A me sembra che la Lazio sia un progetto di grande squadra.
Come cerca il gioco dal basso, in maniera anche talvolta compulsiva, non importa, le grandi squadre giocano dal basso, dominano non l'avversario ma il campo, che non è proprio la stessa cosa, la cifra tecnica.
E questo è un grande merito del mister.
Il gruppo c'è, in questo Simone non è secondo a nessuno.
Questi due aspetti per me proiettano il mister ad essere uno dei migliori prospetti in Italia, forse anche in Europa.
Sulla gestione della rosa, sul coraggio di rischiare non guardando la singola partita da vincere a tutti i costi ma il periodo, credo su questo possa e debba migliorare.
E lui, un po' come Lotito, i miglioramenti li fa, ma in maniera molto lenta.
Un passo alla volta.
Io credo questa rosa, poggiando sulla sapiente gestione dei nostri top, che nessuna squadra ha in ugual numero, dovrebbe permettere di giocare con i migliori la doppietta napoli milan.
Questo non è accaduto, e sarebbe sinceramente troppo generoso appellarsi alla sfortuna.
Certi infortuni sono stati naturale conseguenza di non aver avuto il necessario coraggio di rischiare.
La prova di Hoedt contro il Napoli, dopo aver forzato Acerbi, è la perfetta cartina tornasole.
Il tentativo con Correa, oggi, un'altra.
In questo Simone deve migliorare molto.
Pregi e difetti, il fatto di stimare e voler bene alla persona, il fatto di sognarlo come il nuovo Fergusson, non significa si debba tacere a fronte di errori commessi sconfinando in un ismo come in una setta.
Uguale discorso, per quanto mi riguarda, per Tare.
Profonde (e serene) riflessioni sono doverose da parte della società.