un tifoso loro che non speri che glielo mettiamo nel culo alla juve, con rispetto parlando. allo stesso modo, non ne conosco uno che sia contento di cairo.

però mi sa che non sarebbero nemmeno contenti di andare in serie b, no? E se tutto riparte, rischiano davvero l'osso del collo, visto il pregresso di una campionato schifoso e visto soprattutto il calendario che li aspetta (cagliari. Lazio, juve e inter nelle prossime 6, più lo scontro diretto col genoa), (fiorentina, verona, roma e bologna le ultime quattro).

Quindi, secondo me, cairo farà anche schifo loro ma stanno zitti e lo assecondano, visto che si sta battendo per la loro sopravvivenza.

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Brixton

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Oltretutto per fare una campagna così forsennata prima per non ripartire, poi per una porcata come il blocco delle retrocessioni in caso di nuovo stop*, Cairo deve essere parecchio preoccupato. Probabile che abbia percepito di avere una squadra ormai allo sbando anche oltre i risultati dell'ultimo periodo prima della sospensione.

* Personalmente trovo ingiusto in caso di stop non solo il blocco delle retrocessioni (che è una porcata evidente, visto che per gli interessi di pochi si danneggia il torneo di B e si modifica il format del/i prossimo/i campionato/i di A), ma anche non assegnare lo scudetto. Mettiamo che un ipotetico nuovo stop arrivi a 4-5 turni dal termine. Dal punto di vista sportivo mi sembrerebbe decisamente più iniquo far finta che un campionato giocato per 33/34 partite su 38 non sia mai esistito, piuttosto che assegnare lo scudetto a chi ha la media punti più alta al momento dell'interruzione definitiva.

Nesta idolo

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Citazione di: robylele il 08 Giu 2020, 09:42
non mi ricordo chi l'ha detto in radio, però c'é chi paventa la possibilità che Cairo sia solo il braccio armato (da qui i vari articoli dei suoi redattori in chiave Lotito), ma che il mandante sia qualcun altro.

A me é venuto in mente Andrea Agnelli, ma certo non per un eventuale scudetto mancato, ma per qualcosa che parte da lontano. Vedi suddivisione dei diritti tv ad esempio.
Tra l'altro per quest'ultimo l'ideale sarebbe che andassero in C.L.ogni anno juve, milan, inter e una tra roma e napoli, in attesa della super lega.
Ci sono diversi personaggi molto più loschi di Lotito (non che ci voglia molto n.d.a.) dietro alla campagna mediatica di un imbroglione come Cairo (solo amico di Berlusconi poteva essere uno così n.d.a.).
Pensare unicamente ad Agnelli è
davvero riduttivo, sono tanti e sono tutto molti interessati a colpirlo e attenti nel nascondersi.

carib

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Nel campo dei media cartacei la famiglia Agnelli è il principale competitor di Cairo - e viceversa

Nesta idolo

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Vi segnalo la vicinanza tra Berizzi/Repubblica e La7/Cairo con i romanisti in massa in entrambe le redazioni versus Lotito e il mondo Lazio in generale.

Berizzi articolo di domenica sulla manifestazione fascista al Circo Massimo (immagine presa da twitter):



Numeri rispetto non corrispondenti alla realtà.
Poi L'allaccio tra casapound, forza nuova, nar è in grandissima percentuale nella curva romanista ma il grande giornalista obiettivo Berizzi che "conosce" il fenomeno neofascista lo racconta in altro modo ovviamente, da uomo libero e imparziale qual è. Fai piangere Berizzi, sei di una disonestà allarmante.

A voi i commenti.

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Nesta idolo

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Articolo vergognoso di Left.

Per la destra italiana è stata proprio una settimana nera

PINO CASAMASSIMA

Prima il flop del raduno di Salvini e Meloni il 2 giugno, poi lo sgombero di CasaPound, infine i cuori neri che si menano tra loro a Circo Massimo (dove dovevano essere migliaia invece erano solo qualche centinaio). Mala tempora currunt, per la galassia che va da Salvini a Forza nuova

Non ci sono più i bei tempi di una volta. Quelli in cui la destra neofascista marciava sfidando divieti prefettizi e promettendo mazzate ai compagni. Prendi quell'aprile di Milano. In rete, basta digitare "Giovedì nero", che subito dopo il crac finanziario di Wall Street del 24 ottobre 1929, salta fuori il crac neofascista del 12 aprile 1973.

Quel giorno, a Milano, ci rimise la pelle il 22enne agente Antonio Marino. I feriti furono 35 (26 delle forze dell'ordine), 64 i fermi, 11 gli arresti. Fra gli oratori della manifestazione di estrema destra, oltre al condottiero neofascista Ciccio Franco, quello della rivolta del 1970 a Reggio Calabria dei Boia chi molla, anche il capelluto e mefistofelico segretario generale del Fronte della Gioventù, ossia il sempre esuberante Ignazio La Russa, figlio del senatore missino Antonino. All'epoca, colui che diventerà il ministro della Difesa del IV governo Berlusconi, fu perfino immortalato da Marco Bellocchio in un suo film (Sbatti il mostro in prima pagina) mentre aizzava la piazza contro il pericolo comunista.

Altri tempi. Tempi segnati dal furore del piombo e delle stragi. Oggi, per fortuna, le esibizioni delle destre radicali (si scrive così ma si legge neofasciste) si svolgono su una cifra macchiettistica. Oggi, la destra radicale (si scrive così ma si legge neofascista) incassa i permessi prefettizi. E in mancanza di forze dell'ordine o di compagni con cui fare a mazzate, lo fa da sé, in una sorta di orgia onanistica della violenza: battendosi cioè fra sé e sé. Per meglio dire: fra sé contro sé.

I Ragazzi d'Italia (si scrive così ma si legge neofascisti con sede a Brescia), ultras di fede calcistica (del Varese, dell'Inter, del Cesena e del Verona, della Roma e – ca va sans dire – della Lazio) e Forza Nuova, si sono contrastati in una sorta di rivendicazione di primogenitura cesarista, con tanto di diritto o meno a parlare, come parlare, quando parlare. È successo infatti che l'annunciata adunata nera al Circo Massimo sia finita a schifìo, per dirla con Nino Manfredi.

Al comune grido di «Innalziamo il tricolore! Italia libera! Lotta per la giustizia sociale! Stiamo arrivando!» s'era organizzata l'ennesima marcetta romana, dopo quella del 2 giugno scorso col gotha della destra italica che aveva visto uniti (si per dire) Meloni, Salvini, Tajani. Nell'occasione, il papeetiano – in totale crisi d'astinenza da selfie – s'era finalmente sfogato, rigorosamente senza mascherina.

Esaltato da tutte quelle dimostrazioni d'affetto, per quegli slogan così commoventi, l'ex titolare dell'Interno s'era poi sentito titolato ad andare a Napoli a deporre un fiore e a offrire una di quelle preci che non risparmia nemmeno agli studi televisivi, sul luogo dove il poliziotto Pasquale Apicella era rimasto ucciso nello scontro fra la sua volante e il furgoncino dei rapinatori che avevano tentato una rapina in banca. Fiori e preghierine a mani giunte da chierico fedelmente ripresi da telecamere e telefonini a miglior vantaggio di tg e social, che tuttavia non sono bastati a non farlo cacciare via in malo modo dai napoletani per la poco nobile speculazione sulla morte di quell'agente (come testimoniato da diversi video).

Non un fiore né una Salve Regina, ma nemmeno mezzo vocalizzo da parte dell'ex invocatore dei «pieni poteri» per quelle forze dell'ordine bersagliate al Circo Massimo dalla violenza nera dei suddetti contendenti esibitisi in una curiosa interpretazione della dialettica hegeliana. Alla tesi di Simone Carabella (Curva Sud Roma, fra i suoi titoli): «Coi giornalisti io parlo quanno me pare»; seguiva l'antitesi di Giuliano Castellino (Fn): «No, tu nu' parli»; con la sintesi: 'na pizza 'n faccia. Il tutto sotto le trionfanti note wagneriane della cavalcata delle valchirie. A Casa (Pound) ridono ancora. (E ce n'hanno bisogno d'una ventata d'allegria, poveretti, ché «c'è poco da ride'» – per dirla alla Verdone – dopo il dispiacere di quel provvedimento di sgombro).

Insomma, per le destre, mala tempora currunt (sed peiora parantur?): dalla marcetta della destra parlamentare nel giorno della festa della Repubblica (italiana, non sociale) non c'è pace per i cuori neri. La sfiga s'è accanita prima contro il triumvirato Meloni-Salvini (sì, vabbé, c'era pure Tajani), mortificandolo con un clamoroso flop, poi contro le tartarughe poundiane con tanto di sgombero (come non bastasse l'affronto di un anno fa della rimozione del nome in rigorosi caratteri romani ripresi dal fascismo), poi contro i cuori neri convenuti al Circo Massimo in una ennesima rappresentazione barbina urbi et orbi.

L'epilogo dei giorni neri è stato infatti il peggiore che si potesse immaginare, segnato com'è stato non dalla comunicazione di un preciso e dettagliato programma antagonista alle politiche governative, ma dalle papine. Non dalla forza della ragione, ma dalle ragioni della forza (in ciò, bisogna tuttavia riconoscerne la coerenza). Incipit è stato il contrasto/contatto fra Simone Carabella e Giuliano Castellino (poi le forze dell'ordine e i giornalisti sono stati, coerentemente, presi a sassate).

Per i meno edotti della raffinata galassia neofascista romana, ricordiamo i tratti specifici dei due cuori neri che invece di battere all'unisono si sono battuti fra loro. Simone Carabella è noto per i suoi tuffi nel Tevere a ogni capodanno, per la sua attività anticomunista sui social, per quella antimigranti per strada, per le sue dotte argomentazioni NoVax, e altre opere meritorie di siffatta natura che non potevano sfuggire a Giorgia Meloni: con un pedigree così blasonato, la capa dei fratellini non poteva che candidarlo – almeno – alle elezioni regionali del Lazio. L'altro, Giuliano Castellino, è dirigente romano di Fn, oltre a essere noto per molteplici contrasti con le forze dell'ordine costatigli alcune condanne (su di lui pende l'accusa per un'aggressione ai giornalisti dell'Espresso a gennaio 2019, per cui il Pm ha chiesto una condanna a sei anni, nonché per truffa in un altro procedimento, perché avrebbe sottratto 1,3 milioni di euro al Sistema sanitario nazionale insieme all'imprenditore Giorgio Mosca, ndr).

Le tifoserie dei due opposti estremismi nonostante il medesimo cromatismo politico, sono quindi entrate in azione pro domo proprio leader, e quando si sono accorti della cazzata, cioè che si stavano menando fra loro, hanno rivolto l'aggressione – manco a dirlo – verso i giornalisti nonostante le loro – giuste – vibranti proteste da Shel Shapiro («Che colpa abbiamo noi?»). Nel frattempo, la polizia s'era incazzata. E aveva cominciato a vibrare i manganelli, dopo essere stata presa pure lei a sassate e bottigliate.

A mezzo migliaio di chilometri stradali, ma ad anni luce di distanza politica, si svolgeva a Milano una manifestazione antigovernativa organizzata da alcuni sindacati di base unitamente a sigle della sinistra antagonista, che coinvolgeva 5mila persone. Una protesta sfilata in via Larga, cioè non a caso sotto il naso di Assolombarda, e conclusasi in piazza del Duomo, dove, oltre a fare la conta di quelle che per loro erano le politiche troppo filo confindustriali del governo Conte, venivano rilanciate le richieste di maggior tutela del lavoro sul fronte della sicurezza, visto che di lavoro si continua a morire. Il tutto, pacificamente.

Due diverse interpretazioni del dissenso, insomma, anche se in linea con le diverse genesi e le ancor più diverse palingenesi. Genesi e palingenesi che segnaliamo – laddove ce ne fosse bisogno – alla ministra Lamorgese semmai volesse emulare tal suo collega Paolo Emilio Taviani, che proprio in quel 1973 dalle effervescenze neofasciste summenzionate, sciolse Ordine Nuovo per il suo palese richiamo al fascismo (lo stesso di CasaPound, Forza nuova e similaria, insomma).

Ça va sans dire ??? Ma come cazzo ti permetti brutto [...]?

Nesta idolo

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Abbozziamo anche questa volta? E dai non è possibile che questi soggetti senza probità offendano ripetutamente la Lazio e i suoi tifosi.

Non puoi permetterti di etichettare un'intera tifoseria in quel modo, è oltraggioso e intollerabile!!!

WhiteBluesBrother

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Questo è un altro romettista de merda: ca va sans dire.

Tarallo

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A parte il ça va sans dire, a me pare che abbia menato a entrambe le parti.

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angeloadamo

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Buckley

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Citazione di: Nesta idolo il 08 Giu 2020, 16:49
Abbozziamo anche questa volta? E dai non è possibile che questi soggetti senza probità offendano ripetutamente la Lazio e i suoi tifosi.

Non puoi permetterti di etichettare un'intera tifoseria in quel modo, è oltraggioso e intollerabile!!!
tutto vero, ma in questo i nostri curvaioli sempre in prima fila per roba fascista danno una mano non indifferente agli spalamerda prezzolati della stampa

Nesta idolo

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Citazione di: Tarallo il 08 Giu 2020, 17:05
A parte il ça va sans dire, a me pare che abbia menato a entrambe le parti.
No perché il ça va sans dire è uno sdoganare con nonchalance lo stereotipo laziale-fascista. Dimmi se è poco!? Ma non scherziamo, non esiste in nessuna maniera, è distante anni luce dalla deontologia professionale ma soprattutto dall'essere onesti con se stessi e il lettore.
E poi non ha menato da entrambe le parti: per Carabella è stato ironico facendo credere che sia passabile, quasi un pregio tra mille difetti, mentre omette la fede calcistica di Castellino. Questi due e Iannone, comandano più di tutti i 30 (?) appartenenti agli ex Irr.
Certo, se siamo abituati ad una narrazione fasulla stile Berizzi allora questo per alcuni può andare bene, non per me!!
Sono da distruggere tutti i tipi di convenzioni diffuse non inerenti alla realtà!

Citazione di: Buckley il 08 Giu 2020, 17:07
tutto vero, ma in questo i nostri curvaioli sempre in prima fila per roba fascista danno una mano non indifferente agli spalamerda prezzolati della stampa
Questo lo diciamo sempre ma qua si tratta di raccontare fedelmente ciò che è avvenuto.
"Arresti": un romanista e un laziale
Mascherine giallorosse oscurate nei resoconti di repubblica (forse avranno cambiato colore?? Lol)
Per favore non possiamo giustificare ogni volta le schifezze che ci dicono e subire porgendo l'altra guancia, mi sembra da masochisti.

PabloHoney

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Mo lo so che nel topic giornalisti non e' il massimo pero'....

dario

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Io continuo a ritenere grottesca la citazione della fede sportiva di questi delinquenti.
Se uno è un delinquente, un estremista, un mafioso, un farabutto mi dite cosa c'entra la squadra per la quale tifa?
Tanto più che il 95% delle curve italiane è in mano all'estrema destra.
Avete mai sentito riferimenti alla squadra per cui tifavano, che so, Gelli, Fioravanti, Maniero, i fratelli Savi, Tony Negri, Provenzano....e bella gente di varia specie?
Come fai a non pensare che ci sia un disegno editoriale dietro?
Io se fossi giornalista mi rifiuterei di citare la fede sportiva scrivendo un articoli di cronaca nera.
Chiudo: la ndrangheta padrona della curva a Torino (con evidenti collusioni in alto) non mi pare che abbia prodotto articoli tipo: "arrestato il criminale ndranghetista XYZ, ca va sans dire tifoso juventino".
Andare affanculo, no?

Tarallo

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Citazione di: PabloHoney il 08 Giu 2020, 17:28


Mo lo so che nel topic giornalisti non e' il massimo pero'....

Ma chi e' sto deficiente?

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dario

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calimero

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Mi ha bloccato da una vita. Ripescate il topic "La democrazia ai tempi di twitter"

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