Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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hafssol

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Appunto, e poi non ci sarebbe comunque spazio per l'"indotto" intorno allo stadio e tanto meno per una "Parioli 2.0", perché a quel punto verrebbero meno gli spazi per parcheggi e aree commerciali.

Resta un po' il terrore per la zona delle ex caserme Guido Reni, cartolarizzate e in mano Cdp, il cui progetto di riqualificazione (epoca Marino) è bloccato da tanto e che comunque prevedeva anche cubature di "edilizia sociale". Quell'area in teoria sarebbe riconvertibile a cittadella e zona residenziale sulle quali fare speculazioni, ma lo spazio, i trasporti, i parcheggi non te li inventi, anche senza dover ricorre all'archeologia...

Dissi

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Citazione di: PARISsn il 23 Nov 2020, 15:14
a me  piace l'ipotesi che dopo il fallimento di Tor di Valle si buttino su un progetto Flaminio, vorrebbe dire che tra altri 6 anni stiamo a qui discutere di vincoli, pareri, potenziamento della  metro e quant'altro...e sinceramente fa ridere ( ma vabbe, come ha detto qualcuno faceva ridere pure l'ipotesi Tor di Valle eppure gente come Magliaro c'ha magnato 6 anni ) che qualcuno possa per prendere sul serio la cosa...puoi anche ammazza' tutti gli eredi Nervi, puoi anche fare leggi che mettono i vincoli architettonici in secondo ordine...ma sotto il Flaminio c'e una necropoli romana...e questo è certificato...e quindi non puoi scavare manco un metro e se lo fai alla prima mezza anfora scocciata che affiora partono gli scavi archeologici invece che quelli per  lo stadio... ;)

tu vedrai se danno a loro il Flaminio che fine farà la necropoli ...

"ahò, so' dumila anni che stanno qua. è ora de levalli" e giù di ruspa

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Flaminio, il sogno dei Friedkin uno stadio con vista sulla necropoli (La Repubblica - ed. romana)

Tor di Valle, la Roma studia le alternative E spunta l'idea di valorizzare il sottosuolo dell'impianto di Nervi

di Lorenzo d'Albergo

Con il progetto miliardario di Tor di Valle sempre più sullo sfondo, in dissolvenza a causa dei costi e di quel mastodontico business park che non fa rima con smart working, la Roma studia da vicino l'idea del trasloco al Flaminio. Un'idea suggestiva e di certo più sostenibile in termini economici che il club giallorosso sta analizzando con attenzione, al punto da aver già vagliato i possibili ostacoli sulla strada che portano alla ristrutturazione del vecchio impianto progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi per le Olimpiadi del 1960. Il più importante è la necropoli romana che corre sotto lo stadio.
Nel corso dei lavori di manutenzione del 2008, vennero alla luce 23 iscrizioni funebri e decine di monete di bronzo. Ancora, lampade ad olio e più di mille frammenti di ceramica. E non è finita qui: il sospetto è che scavando ancora si possano trovare fino a 50 tombe collegate alla via Flaminia. Una delle tante meraviglie nascoste nel sottosuolo della capitale, ma pure un intoppo se la Roma dovesse decidere di puntare sul Flaminio e realizzare un sistema di parcheggi interrati sotto lo stadio.
Immediatamente sotto all'impianto ci sono già 6 metri di strutture ipogee: una piscina e palestre utilizzate (prima di essere abbandonate assieme a tutto il resto del complesso) per la boxe e la scherma. Quegli spazi potrebbero essere riconvertiti in parcheggi, con la possibilità di poterne realizzare altri con la necropoli a vista. Per gli altri vincoli, invece, una mano arriva dal decreto Semplificazione. L'articolo 55 bis, per cui ha spinto Italia Viva, è tutto dedicato agli « interventi sugli impianti sportivi» e alla loro ristrutturazione.
Le alternative al Flaminio e a Tor di Valle (coi terreni pignorati e le polemiche tra Comune e Regione sulla Roma- Lido) restano Tor Vergata e Fiumicino. Nel primo caso, c'è l'intervento del governo: la legge di Bilancio in approvazione alla Camera assegnerà 25 milioni di euro all'università per chiudere la vecchia convenzione urbanistica con la Vianini di Caltagirone. Poi i terreni passeranno al Demanio. La seconda ipotesi, invece, porta fuori Roma: l'area di proprietà degli stessi Caltagirone, è stata già vagliata dai giallorossi in era Pallotta e offre un'autostrada, uno svincolo non troppo distante per il Gra, la ferrovia e l'aeroporto.
L'ultima è la pista che più spaventa il Campidoglio. Perché Virginia Raggi, dopo i « no » iniziali e quattro anni abbondanti persi in rinvii e approfondimenti, puntava anche sullo stadio della Roma per sostenere la propria ricandidatura. Vederselo scippare dalla Fiumicino del dem Esterino Montino non sarebbe un grande affare. Per questo la sindaca 5S ha preso ad agitarsi e nel corso del fine settimana ha cercato un contatto con la Roma. Ma i Friedkin, nuovi patron del club, non sono di grandi parole. Da quando sono in città pensano agli affari, poco alle chiacchiere. Con il Comune l'ultimo incontro per lo stadio risale a prima del lockdown e non è detto che l'incontro del 29 settembre con la grillina, all'ambasciata americana, non sia stato tanto il primo che l'ultimo.


adiutrix

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Ma il poro Vitek?
Quando sarà la settimana bona?

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WhiteBluesBrother

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Finché c'è Vitek c'è speranza.

robylele

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 24 Nov 2020, 07:24
Ma i Friedkin, nuovi patron del club, non sono di grandi parole. Da quando sono in città pensano agli affari, poco alle chiacchiere.

Per ora hanno messo qualche milione per l'ordinaria amministrazione e provato, fallendo, ad uscire dalla Borsa.
Poi vediamo a fine stagione come sarà andato il campo e...lo spostamento di bilancio.

dani2110

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Citazione di: Slasher89 il 23 Nov 2020, 13:48
Siamo d'accordo ma il Flaminio ha intoppi che vanno oltre il Comune di Roma, primo fra tutti gli eredi di Pierluigi Nervi che hanno potere decisionale sullo stadio.

Fermo restando comunque che non ci puoi costruire nulla intorno, manco un parcheggio.

I Nervi pare che non abbiano più voce in capitolo in virtù di una legge sulla messa in sicurezza che è stata approvata da poco. Il Flaminio tecnicamente si può buttare giù e rifare di sana pianta a meno di riprodurlo con progetti che riproducano in parte quelli vecchi.

Pare infatti che a Firenze stiano percorrendo questa strada e anche li il Franchi è stato costruito proprio dai Nervi.

Detto questo, le voci sulla Roma, sono palesemente un amo gettato in bocca a Lotito.

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Citazione di: dani2110 il 24 Nov 2020, 13:59

Detto questo, le voci sulla Roma, sono palesemente un amo gettato in bocca a Lotito.


Punto

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LaFonte

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Citazione di: FeverDog il 20 Nov 2020, 11:53
La raggi parla di regalo generico ai tifosi, potrebbe pure esse un maglione, con la renna natalizia magari.

Dici una roba sciccosa tipo questa della juve?  :=))
https://store.juventus.com/it/448/30440/juventus-maglione-natalizio-reunion-2020

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Citazione di: dani2110 il 24 Nov 2020, 13:59
I Nervi pare che non abbiano più voce in capitolo in virtù di una legge sulla messa in sicurezza che è stata approvata da poco. Il Flaminio tecnicamente si può buttare giù e rifare di sana pianta a meno di riprodurlo con progetti che riproducano in parte quelli vecchi.

Pare infatti che a Firenze stiano percorrendo questa strada e anche li il Franchi è stato costruito proprio dai Nervi.

Detto questo, le voci sulla Roma, sono palesemente un amo gettato in bocca a Lotito.

La legge è stata fortissimamente voluta da Renzi in funzione stadio di Firenze. Ci sono state voci indignate del mondo della cultura e dell'architettura, ma visto che Franceschini è dalla sua parte si procederà nella più totale indifferenza. Al massimo, se proprio vogliono provarci, si muoveranno Italia Nostra o associazioni simili impugnando qualcosa del procedimento con cui sarà tolto il vincolo, ma non so se hanno margini di successo.
L'avessero fatta da destra una legge così, ci sarebbero stati titoli a nove colonne sui giornali, petizioni di tutto il più bel mondo della cultura italiana, reazioni dall'estero... e sarebbero state giuste, perchè sta legge crea un precedente terrificante. Praticamente, si dice che la cultura è sacrificabile, e potrebbe andar bene se non fosse che fino a ieri ci raccontavano che cultura e paesaggio sono valori costituzionali assoluti e non negoziabili, che non si devono bilanciare con nessun'altra esigenza.

dani2110

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Citazione di: LaFonte il 24 Nov 2020, 15:30
La legge è stata fortissimamente voluta da Renzi in funzione stadio di Firenze. Ci sono state voci indignate del mondo della cultura e dell'architettura, ma visto che Franceschini è dalla sua parte si procederà nella più totale indifferenza. Al massimo, se proprio vogliono provarci, si muoveranno Italia Nostra o associazioni simili impugnando qualcosa del procedimento con cui sarà tolto il vincolo, ma non so se hanno margini di successo.
L'avessero fatta da destra una legge così, ci sarebbero stati titoli a nove colonne sui giornali, petizioni di tutto il più bel mondo della cultura italiana, reazioni dall'estero... e sarebbero state giuste, perchè sta legge crea un precedente terrificante. Praticamente, si dice che la cultura è sacrificabile, e potrebbe andar bene se non fosse che fino a ieri ci raccontavano che cultura e paesaggio sono valori costituzionali assoluti e non negoziabili, che non si devono bilanciare con nessun'altra esigenza.

Ok, ma sto paese neanche può rimanere ancorato a vincoli verso chicchessia col risultato di avere cattedrali nel deserto o strutture antiquate.

La stessa Roma aldilà delle ultime vicende, si è vista mettere i bastoni tra le ruote per un vincolo (che in realtà non esisteva) sulla tribuna di un ippodromo abbandonato.

Boh...io non conosco nel dettaglio la legge, ma sono dell'idea che se consideriamo cultura un'onda di una tribuna di uno stadio  che da qui a 20 anni crollerà inevitabilmente allora lasciamo perde.

SSL

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Il Flaminio sarebbe un sogno per me.
Se lo prendessero le merde rosicherei non poco.
L'indotto intorno in qualche modo lo crei. I parcheggi pure.
Ma lo stadio nel cuore della città non ha prezzo.

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Stadio, M5S contro Raggi: «No al voto su Tor di Valle» (Il Messaggero, Cronaca di roma, 25 Novembre 2020)

IL CASO

La promessa di Raggi, ripetuta in loop dall'estate, è destinata ad infrangersi sul muro di gomma della maggioranza M5S. No, la variante urbanistica per Tor di Valle non si voterà «entro Natale», rispondono nel M5S romano. Anzi, più d'uno è convinto che non si debba votare proprio e confida nelle alternative, vedi il Flaminio, che la nuova proprietà giallorossa targata Friedkin ha iniziato a sondare. Nonostante la ridda di annunci della sindaca, che ha promesso di chiudere la pratica prima della vigilia, nella sua stessa maggioranza ammettono che l'operazione calcistico-immobiliare sognata dall'ex patron Pallotta in asse col costruttore indagato Luca Parnasi è ormai finita nel freezer di Palazzo Senatorio. E lì rimarrà per mesi. Non tanto per via dell'ultimo intralcio venuto a galla, il pignoramento dei terreni della Eurnova di Parnasi, quanto per i dubbi della nuova gestione dell'As Roma che ben si sposano con le perplessità sul progetto che hanno sempre trovato terreno fertile nel Movimento. Ecco perché tanti big dell'Aula Giulio Cesare oggi si dicono convinti che la promessa rilanciata la settimana scorsa da Raggi in conferenza stampa - «entro Natale saremo in grado di fare un bel regalo ai tifosi» - rimarrà solo una dichiarazione buona per le agenzie stampa e niente più.
I DUBBI
«Il voto entro Natale? Impossibile», è convinto Enrico Stefano, grillino, presidente della Commissione Mobilità. «La verità è che è tutto congelato, stiamo anche aspettando di capire quali siano le intenzioni della Roma di oggi». Se insomma prenderanno piede piste considerate di più facile riuscita e con meno criticità rispetto al progetto pallottiano in riva al Tevere, con un impianto sportivo da oltre 50mila posti e accanto il maxi-centro di uffici, negozi e alberghi, in deroga alle norme del piano regolatore. Piste alternative che non dispiacerebbero affatto al grosso dei pentastellati, spiega Andrea Coia, presidente della Commissione Attività produttive. «Magari, ben venga qualcosa di diverso rispetto a Tor di Valle. Noi lo abbiamo sempre detto che quel progetto l'abbiamo ereditato, che non è lo stadio come lo avremmo voluto noi, ma che ci siamo ritrovati a dover gestire l'operazione entrando in corsa. Se ci sono alternative ex novo, meglio». Maria Agnese Catini, presidente della Commissione Politiche sociali, spiega che la promessa di Raggi è difficilmente realizzabile anche per ragioni meramente tecniche: il calendario d'Aula da qui a fine anno prevede, per esempio, il voto sulla manovra di bilancio. «Insomma oggi vedo molto difficile che si possa parlare di stadio a Tor di Valle a stretto giro, anche se si partisse oggi con la discussione non si arriverebbe a un voto in Assemblea». Ma il nodo non è tanto tecnico, è politico.
I TERRENI
Anche nello staff di Raggi ammettono che molto dipenderà dalle mosse di Friedkin. In sostanza, se viene meno perfino l'adesione dei promotori dell'operazione, che senso avrebbe andare avanti? Resta in ogni caso da chiarire il nodo dei terreni pignorati. Il 18 è in programma l'udienza per la possibile vendita all'incanto dell'area dell'ex ippodromo. Il credito per cui si procede all'asta però è poca cosa, 1 milione e 160mila euro. Ampiamente alla portata del magnate ceco Radovan Vitek, che ha firmato un preliminare per acquistare la Eurnova di Parnasi. Mancherebbe solo il rogito, dicono fonti vicine all'operazione, ma dall'accordo è già passato oltre un mese (era del 13 ottobre). Ecco perché c'è chi inizia a pensare che, data l'aria che tira, anche quella transazione possa tornare in bilico.
Lorenzo De Cicco

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Stadio Flaminio, avanti Piano
contatti tra i Friedkin e l'architetto (la Repubblica ed. Roma, 25 Novembre 2020)


L'ipotesi di una ristrutturazione dell'impianto non distante dal Parco della Musica progettato dalla star genovese piace ai patron della Roma. Un investimento per 45 mila posti in una struttura storica, burocrazia permettendo

di Lorenzo d'Albergo


La caccia alla nuova location per realizzare lo stadio di proprietà va avanti, certo. Ma il lavoro della Roma dei Friedkin sul Flaminio, prima sottotraccia e poi sempre più evidente, non è un segnale isolato. Come non sono casuali i contatti già avuti con l'archistar Renzo Piano, entusiasta di partecipare al progetto. Insomma, la nuova proprietà del club giallorosso sta cambiando decisamente strategia.
Se nel corso della gestione Pallotta la dirigenza ha guardato ai mercati esteri per potenziare ed espandere il proprio brand, ora punta a riconquistare i tifosi romani. Così si spiega il cambio di opinione su Tor di Valle, fino a pochi giorni fa unica opzione sul tavolo. Come dicono a Trigoria, il progetto di cui si parla ormai da quasi nove anni improvvisamente « non è più un dogma » . E l'idea di far rivivere il Flaminio, impianto disegnato dai Nervi per le Olimpiadi del 1960, piace sempre di più.
Questione di costi — l'investimento da un miliardo per Tor di Valle e il suo business park non convince nemmeno JP Morgan, banca che affianca i Friedkin — ma anche di cuore. Se n'è parlato anche ieri sera, nel corso di una lunga call tra Roma e gli Stati Uniti: il trasloco al Flaminio rinsalderebbe una volta di più il rapporto tra la squadra e i tifosi.
Una relazione diventata complessa nel recente passato: la manifestazione dello scorso giugno contro James Pallotta sotto gli uffici di viale Tolstoj ha fatto piuttosto rumore nel mondo Roma. Ed è un ricordo che Dan e Ryan Friedkin vogliono cancellare in fretta. Come? All'era del Covid il cambiamento passa anche per una mascherina. O meglio due, quelle indossate dai due texani domenica pomeriggio in tribuna.
Contro il Parma, i nuovi proprietari del club giallorosso si sono coperti bocca e naso con due fasce di cotone nero. Fin qui nulla di strano, lo prevedono le regole d'ingaggio stilate dalla Regione per la lotta al coronavirus. Ai tifosi, però, non è sfuggito il dettaglio: sul mento dei patron statunitensi, padre e figlio, è rispuntato il vecchio stemma della Roma. La Lupa capitolina e tre lettere: ASR. È lo stesso logo che il prossimo anno apparirà sulla seconda maglia. Bene gli affari, dunque. Ma il calcio è anche una questione identitaria.
Per questo, nonostante i vincoli che sconsiglierebbero l'impresa, i Friedkin vogliono studiare in tutti i suoi dettagli l'operazione Flaminio. Lì la Roma ha giocato nella stagione sfociata nei Mondiali del 1990, a causa dei lavori all'Olimpico. Ora appare come l'opzione più romantica. I primi abboccamenti con Renzo Piano potrebbero farla diventare anche la più suggestiva.
Le primissimi stime ipotizzano un investimento da 350 milioni per uno stadio da non più di 45 mila posti. Ma ci sono diversi nodi da sciogliere: il decreto Semplificazione ne ha risolti alcuni, restano quelli legati alla vecchia necropoli sotterranea, ai trasporti, ai parcheggi e alla sicurezza. Questioni di cui i vertici della Roma vogliono discutere con l'archistar. Le parti si sono già incontrate a Genova, in occasione dell'ultima trasferta della squadra in Liguria. Presto si vedranno di nuovo nella capitale.
A quanto pare, Piano è già convinto dell'opera. I rinvii collezionati dal progetto di Tor di Valle chiaramente non sono un bel biglietto da visita per chi vuole venire ( o tornare, nel caso dell'architetto senatore a vita) a lavorare nella capitale. D'altra parte, però, c'è la possibilità di completare un percorso iniziato con la realizzazzione dell'Auditorium e di mettere le mani su un impianto che il designer considera un mostro sacro nel suo genere.
Nelle idee del maestro, la struttura di Nervi non andrebbe stravolta. Al massimo accompagnata, per un intervento coerente con la storia e le dimensioni dello stadio e con il vicino Parco della Musica. Insomma, le premesse ci sono tutte. Ora bisogna stare solo a vedere se, come e quando si concretizzeranno.

amor_marde

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io capisco che ho solo da imparare ... riuscissi a scrivere lettere d'amore con questa poesia e questo sentimento sarei un playboy professionista

Maremma Laziale

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Per loro è un'operazione romantica frenata solo da quella brutta bestia chiamata burocrazia.
Per noi probabilmente sarebbe uno schiaffo in faccia alla storia dell'impianto e della necropoli sotterranea.

simcar

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Citazione di: LaFonte il 24 Nov 2020, 15:30
La legge è stata fortissimamente voluta da Renzi in funzione stadio di Firenze. Ci sono state voci indignate del mondo della cultura e dell'architettura, ma visto che Franceschini è dalla sua parte si procederà nella più totale indifferenza. Al massimo, se proprio vogliono provarci, si muoveranno Italia Nostra o associazioni simili impugnando qualcosa del procedimento con cui sarà tolto il vincolo, ma non so se hanno margini di successo.
L'avessero fatta da destra una legge così, ci sarebbero stati titoli a nove colonne sui giornali, petizioni di tutto il più bel mondo della cultura italiana, reazioni dall'estero... e sarebbero state giuste, perchè sta legge crea un precedente terrificante. Praticamente, si dice che la cultura è sacrificabile, e potrebbe andar bene se non fosse che fino a ieri ci raccontavano che cultura e paesaggio sono valori costituzionali assoluti e non negoziabili, che non si devono bilanciare con nessun'altra esigenza.
Renzi e Franceschi dalla stessa parte? Forse ti sei persa qualche passaggio.

Ranxerox

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Questi articoli però indicano chiaramente la differenza tra chi scrive di Lazio e chi scrive di roma. Alla lunga incide ed influenza parecchio le rispettive narrazioni.
Dopodiché pure sticazzi del Flaminio eh.

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GiPoda

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Citazione di: Ranxerox il 25 Nov 2020, 23:31
Questi articoli però indicano chiaramente la differenza tra chi scrive di Lazio e chi scrive di roma. Alla lunga incide ed influenza parecchio le rispettive narrazioni.
Dopodiché pure sticazzi del Flaminio eh.
Assolutamente sì, vedasi il recentissimo "caso Coric".

Ot
Quanto è bello eh, ospiti romanisti che ci leggete, essere trattati sempre coi guanti bianchi?
Eot

Laziolubov

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volete rovinare l'unica zona di Roma dove non si sentono le urla belluine delle truppe cammellate quando segnano inquelli...con le merde al flaminio ci spazzeranno via da questa città, ricordatevelo

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