La mia opinione è che l'autore dell'insulto razzista vada allontanato immediatamente dalla Società Sportiva Lazio.
Sulle forme dell'allontanamento dipende dal rapporto che intercorre tra lui e la Società. Leggo che trattasi di fisioterapista. Se è iscritto a un albo professionale, potrebbe non essere un dipendente, bensì un libero professionista munito di partita iva che rilascia fattura. Bene, in quel caso si recede unilateralmente dal contratto per motivi gravi. Il danno di immagine procurato è enorme.
Se, invece, trattasi di lavoratore subordinato, la società deve valutare se sia possibile intimare il licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.), e nel caso attivarsi immediatamente, contestando i fatti al termine di indagine interna (c'è poco da indagare in effetti, il lavoratore, chiedendo scusa, di fatto ha ammesso di avere commesso il fatto).
Secondo me la società dovrebbe dare un segnale forte sul fatto di non tollerare assolutamente questi comportamenti. E non abbia timore di imbarcarsi in qualche causa giudiziaria. Ci si è imbarcati in cause per Zarate e altri, lo si può fare benissimo per un fisioterapista.
Detto questo, il comportamento dei napoletani nei nostri confronti è stato veramente biasimevole. Non ci dovevano regalare la partita ma il sovrappiù di cattiveria che ci hanno messo, assolutamente gratuito nei confronti di una squadra che aveva smesso di giocare nel secondo tempo, grida vendetta, sportivamente parlando. L'arbitro, se possibile, è stato ancora più strn-zo.