La scuola di mia figlia, una paritaria, a fine luglio ha mandato una circolare ai genitori in cui dicevano che a settembre il nuovo anno scolastico inizierà in presenza. Sostengono di avere gli spazi sufficienti a garantire il distanziamento sociale, dalla scuola dell'infanzia al liceo. Hanno stabilito regole per le fasi critiche tipo ingresso, uscita, fruizione della mensa e degli spazi comuni. Alcune attività non verranno effettuate o saranno sostituite da altre praticabili ma la didattica in presenza dovrebbe essere sostanzialmente salvaguardata.
Era due settimane fa. I contagi stavano già aumentando ma da allora la situazione sul piano nazionale è decisamente peggiorata. Nell'ultimo mese qui in provincia ci sono stati mediamente 13 casi a settimana, con un minimo proprio quando la scuola ha mandato la comunicazione. Con la tendenza attuale temo che a breve arriveremo a superare i mille casi al giorno. Per dire, all'inizio i mille casi si superarono il 7 marzo e poi l'8 ci fu il dpcm che estese la prima zona rossa a tutta la lombardia e a diverse provincie delle regioni limitrofe. Certo allora la curva cresceva con tutt'altro ritmo e la situazione del sistema sanitario era assai diversa da ora ma con la tendenza attuale non escluderei che la scuola, che comunque pure se paritaria è tenuta ad attuare le disposizioni in materia delle autorità sanitarie e ministeriali, cambi programma.
Sono pessimista, visto l'andazzo generale, e temo che si possa tornare alla situazione di prima. Tenere una bambina di terza elementare chiusa in casa due mesi e mezzo con il sistema di didattica a distanza è stato assai difficile e durante queste vacanze estive abbiamo notato in lei atteggiamenti nuovi e un certo nervosismo di fondo che temiamo sia uno strascico del lockdown. Altri mesi con lo stesso sistema sarebbero un disastro.