Metto qui, visto che si parla di stampa sportiva.
Calcio: "Fake news", "maldestri", scontro Gazzetta-Corriere dello Sport
Botta e risposta tra la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport sulle indiscrezioni circa una presunta volonta' di vendere l'Inter da parte di Suning riportate dal quotidiano romano. Martedi' in un editoriale il direttore della rosea, Stefano Barigelli, ha bollato come "fake-news" quelle voci denunciando una "cattiva informazione che fa danno anche quando non e' credibile" e assicurando che "la famiglia Zhang non ha alcuna intenzione di mollare". Ora e' arrivata la piccata replica del Corriere dello Sport che attraverso il suo direttore Ivan Zazzaroni si e' chiesto ironicamente con chi ce l'avesse Barigelli, ricordando che le stesse indiscrezioni erano state date anche da Repubblica. "'Diciamo che Milan e Inter al comando dopo una decina d'anni che non si vedevano cosi' in alto danno fastidio a tanti'", una delle singolari affermazioni contenute nel fondo rosa", scrive Zazzaroni per poi affermare che gli "risulta inevitabile pensare che l'attacco fosse rivolto ai dominatori degli ultimi nove campionati", la Juve. "Barigelli non puo' avercela con il nostro - e un tempo anche suo - giornale e soprattutto con colleghi con i quali ha condiviso tempo, spazio, progetti e battaglie editoriali", ha aggiunto, "figuriamoci: non e' nemmeno immaginabile. Prendendo il toro per le corna, mi concedo una considerazione: che bisogno aveva l'Inter di un avvocato difensore cosi' confuso e contraddittorio? Barigelli assicura, come se parlasse a nome della societa', che 'Zhang non ha alcuna intenzione di mollare' e, contemporaneamente, afferma che 'il Covid ha creato un clima poco sereno attorno alle proprieta' cinesi, non solo calcistiche, in tutto il mondo occidentale', e che 'nei prossimi mesi saranno piu' chiare le intenzioni di Pechino'. Che e' esattamente quanto da Repubblica e da noi scritto. Il capitalismo familiare cinese risponde a logiche di sistema centralisticamente determinate, per le quali le volonta' individuali contano davvero poco". "Farsi portavoce di una rassicurazione familiare, mentre l'orizzonte in cui questa e' iscritta appare molto nebuloso, e' un'operazione quantomeno discutibile", ha lamentato il direttore del Corsport, "somiglia a certe smentite maldestre, tipiche degli ambasciatori di primo pelo che finiscono per essere piu' realisti del re e, percio', si rivelano sventati gaffeur. Che poi il miglior giornalismo sportivo, che ha espresso pagine memorabili della nostra storia e penne inimitabili, si consegni a una simile tentazione, e' circostanza che ci addolora per quanto a cuore ci sta questo mestiere e il suo umile e insieme nobile contributo alla democrazia".