La asfogna passa di mano.
Firmato poco fa il preliminare, non è noto se condizionato all'approvazione del bilancio.
Alla fine Friskis ha espugnato Pallotta, il miglior presidente della storia dei peperoni che, alleggeritosi di 130M, la lascia con zero tituli, 450M di buffi e una immortale coppainfaccia.
Ci mancherai, Jim.
Tra peana latrati, i canidi, carichi di aspettative, auspicano un nuovo capitolo awanagana diverso dalla scellerata cordata DiBenedetto.
Valutati quanto la Fiorentina un anno fa, immaginano schiudersi un futuro finalmente radioso.
La domanda che ne echeggia le menti è: Frikkin ricalcherà le orme prudenti, se non micragnose, di Saputo e Commisso o le gesta eroiche di Henry e Glazer?
La sentenza non attenderà certo i posteri, è già scritta sui giornali di domani.
Un fatto è certo: appena sbarcato a Fiumicino dovrà staccare un assegno da una piottarella solo per assicurarne la continuità aziendale e l'iscrizione al campionato.
Subito dopo è atteso da una faraonica campagna acquisti di presentazione.
Tra pochi giorni sapremo se, dopo l'egemonia juventina, assisteremo all'epopea texana.