Citazione di: olympia il 07 Ott 2020, 23:23
Ma il senso di queste liste qual' è? Io ancora non l' ho capito. Servono per non far comprare alle società troppi calciatori? Io vedo che così ci sono solo più giocatori messi fuori rosa che le società devono pagare lo stesso.
/ OT
Credo si possano dare almeno due risposte, olympia, tenendo conto del
contesto che ha prodotto la decisione d'inserire lo strumento delle "Liste".
Tieni conto, però, che sono solo le prime risposte che mi vengono in mente :-)
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Favorire l'inserimento di giocatori con determinate caratteristiche, utili al "Movimento Calcio Italiano", in particolare i giovani.Dunque: innanzitutto, almeno 4 giocatori devono essere
cresciuti nei vivai italiani; poi, si mira anche ad incentivare l'impiego sia di giovani calciatori (abbassando la "disoccupazione giovanile", ovvero gli
Under22 che possono essere aggiunti al numero massimo di calciatori iscrivibili nella lista) che di
prodotti del proprio settore giovanile (almeno altri 4 giocatori, che possono essere pescati anche nello spazio riservato agli Under22).
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A mio modo di vedere, il provvedimento della lista aiuta a raggiungere l'obiettivo di rafforzare il "Movimento Calcio Italiano" (che pare sia in declino: basti ricordare le litanie post-Brasile 2014 o Italia-Svezia; con Mancini, invece, sembra sia scoppiato un nuovo Rinascimento).
Al di là degli alti e bassi della Nazionale maggiore, tuttavia, temo che le "Riforme" per rilanciare i "Settori Giovanili" (e le Nazionali giovanili), in Italia, dovrebbero essere ben più profonde...Rispetto ad altre realtà, mi pare di ricordare che in Italia non ci siano particolari "vincoli" ed "incentivi" strutturali (Figc) che spingano le società a rafforzare infrastrutture, personale dei vivai, "scouting", etc, etc; in sostanza, la stragrande maggioranza dei fatturati delle squadre professioniste (ancor di più senza consistenti aiuti finanziari della Federazione, in questo senso) finisce soprattutto in stipendi e cartellini dei calciatori (come giusto che sia, in fondo, per le squadre minori, che devono sopravvivere, con esigui margini di spesa, sostenendo i costi necessari e cercando di mantenere la categoria; ovvero il 90% delle società di calcio, quelle non di "successo", tra tutte le categorie).
Germania e Spagna - se non ricordo male - stanno segnando un'epoca pure con i loro ragazzi, oltre che nei recenti Mondiali ed Europei maggiori; grazie a significative riforme federali, utili ai giovani delle Nazionali Under e dei vari club.La tentazione di pescare giocatori, per pochi spicci, nel (calcio)mercato globale resta forte - piuttosto che costruirseli sin da subito in casa - e, ancor di più, è forte la tentazione di puntare soprattutto su calciatori stranieri, a maggior ragione se extracomunitari (che, per varie ragioni, almeno inizialmente "costano meno" dei loro pari-età italiani, in particolare per quanto riguarda la loro formazione che, essendo in genere acquistati da adolescenti, per una parte è già avvenuta altrove).
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Il tetto massimo di giocatori (25+nUnder22), infine, aiuta a calmierare le disuguaglianze della Serie A: che tu sia ricco o povero, non puoi iscrivere al campionato più di 25 calciatori.
Hai una rosa di 40 calciatori? Problema tuo: li paghi per non fare nulla.
Questa regola, non solo mira a diminuire le disparità tra i club, ma cerca d'incentivare le società di Serie A ad allocare meglio le proprie risorse: no sprechi in inutili "cartellini e stipendi"; sì ad infrastrutture, al settore giovanile, etc, etc (vedi sopra).----
Anche questa, tuttavia, è una toppa buona giusto per coprire il buco; e, in questo caso, il buco e la scarsa reidistribuzione che c'è, a livello professionistico, specie in Serie A, nel calcio italiano.In sostanza: da noi - meglio: quasi ovunque, e limitiamoci al calcio - più sei ricco, più vinci, più guadagni e più incassi; al "Sistema" torna indietro relativamente poco; e quel poco che torna - e quel tanto che arriva: diritti tv, sponsor - è distribuito in maniera decisamente verticistica.Più si sale in alto e più aumentano le disuguaglianze; più si sta in basso, meno disuguaglianze ci sono, ma peggio si sta.
È il calcio dei nostri tempi (ancor più che in passato)
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La Figc è composta di tanti piccoli feudi (A, B, Lega Pro, D...).
Paragonata ad altre realtà europee, i fondi a disposizione sono più esigui o allocati in maniera meno efficiente.Manca un governo saldo del "Sistema", legittimato e in grado di fornire soluzioni collettive di ampio respiro (giovanili, redistribuzione risorse, etc, etc).----
Le "Liste", dunque, sono una riforma relativamente semplice: perchè è a "costo zero" (aiutano più che altro ad ottimizzare e riallocare le risorse).
Sono un utile tassello del puzzle.
Ma mancano troppi tasselli, a questo puzzle, e la cornice (Figc) non è d'oro, bensì di bronzo...

/ FOT