due spunti per ES:
- storia del tempo di Landes
- The nature of time di Whitrow
ti interesserà sapere come nasce la visione oggettiva del tempo, come tempo vuoto, omogeneo, continuo e uniforme che, da come ne parlavi, sembrava fosse quasi un'essenza che esiste a priori da noi.
In realtà nei due testi che ti ho citato vedrai come il tempo dell'orologio ha una nascita ben precisa, tra XIV e XVII secolo, dovuta alla necessità di standardizzare il lavoro e in particolare l'orario di lavoro (soprattutto nel tessile) e non seguire, come in precedenza, il tempo naturale del sole.
Sempre in questi testi vedrai come il non aver adottato prima una misura standard non fosse un limite tecnologico, ossia tanto in Cina quanto nell'antica Roma si costruivano orologi (ad acqua ad esempio) adattandoli, quindi in modi tecnicamente più complicati di una misura omogenea, proprio affinché NON riportassero un tempo omogeneo, ma disomogeneo.
Poiché il tempo era considerato all'ora come variabile dipendente dagli eventi e non il contrario.
Erano gli eventi (naturali e storici) a fare il tempo e non ad essere inseriti NEL tempo.
Esempio fantastico questo per comprendere quanto quel che consideriamo oggettivo, naturale, innato è in realtà un prodotto della nostra specifica cultura e del nostro specifico modo di concepire la realtà (oggi esteso a tutto il mondo).
Un qualcosa che sembra prescindere totalmente da noi (le ore che scorrono) è invece prodotto tutto nostro, di questa piccola parte di mondo che è l'europa, perché sia la natura che in realtà buona parte dell'umanità (e storia dell'umanità) lo concepivano in tutt'altro modo.