Citazione di: italicbold il 13 Giu 2020, 13:21
Questo topic a mio avviso é sintomatico.
Che la storica non sia d'accordo con me me ne strabatto i [...].
Lo dico sinceramente. Ripeto, della statua di Montanelli me strabatto ancora di più i collioni.
E' il manicheismo che mi fa paura.
La frontiera tra il bene e il male designata con la linea blu netta.
In genere portano ad Auschwitz. O alla Lubianka.
J'ai toujours condamné la terreur. Je dois condamner aussi un terrorisme qui s'exerce aveuglément, dans les rues d'Alger par exemple, et qui un jour peut frapper ma mère ou ma famille. Je crois à la justice, mais je défendrai ma mère avant la justice.
Ecco. Io da la non mi sposto.
Si ma che c'entra con quello che sta concretamente avvenendo adesso?
Dove si starebbe delineando sta frontiera tra bene e male o episodi paragonabili al terrorismo nei fatti di cui stiamo discutendo?
Per questo dicevo che me pare il dibattito sulla nonviolenza post Genova.
Non ha alcuna attinenza con la realtà concreta dei movimenti odierni, che non stanno sparando in piazza, non mettono bombe, non stanno facendo black list di persone da condannare a morte.
Quindi de che stiamo a parla?
È una lettura della realtà o una sua distorsione dibattere dell'abbattimento di una statua come se stessimo parlando di prima linea?
Diventa un mettere le mani avanti che crea, questo si, divisioni pretestuose. Ci si divide senza nemmeno che il problema si ponga, sulla base di un fantasma lontanissimo dalle vicende odierne.
Io mi chiederei perché.
Le questioni possono essere due:
- se il problema sono determinate forme allora andrebbe posto se e quando queste forme si ipotizzano o concretizzano, non a prescindere.
- se il problema invece è in assoluto rendersi conto che il cambiamento reale non è un pranzo di gala e nemmeno una discussione civile davanti ad una tazza di tè allora beh, il problema è tuo/vostro/di chicchessia.
Soprattutto perché andrebbe allora indicato come ci si immagina un cambiamento che è reale ma che avviene con cortesia liberal.
Perché io, guardando ai circa tre/quattro millenni oggetto dei miei studi, non ne vedo traccia e non capirei proprio come potrebbe essere altrimenti.
Come dire che 2+2 deve fa cinque o il cerchio deve diventare un quadrato così non ci sono contraddizioni con la nostra coscienza.
Si, il cambiamento è fatto anche di passaggi dannatamente difficili in cui non te scambi opinioni.
La possibilità odierna di limitarci a scambiare opinioni è direttamente proporzionale all'impossibilità di cambiamento e di mutamento storico.
È la rinuncia a cambiare che ci ha regalato la pace sociale. Toccherebbe farci i conti, poi ogni risposta è legittima, anche tenersi stretta la mamma e accettare il mondo così com'è o farne una semplice battaglia d'opinione e di etica. Tutto assolutamente legittimo.
Te ne strasbatti che la storia non sia d'accordo con te, immagino che la storia possa dire lo stesso ma amplificato in termini ennesimi.