Citazione di: purple zack il 22 Dic 2020, 21:13
non è il mondo odierno. è il mondo. da sempre.
per secoli una civiltà evoluta come quella greca riteneva che le costellazioni fossero persone mandate in cielo dagli dei perché tutti lo dicevano nonostante fossero in grado di osservarle, le stelle.
le narrazioni collettive superano da sempre la realtà. la favola del re nudo non è proprio recentissima
La favola del re nudo però si riferisce anche ad un'altra dinamica, non solo alla dicotomia tra realtà e narrazione.
La favola contrappone il bambino che esperisce la realtà così come è, ingenuamente, a chi, gli adulti, sono pronti a vedere nella realtà ciò che in quel momento è funzionale a massimizzare i loro interessi (assecondare il re). E' una favola morale, di fondo, più che gnoseologica.
Riguardo ciò che dici sull'antica Grecia, e che vale per tutte le civiltà premoderne, è importante però dire che lì l'involucro mitologico non si opponeva alla realtà. Era solo un infiocchettamento atto a dar senso alle cose. Il greco antico poteva pure pensare che in cielo ci fossero effettivamente castore e polluce, ma non dubitava di ciò che vedeva, cioè che degli astri fossero lì, e che fungessero per lui da riferimento per operazioni pratiche. L'uomo antico sotto quell'involucro mitico vedeva comunque le cose concrete, quelle che gli servivano a seminare, raccogliere, programmare una campagna militare nella stagione più propizia etc.
La narrazione non si opponeva cioè alla realtà ma le faceva solo da complemento.
Il mito delle stelle corrispondenti ad emanazioni delle divinità non si opponeva al fatto che il contadino fosse in grado di osservarle effettivamente quelle stelle. E di usarle per fini pratici. Le due cose si integravano senza problemi. Oggi la dicotomia invece è spesso oppositiva e non integrativa.
Comunque diciamo che oggi i mezzi con cui le narrazioni si insinuano nella testa delle persone sono estremamente più numerosi e capillari di un tempo. Questa pluralità delle voci e dei punti di vista ha per assurdo reso i fatti superflui perché residuali.
Oggi è più immediata la fruizione della realtà narrata che non di quella esperita. Il nodo è questo. Ed è un bel problema, imho.