Francesco Totti

Aperto da BiancoAzzurro, 05 Mag 2010, 22:52

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Kebab

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Citazione di: Centurio il 06 Mag 2010, 20:34
Visto adesso sul TG1 il servizio dopo coppa.

Ma come cazzo se fa?

Hanno praticamente giustificato totti perché é stato provocato e attaccato per il resto del servizio Mourinho.

Non ce posso crede.

Nessuna sorpresa, lasciate passà  qualche altra ora e di sto episodio la gente avrà solo un vago, confuso ricordo... ignari perfino se sia accaduto davvero... o se sia solo una leggenda...

:? :?

tritolo32

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superdelio

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Citazione di: tritolo32 il 07 Mag 2010, 00:38



Ci ha 'na faccia da ebbete st'"omo" che bush in confronto pare Einstein.

sharp

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Citazione di: BiancoCeleste il 06 Mag 2010, 21:11
Questi articoli che avete pubblicato omettono tra l'altro, nella cronistoria, i 3 vaffa a Rizzoli.

Su facebook si sprecano i gruppi di sostegno e di elogio al mentecatto, tanti avrebbero voluto essere al posto suo...

............................


Ma tutti insieme , che uno per volta mesà che il Ballo li pista come l'uva

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zorba

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(Il Fatto Quotidiano 07.05.2010)

CALCIO AL FAIR PLAY

MA CHE SUCCEDE   A TOTTI?


Il capitano della Roma è ancora un mito. Ma sbaglia: forse soffre il tempo che passa

(di Giancarlo Padovan)

Fuori dal moralismo d'accatto o dell'indulgenza pelosa, c'è una sola spiegazione vagamente razionale al calcione plateale e doloroso rifilato da Francesco Totti a Mario Balotelli nella finale di Coppa Italia vinta dall'Inter, mercoledì sera, all'Olimpico di Roma. Questa: Totti sa di non rappresentare più né la forza, né il centro della squadra; percepisce di non poter decidere quanto e più dei suoi allenatori, come accadeva nel passato, ad eccezione di Fabio Capello; teme che il dopo Totti appaia evidente, prima che a lui, ai compagni, al pubblico e, soprattutto, a Claudio Ranieri, l'unico in grado, adesso, di sfrattarlo dal cuore di molti romani e romanisti. In sintesi, Totti sta cominciando a capire di non essere eterno. E se dall'empireo sono scesi Bruno Conti, Roberto Pruzzo, Falcao e Peppe Giannini, presto potrebbe (dovrebbe) toccare anche a lui. Il rapporto con il tecnico è franco e, dalle voci di dentro, non sembrava incrinato nemmeno dall'inattesa panchina cui Totti era stato costretto in Inter-Roma. Tuttavia, nessuno può negare che il capitano avesse ricevuto un altro colpo alle proprie certezze, dopo la sostituzione a metà partita nel derby. Nulla di così stordente da fargli perdere la testa, come invece accaduto nel finale con Balotelli, ma una piccola crepa in una situazione che gli appariva momentaneamente stabile. Totti si aspettava di giocare. Se lo aspettava perché si sente ancora di incarnare il massimo della qualità possibile in questa Roma e perché il capitano (capitano per antonomasia) una finale la deve giocare sempre, anche con una gamba sola, anche trotterellando. Non foss'altro per le punizioni e le giocate da fermo. Questo pensava Totti e probabilmente non era il solo, visto che i più attenti tra gli opinionisti della piazza romana, imputano a Ranieri due errori: la rinuncia, in partenza, a lui e a Menéz. Di più: pur non reggendo l'intera partita, Totti veniva pur sempre da due gol consecutivi in campionato (con la Sampdoria e a Parma). Cominciare con lui, e non con Toni, avrebbe potuto rappresentare una scelta tatticamente utile per togliere riferimenti alla difesa dell'Inter, troppo statica con uno come Materazzi al centro. Toni lo agevolava, Totti lo avrebbe portato fuori zona o lasciato senza avversario. In un contesto di latente malumore, si sono inserite, durante la finale con l'Inter, le parole di Balotelli. Chi le ha ascoltate, riferisce di espressioni indicibili nei confronti di Roma e dei romani. Fatta la tara a quanto ci si dice in campo, e a come viene amplificato fuori, resta la certezza che Totti detiene una soglia troppo bassa di sopportazione del provocatore. Tirò un pugno a Colonnese, a quel tempo interista (e non deve essere un caso), perché l'altro disse qualcosa di sgradevole sulla famiglia o la fidanzata; sputò a Poulsen, all'Europeo del Portogallo, anno 2004, perché il danese (poi juventino) non gli si scollava di dosso e lo voleva fermare con ogni mezzo. Eccessivo spesso, Totti non lo è mai per caso. Essendo una persona buona, ancorché timida, è sempre in grado di chiedere scusa, ma non gli va di mimetizzarsi. Quando colpisce, come ha fatto con Balotelli, sa perché lo fa. Soprattutto non dimentica perché l'ha fatto. Balotelli l'aveva insultato. Se non lui direttamente, la sua gente. Balotelli lo irrideva perché stava vincendo e Totti, da calciatore, sa quali sono i modi più sanguinosi per dimostrartelo. Non voleva farsi giustizia. Voleva proprio "menargli" e rendere palese a tutti che quel tipo di aggressione non è solo di uno sportivo sconfitto, ma di un uomo che non tollera il tempo che passa. E che, ogni giorno, lo ferisce senza riguardo.

eaglefly1978

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Pare che il fesso abbia apostrofato Balotelli con "negro di a.s.roma"...ora per coerenza mi aspetto da parte della stampa COME MINIMO la stessa reazione che ci fu ai tempi di Mihajlovic ed Henry.

arturo

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La cosa più grave dell'intera vicenda,e che si vuol far passare il gesto del fesso come,si uno sbaglio,ma di una carriera esemplare ed immacolata,nascondendo tutte le malefatte di questo coatto,o al più presentandolo sotto una lente goliardica. Questa è prostituzione intellettuale!

saramago

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"eccessivo non lo è mai per caso"
".....balotelli lo aveva insultato, se non lui direttamente la sua gente"

ho bisogno di un sociologo, di un antropologo, di uno psichiatra, che mi spieghino per quale motivo quando si parla del fesso, o della casa madre dei fessi, questi sono sempre un pò più uguali degli altri. perchè la teoria del "giustificazionismo" vale solo per loro. e non mi basta la spiegazione che c'hanno potere, che sò tutti riomici nel mondo dell'informazione, eccetera. qui c'è altro. o davvero esiste l'idiotina, oppure siamo in presenza di una sindrome collettiva(o quasi, per fortuna) psicopatologica grave. grave un bel pò.

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disincantato

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oggi vi segnalo un articolo (vabbè, si fa per dire) stile Minculpop di un tal Carmellini sul Tempo.
Non so come postarlo.

Alcune chicche.
Oltre ovviamente a Balotelli e Mourinho provocatori e titty e l'a.s.trigoria parti lese (un evergreen), il sublime della comicità la raggiunge quando scrive che "gli interisti picchiano come fabbri martellando il mediocre Rizzoli".  :puke2:

questo supera anche il miglior Renga :hail:

olandese

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Nei video si vede Totti che da un calcio in testa a Motta e a Balotelli.
La moviola l`ha visto?

Audrey

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Citazione di: zorba il 07 Mag 2010, 07:03
Eccessivo spesso, Totti non lo è mai per caso. Essendo una persona buona, ancorché timida, è sempre in grado di chiedere scusa, ma non gli va di mimetizzarsi
eeeeeehhhh? che mi venga un accidente....


Citazione di: zorba il 07 Mag 2010, 07:03
(Il Fatto Quotidiano 07.05.2010)
vergogna, mo' disdico pure l'abbonamento online, se la mafia giallorossa s'è infilata pure qua non vedo perchè io debba continuare a leggerlo!

radar

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Mica per difendere il Fatto ma a me sembra che il giornalista gli abbia detto. "sei vecchio, fatti da parte"

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Deleterio

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Citazione di: disincantato il 07 Mag 2010, 08:44
oggi vi segnalo un articolo (vabbè, si fa per dire) stile Minculpop di un tal Carmellini sul Tempo.
Non so come postarlo.
di Carmellini non so, ecco invece un tale Giuseppe Sanzotta...

http://iltempo.ilsole24ore.com/sport/2010/05/07/1156286-totti_pagato_essere_autentico.shtml

Totti ha pagato il suo essere autentico
Ho provato a schierarmi tra i politicamente corretti. Totti non doveva dare un calcio nel sedere di Balotelli. Un professionista, un campione ecc... Proprio non ce la faccio. Ne ho sentite troppe di vergini scandalizzate. Posso confessare che per un attimo, solo per un attimo in quella pedata c'era anche la mia rabbia. Chi ha dimenticato Balotelli che si procurò un rigore simulando, e poi fece un gestaccio verso la tifoseria giallorossa? Ma un calcio nel didietro non glielo avremmo dato volentieri? Lo sappiamo che i romani non sono molto simpatici a Nord: strafottenti, caciaroni, ironici, fumantini. Ma è la nostra storia. È quella dei nostri eroi popolari: da Meo Patacca a Ciceruacchio, a Rugantino. Un po' smargiassi ma «de core». Totti con quella maglia non è solo un professionista, è uno di noi. Pensa, ragiona, si emoziona, esagera, sfotte come migliaia di altri tifosi. Per quei colori ha rinunciato a successi agevoli in altre città. Ma lo vedreste Totti con la maglia del Milan o del Real Madrid? Ve lo immaginate negli spot fare come Del Piero e parlare con gli uccellini, oppure sentire un tifoso napoletano che sfotte con: quel noi tifiamo Napoli, tiè. Gli avrebbe tirato il piatto. È vero su Balotelli e in altre occasioni ha sbagliato. Ma platealmente e ha pagato.

Un altro più furbo avrebbe fatto male facendola franca. Lui no. Ha fatto quello che si sentiva di fare. Come sempre. Eppure c'è qualcuno che può mettere in discusione le sue grandi qualità? L'unico campione vero italiano degli ultimi anni. A Roma vediamo frotte di turisti provenienti da tutto il mondo, ma di quale giocatore italiano comprano la maglietta? Di Totti. Gli altri? Non esistono. Come non restare affascinati dalla sua smargiassata quando a un campionato europeo decise di calciare un rigore decisivo con il famoso cucchiaio? Zoff, allora allenatore, rischiò l'infarto. Ma negli ultimi mondiali mentre a tutti i giocatori, padani e non, tremavano le gambe per la paura, chi si prese la responsabilità di calciare un rigore decisivo? Fu Totti. Per quanti anni le sue gambe sono state il bersaglio preferito degli avversari? Non lo hanno tutelato. Poi tutti a piangere lacrime di coccodrillo quando un carneade in mutande pensò alla soluzione finale rompendogli una gamba e fu solo ammonito. Il Capitano da allora gioca con una piastra metallica inchiodata all'osso. Certo gli anni passano, ma pesano soprattutto le botte prese. Eppure è li, a metterci la faccia.

Lui vero. Che si indigna, che si arrabbia, che sbotta. Che non può accettare anche gli sfottò dei ricchi: vincenti e piagnoni. Già Mourinho, ora insinua il tentativo della Roma di pagare il Siena per contrastare l'Inter. Ma lo scandalo c'è stato all'Olimpico domenica. A dire il vero un rimprovero lo facciamo a Totti. Un bel calcio nel sedere doveva rifilarlo anche a Mourinho. L'avrei applaudito. E non sarei stato il solo.

:wc:

olandese

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Poi tutti a piangere lacrime di coccodrillo quando un carneade in mutande pensò alla soluzione finale rompendogli una gamba e fu solo ammonito.
[mafia off] - Fa un fallo classico ma totti cade male.

radar

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Citazione di: Deleterio il 07 Mag 2010, 09:20
un calcio nel sedere di Balotelli

Calcio al sedere e poi "pedata"????

Irving e Faurisson sono dei dei dilettanti al confronto

olandese

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Citazione di: Deleterio il 07 Mag 2010, 09:20
un bel calcio nel sedere doveva rifilarlo anche a Mourinho. L'avrei applaudito. E non sarei stato il solo.

:wc:

Magari lo fa. Almeno poi vediamo quanti sputi e cazzotti verbali prende da mourinho.

Audrey

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vedi radar, il tizio, Padovan, ha scritto che Balotelli ha provocato totti, che si è sentito in dovere di reagire
il tizio ha dunque giustificato il gesto, dando per certa la provocazione
ci sono prove sicure della provocazione? no, non mi pare
e anche se ci fossero, può essere giustificato il comportamento del giallorosso? no, assolutamente

mi fa imbestialire questo accorruomo ogni volta che totti sclera, mi fa imbestialire sopratutto quando se ne parla su un giornale che sento mio, che mi sembrava nato per parlare di qualcos'altro "leggermente" più importante



leggo qua sotto le alate parole di tal Sanzotta e ho deciso che devo prenderla a ridere, sennò non ne esco :lol:

radar

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mah, a me sembra un lisciare la schiena per poi dire, alla romana, "lèvate"
Gli ha detto: sei ancora in tempo, fatti da parte prima che la parabola discendente si trasformi in un precipizio.
A me fa ridere forse anche perchè quel giornale lo leggo ma non lo considero mio, semmai solo utile. Ma questo andrebbe su un'altra board ;)

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N.G.E.

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Articolo de "La stampa" molto ben scritto secondo me:

Le due maledizioni di Totti

Ma chi è Totti? Il sorriso da bravo ragazzo che traspare negli spot in cui lui e la moglie ripropongono Casa Vianello in versione meno alfabetizzata? Oppure il ghigno da posseduto che oscura lo schermo, mentre la regia lavora di replay sul calcione a tradimento con cui ha appena steso un avversario? E non un avversario qualsiasi, ma Balotelli, altra icona double-face: provocatore strafottente (un nero che grida «romani di m...» con accento bresciano è un sintomo inoppugnabile di integrazione) e però anche vittima emblematica del razzismo strisciante.

Chi è dunque Totti? È la prova di quanto un puledro di razza possa essere azzoppato dalle due maledizioni dell'identità italiana: la famiglia iperprotettiva e lo spirito di fazione. A trentaquattro anni, il miglior calciatore del nostro Paese resta un pupo di mamma e di curva, incapace di reggere alle pressioni del ruolo di capobranco a cui è stato issato più dal talento che dal carattere. Ingozzato di coccole, nella vita ha sofferto troppo poco per essere un leader, al punto che ogni volta che è chiamato a diventarlo sbraca.

La salvezza, per lui, sarebbe stata emigrare ad almeno mille chilometri dalle sottane della sua Roma. Perché solo lontano da quell'amore che lo vizia e lo giustifica avrebbe potuto diventare finalmente adulto. Ha scelto di non rischiare, cioè di non crescere. Ed è rimasto fermo. Fermo allo sputo con cui rinfrescò le guance del danese Poulsen agli Europei del 2004. Anche allora era stato provocato. Ma i campioni vengono sempre provocati, per definizione. Quanti insulti intimi riceverà Messi in ogni partita? L'eroe è tale se sa dominare le sue emozioni. È l'auriga di se stesso, che mette le redini ai cavalli dell'ego. Totti invece è il prodotto di una società isterica, dominata da un senso malinteso dell'onore.

Ancora ieri, prima di chiedere genericamente scusa (senza mai nominare Balotelli né Milito, colpito a freddo all'inizio del secondo tempo) aveva spiegato che la sua era stata una reazione a «offese dirette a infangare una città e un popolo intero». Un popolo offeso dal barbaro invasore, capite? Per chi non lo sapesse, si sta parlando di una partita di pallone. Ma il capitano della Roma ha preso molto sul serio il ruolo attribuitogli dai tifosi. Lui è il Gladiatore di Russell Crowe, «a un mio cenno scatenate l'inferno». La differenza è che l'eroe cinematografico incarnava i valori trasmessigli da Marco Aurelio, non da Er Patata.

Deleterio

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che poi, ripensandoci, questo articolo di Sanzotta potrebbe avere una minima possibilità di far abboccare l'ultimo dei tordi se Totti avesse giocato una partita gagliarda e tosta, accollandosi la squadra e guidandola alla pugna e solamente a pochi istanti dalla fine, quando la tenzone era ormai perduta, con un gesto iconoclasta avrebbe raccolto la delega dell'intero popolo scalciando l'odioso Balotelli.


ma non è così, tutt'altro.
è stato fuori due mesi e hanno recuperato una valanga di punti all'Inter.
a Totti rode che Ranieri lo sta trattando come trattava Del Piero.
è chiaro che rincorrere (con fatica) Balotelli con gli occhi di fuori e scalciarlo è una cosa che fa il giro del mondo, ma una cosa vorrei chiedere a Sanzotta: Meo Patacca, Ciceruacchio e Rugantino avrebbero dato calcetti in testa all'avversario in terra fingendo di aiutarli a rialzarsi?



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