ATTENZIONE: Post lungo, solo per chi ha tempo da buttare : )
Lo metto qui, perchè questo è comunque un topic strettamente legato al calciomercato, ma decisamente meno trafficato. Così non ci concentriamo tutti su un unico spazio.----
Lette le ultime pagine del topic sul calciomercato, mi sento di fare le seguenti considerazioni.
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FIDUCIOSI/NON FIDUCIOSI: I due schieramenti, più che opposti, li trovo complementari.
Non facciamo altro che vedere la stessa cosa - la buona Lazio 2020/2021 - da due prospettive diverse: la squadra "titolare" è forte, ma al momento mancano le "puntellature" che tutti ci aspettavamo.
Per me, se Fares e Muriqi, come sembra, arriveranno, siamo già a buon punto. Lo spirito del gruppo resta buono? il motore continuerà a girare. Forse ancora più forte di prima.
SUI TEMPI E IL RITIRO: il discorso à la Tarallo (o Tarallò, già che ci siamo

) è condivisibile. Però, dobbiamo anche considerare l'anomalia di questa stagione, fatta di tempi strettissimi.
"Ma non monitoriamo il mercato 365 giorni l'anno?". Certo, qualcuno è pagato per questo (Igli Tare). Ma finito un campionato - e solo in quel momento - possono aprirsi o chiudersi possibilità che magari prima non c'erano e viceversa. Si può programmare, ma non prevedere il futuro.
Poi - bruciati dal caso Silva - è chiaro che andiamo ai matti se ancora non vediamo qui Fares e Muriqi (e temiamo il peggio). Però ripeto: la situazione è anomala; noi ci mettiamo del nostro, ma non solo a fin di male, pure di bene; possono esserci cavilli che noi non conosciamo (nostri, come sembra oggi, o altrui); ciò che dice Cardone può non avere senso a due mesi dall'inizio del campionato; a una settimana, invece, sì. Serve pazienza, purtroppo.
SULLE "TOPPE" DI TARE, MERCATO DELLA VERITÀ E STRATEGIE: Su Igli, quando riuscirò, conto di scrivere un post che giustifichi il nome del mio profilo e il mio attaccamento per questa figura.
Però, in breve, mi sento di dire che: le pippe - opinione personale - giocano solo nella bassa Lega Pro e dalla D in giù. Sulla "riuscita" o meno di un calciatore, influiscono tanti fattori, al di là di quello strettamente tecnico; ne riparleremo, magari, ma a volte si possono "sbagliare gli uomini prima dei calciatori" (semicit.) ed è proprio questo che rende il calcio un gioco (e un lavoro) così difficile e imprevedibile.
Siamo sicuri - faccio per dire - che un Vavro titolare indiscusso non avrebbe reso diversamente (anche se si può discutere, allora, dell'opportunità di un tale acquisto con Acerbi titolare, anche se un altro centralone comunque serviva). Oppure, non si potrebbe dire lo stesso per un Valon Berisha? E Badelj? Ci metto pure Durmisi...
Il punto - io credo - è che noi spesso non cerchiamo titolari (quelli li abbiamo già) ma soprattutto contorni (eccezioni a parte, tipo Lazzari, Acerbi, etc)
Vero è che la dicotomia titolari/riserve è sorpassata, ma noi non possiamo permetterci una squadra di doppioni.
Il discorso può cambiare, con qualche soldo in più in cassa.
E allora: ecco il "vice-Immobile" da 20M, e non quello da 3.5M; magari, con un'altra Champions, ecco che arrivirebbe il "vice-Leiva" da altri 20M e non il parametro zero (ma utile) Escalante; etc, etc.
Poi, ovviamente, c'è anche chi è più bravo.
Ma "Sartori" - per fare un esempio - ha più esperienza, per dire; oltre ad essere inserito in una "struttura" (sett. giovanile, rete osservatori, etc, etc) ben più oliata, robusta e "di tradizione" della nostra.
Sulle strategie, invece, mi rifaccio ad un concetto che mi è capitato di leggere in più occasioni: gli equilibri e l'armonia di un'azienda sono fili sottilissimi; per le squadre di calcio, il filo è di seta. A mio modo di vedere - se i risultati arrivano, proporzionati alle risorse strutturali della società, al di là del "players traiding" - se i risultati arrivano bisogna puntare sulla continuità e aggiungere un pezzetto alla volta; come facciamo, del resto, e stiamo facendo.
La grande cessione del grande calciatore arriva da sola, quando i risultati non arrivano più e la crescita del gruppo s'arresta. Chissà, magari accadrà la prossima estate...
RUOLI PRECARI: Questo è un buon punto e potrebbe aver anche rimischiato (e complicato) le carte delle strategie di mercato. Qui, si possono fare due cose: affidarsi alla sorte (vedi Fares: ma lì uno sanissimo e di quel livello, ti veniva a costare forse il doppio...); e gestire nei limiti del possibile i calciatori, ancor più della scorsa stagione (Leiva, Cataldi, Parolo, Escalante; Fares, Lukaku, Jony, Djavan, Marusic).
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Concludo, con il riferimento alla DELUSIONE PER I NOMI, e le cifre del calciomercato, e la NOSTALGIA per la Lazio che fu.
Per il primo punto, fanno fede le possibilità strutturali della nostra società (al netto - come ben dice LS - della nostra repulsione all'indebitamento "sportivo"): una Champions non cambia nulla, purtroppo.
E - ugualmente - neanche la cessione di un "top" cambierebbe radicalmente le strategie.
Questi siamo. Certi profili di calciatori, possiamo permetterci.
Perchè paragonarci all'Inter (Suning), alla Juve (Exor), al Milan (Elliott)?
L'Atalanta è un buon paragone; ma l'Atalanta - che numeri alla mano sta facendo un lavoro straordinario - dispone di una miniera di plusvalenze (settore giovanile = più di un semplice "players trading") che noi, semplicemente, al momento non abbiamo.
Ma siete sicuri che Miranchuk faccia più la differenza di Muriqi? Aspettiamo e vediamo.
Il calcio globale - come conoscenze, decisamente meno per soldi - s'è livellato. Chi l'avrebbe mai detto, dieci anni fa, che il Kosovo avrebbe giocato lo spareggio per gli Europei...
Chi vi scrive, è nato e cresciuto con la Lazio di Cragnotti; altre Lazio, non ricorda, ma di queste ha visto e letto in abbondanza.
Da bambinetto abbonato, il 14 maggio 2000 - dopo aver giocato a pallone sognando di diventare Marchegiani (viva i portieri!) - non volli andare allo stadio col babbo, per andare a casa di un amico; "Tanto ne vinceremo altri, nei prossimi anni!". Sappiamo tutti come è andata a finire.
Alla nostalgia, per me s'aggiunge il dolore per aver mancato (forse per sempre) l'appuntamento con la Storia.
Dico tutto questo - oltre che per commuovervi - anche per invitare i nostalgici e i delusi a mettere questa Lazio in prospettiva: questa è "una bella Lazio!", se vista nei 120 anni; migliore, se vista negli ultimi 16 anni.
Siamo solidi.
Guardiamo oltre il singolo calciomercato (lo so, è difficile, anche perchè tutto attorno a noi si concentra sul presente).
Lotito e Tare - per le nostre possibilità - in genere non fanno danni seri, ovvero non fanno rendere la società decisamente meno delle sue possibilità.
Al momento, siamo anche sopra la nostra asticella e stiamo lavorando per restarci il più possibile.
Tutti vorremmo uno sceicco che compri Neymar, Mbappè e Florenzi. Ma, ragionando così, apriremmo solo vecchie ferite, oltre che distruggere quello che - con competenza e fortuna - s'è costruito.
Avanti a testa alta, dunque!
E Forza Lazio!