Citazione di: DevilD il 14 Ago 2020, 15:39
ditemi se ho compreso bene.
- il valore è intriseco nel bene.
- il prezzo è soggettivo e risente anche delle condizioni a contorno.
Quindi un bicchiere d'acqua ha più o meno un valore oggettivo. (supponiamo 1)
Ma se lo devi comprare al bar sotto casa, il prezzo è 3, perché il barista ci deve guadagnare/pagare le spese.
Ma se lo stesso identico bicchiere lo trasporto in mezzo al deserto, dove tu non bevi da N giorni, bhe il prezzo che pagheresti per quel bicchiere d'acqua potrebbe essere anche... la vita.
giusto?
Premetto che queste discussioni sono oggetto di confronto da un paio di secoli e mezzo quindi non c'è opinione univoca a riguardo.
Il bicchiere d'acqua è un esempio scivoloso perché di suo non ha valore (tanto che se lo prendi alla fonte bevi gratis). Le risorse naturali in economia hanno uno status particolare, più riferito alla rendita che al valore.
Approssimando, il valore, per quanto piccolo sia, sta proprio nel barista che te lo mette nel bicchiere e in chi lo ha portato fino al bar (o nel deserto). Quindi il suo valore sarebbe 3.
Magari nel deserto 8 perché devi trasportarcelo e questo implicherebbe un'attivita specifica.
Tuttavia potrebbe averw un sovrapprezzo ulteriore, anche 30, dovuto alle condizioni di mercato. Stai a Mori de sete non li daresti trenta euro per un bicchiere d'acqua? Io sì. Ma nel trasporto non è che l'acqua abbia cambiato le sue qualità, che senso ha dire che ha decuplicato il suo valore?
Al massimo aggiungi le spese di trasporto (arrivando a

non è che dal nulla si moltiplica il valore.
Comunque la mia affermazione era solo volta a dire che considerare il valore di un bene o ancora più di una società in termini prettamente soggettivi, di costi/benefici o di utilità, mostra una discreta inconsistenza.
È chiaro che il singolo potenziale compratore, il friedkin di turno, la valuterá in questi termini e quindi nel suo caso specifico questi termini sono corretti, ma sul piano generale c'è un valore che prescinde dalla sua valutazione e gli stessi conti che si fanno alludono ad una evidente ricerca di oggettività, ad un qualcosa di presente se non in forma fenomenica.