Finché la Lazio ha avuto lo stesso passo della Dea la partita l'abbiamo giocata benissimo, col doppio vantaggio ed il minimo dei rischi. Cioè la solita Lazio pre-Covid che stava facendo quello che era nelle sue corde,
partendo dal fatto che avevamo comunque assenze pesanti.
Da un certo punto in poi, abbiamo comunicato ad arrancare di brutto tanto che per gran parte del secondo tempo non riuscivano più a costruire in uscita una azione manovrata lineare con più di quattro passaggi consecutivi. Infatti Gollini, nei secondi 45 minuti, è stato praticamente uno spettatore.
La differenza di intensità fisica da un certo punto in poi è stata evidente.
Ci allungavamo troppo, raddoppiavamo e scalavamo con meno precisione e meno tempismo, lasciavamo spesso il loro portatore di palla libero di impostare fronte alla porta senza troppa pressione. Per altro, l'uscita di Cataldi è stata molto pesante perché era l'unico che riusciva a dare un po' di ordine alla manovra.
C'è da mangiarsi le mani perché, pronti via, si era messa come meglio non si poteva immaginare e sicuramente, una Lazio pre Covid dell'ultimo periodo l'avrebbe portata a casa in scioltezza. E una vittoria a Bergamo sarebbe stato una vera e propria rampa di lancio verso qualcosa di importante.
Ma, come riportato da qualcuno, è un po' come le prime sconfitte in campionato, dove andavamo benissimo la prima mezz'ora e poi schiantavamo il secondo tempo.
La botta fa male (ma non malissimo) perché 4 punti dalla prima sono comunque pochi da recuperare mentre il vantaggio sulla quinta e abbastanza grosso.
Speriamo però che possano tornare subito almeno due tre infortunati e che la preparazione fatta per queste ultime partite sia stata azzeccata perché, ieri sera, ad un certo punto, le due squadre andavano proprio con una velocità diversa. Se rimaniamo su quello standard è ovvio che troveremo parecchie difficoltà.
Ma tanto noi, anche quando abbiamo vinto, ce la siamo sempre dovuta sudare al mille per mille...