Provo a dirvi la mia sulla questione del riacquisto. Vediamo se ci riesco senza incartarmi.

Innanzitutto, va detto che il diritto degli obbligazionisti di richiedere il riacquisto del bond da parte dell'emittente quando cambia la proprietà dell'emittente stessa, è previsto proprio a
tutela degli obbligazionisti. Essi infatti prestano denaro a una proprietà di cui si fidano, e non è detto che nutrano la stessa fiducia anche nei confronti di una nuova proprietà, che subentra dopo.
Va anche detto che le obbligazioni della cloaca sono quotate sul mercato, nella Borsa del Lussemburgo. Ciò significa che chi possiede i cloaca junk bond ha sempre potuto (e può tuttora)
liberarsene abbastanza facilmente e in qualsiasi momento, cedendoli in Borsa al prezzo quotato in quel momento. Prezzo che, per vari motivi, può tuttavia risultare più basso di quello pagato inizialmente dagli obbligazionisti.
Per questo motivo, la clausola di garanzia di cui sopra prevede non solo il diritto degli obbligazionisti a richiedere il riacquisto del bond da parte dell'emittente e non dal mercato ma
anche che il riacquisto avvenga al prezzo fissato al 101% (laddove il prezzo delle obbligazioni al momento dell'emissione è pari al 100%).
Fatte queste premesse, gli attori in gioco adesso sono tre:
la cloaca, gli obbligazionisti e il mercato.
La strategia della
cloaca è quella più facile da descrivere. Dan vuole disinnescare la possibilità che gli obbligazionisti chiedano tutti il riacquisto, poiché questo lo indurrebbe a dover piazzare in fretta e furia un altro bond, a tassi certamente più elevati di quelli pagati oggi (5.125%). Quindi, sfruttando un suo diritto previsto nel contratto di emissione obbligazionaria, chiede agli obbligazionisti di rinunciare a tale diritto.
Il mercato ha già di fatto incorporato il diritto al riacquisto nel prezzo del bond. E l'ha fatto il 7 agosto, dopo l'annuncio della sigla del preliminare tra Jim e Dan la notte del 6. Quel giorno il prezzo del bond è saltato da circa 93% a 100.2%. Oggi il prezzo quotato sul mercato del cloaca junk bond è 101% (100.88%, per l'esattezza).
Gli obbligazionisti che vogliono rientrare del loro investimento possono quindi farlo subito (già oggi) direttamente tramite il mercato, ottenendo proprio un prezzo del 101% (un prezzo, ricordiamolo, nettamente maggiore di quello degli ultimi mesi, arrivato a toccare quota 85% dopo due downgrade consecutivi).
Supponendo che gli obbligazionisti vogliano semplicemente massimizzare il loro rendimento, l'esito della votazione e la richiesta di riacquisto dovrebbe essere determinata dalle attese circa l'evoluzione futura del prezzo di mercato del cloaca junk bond. Con un prezzo di mercato atteso superiore a 101, non converrà chiedere il riacquisto. Al contrario, il riacquisto sarà conveniente con un prezzo di mercato inferiore a 101.
Ora, volendo proseguire sulle speculazioni, va detto che subito prima del preliminare il prezzo del bond era 93 e che, presumibilmente, il salto a 101 è spiegato solo dall'opzione di riacquisto. Ciò significa che,
in assenza di una ricapitalizzazione significativa e di un altrettanto significativo taglio dei costi da parte di Dan nel prossimo futuro (che migliorerebbero il rating del bond), qualora il bond restasse in mano agli obbligazionisti il suo prezzo ben presto si collocherebbe di nuovo al di sotto di 101.
Chi siano gli obbligazionisti non lo sappiamo. Il bond è stato piazzato a investitori istituzionali (banche, fondi di investimento, fondi pensione, assicurazioni...) che poi a loro volta l'hanno spacchettato all'interno di diversi prodotti che hanno venduto alla clientela. Molti piccoli obbligazionisti della cloaca oggi non sanno neanche di esserlo.
Certamente, come nota TheVoice, questo rischio di riacquisto è stato calcolato e
minimizzato al massimo (magari promettendo ai grossi obbligazionisti un ampio riassetto dei conti della cloaca). Non credo che il rischio di una votazione sfavorevole non esista, però. Penso piuttosto che il rischio esista ma che, in tal caso, Dan si sia comunque cautelato assicurandosi eventualmente anche un prestito ponte da sfruttare prima della nuova emissione obbligazionaria.
Quello che Dan non poteva fare,
per definizione, è chiedere questa rinuncia prima del takeover. Prima del takeover avrebbe dovuto chiederla Jim, il che significa (anche posto che si fosse potuto votare per legge una cosa del genere, cosa di cui non sono sicuro) che non sarebbe mai stata approvata. Nessun obbligazionista avrebbe accettato di fare un salto nel buio, rinunciando al salvagente del riacquisto senza avere la certezza di sapere in che mani sarebbe finita la cloaca.