Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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Bilbo

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Citazione di: Massimo 66 il 04 Feb 2021, 19:28
Stranamente ha scelto di insultare noi.veramente strano
L'insulto è rivolto ad un Laziale perché in quel momento a parlare sono dei guardiani notturni del Ministero, di ceto popolare che in quanto tali, secondo lo stereotipo, sono romanisti e un po' sboccati.

ES

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Citazione di: Bilbo il 04 Feb 2021, 22:53
L'insulto è rivolto ad un Laziale perché in quel momento a parlare sono dei guardiani notturni del Ministero, di ceto popolare che in quanto tali, secondo lo stereotipo, sono romanisti e un po' sboccati.

E certo.
Leggendo, chi è che non l'ha pensato?
Proprio oggi la signora Gina me lo ha detto: ma che non l'hai capito, i guardiani sono romanisti perché sono del ceto popolare, sti cafoni, e insultano i Laziali.
È normale, è cronaca.

Non è che insultare i Laziali te la rischi assai di meno che se tocchi il popolo bue, no?
È il riferimento al ceto popolare, tutti la coglieranno sta grande finezza.

Tarallo

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Invece ora la signora Gina pensa che i laziali siano delle merde.
Io non so come fare, spero di riuscire a dormire stanotte.

ES

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Citazione di: Tarallo il 04 Feb 2021, 23:00
Invece ora la signora Gina pensa che i laziali siano delle merde.
Io non so come fare, spero di riuscire a dormire stanotte.

Ma dormirai tranquillissimo invece,  oggi se non si  insulta o si fa la battuta di merda (*cit.) sul Laziale non si è nessuno.
Sei e siamo abituati.

Ora cerco in rete se c'e qualche velina, o qualche giornalista, o qualche scrittore, politico, magistrato, medico virologo, comico, artista, che mi lascia qualche altra battutina sulla Lazio o sui Laziali.
Casualmente, ovviamente.
Sennò non dormo sereno.

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Bilbo

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Citazione di: ES il 04 Feb 2021, 22:57
E certo.
Leggendo, chi è che non l'ha pensato?
Proprio oggi la signora Gina me lo ha detto: ma che non l'hai capito, i guardiani sono romanisti perché sono del ceto popolare, sti cafoni, e insultano i Laziali.
È normale, è cronaca.

Non è che insultare i Laziali te la rischi assai di meno che se tocchi il popolo bue, no?
È il riferimento al ceto popolare, tutti la coglieranno sta grande finezza.
Io leggendo il romanzo ho dato questa interpretazione, a maggior ragione per il fatto che, a differenza dei guardiani, il personaggio insultato è laureato e di ceto più abbiente e quindi (sempre in base allo stereotipo) Laziale.
A me francamente leggere una simile battuta ad opera di un personaggio di fede laziale sarebbe suonato forzato e fuori luogo, a maggior ragione negli anni cinquanta. In bocca a un romanista la volgarità invece te la aspetti sempre.

Tarallo

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Quell'insulto qualifica molto di più chi lo proferisce (un personaggio di fantasia, ricordo) che chi lo riceve, da quanto deduco dalle affermazioni di chi ha letto il libro.
Ma con noi non si passa. E per provare la nostra superiorità, insultiamo l'autore e la famiglia.
Ancora deve nasce chi ce frega.
.

ES

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Citazione di: Tarallo il 04 Feb 2021, 23:11
Quell'insulto qualifica molto di più chi lo proferisce (un personaggio di fantasia, ricordo) che chi lo riceve, da quanto deduco dalle affermazioni di chi ha letto il libro.
Ma con noi non si passa. E per provare la nostra superiorità, insultiamo l'autore e la famiglia.
Ancora deve nasce chi ce frega.
.

Io ho semplicemente scritto che far passare quelle frasi come fossero casuali è una ingenuità.
Non ti seguo.

mr_steed

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Citazione di: Tarallo il 04 Feb 2021, 23:11
Quell'insulto qualifica molto di più chi lo proferisce (un personaggio di fantasia, ricordo) che chi lo riceve, da quanto deduco dalle affermazioni di chi ha letto il libro.
Ma con noi non si passa. E per provare la nostra superiorità, insultiamo l'autore e la famiglia.
Ancora deve nasce chi ce frega.
.

Bingo! Quoto 100% Tarallo

Io quando ci insultano sui giornali o in tv (o anche quando ci incensano con le risatine di scherno in sottofondo o semplicemente ci ignorano pure quando siamo sugli scudi), magari del tutto inopinatamente e "fuori contesto" (vedi recenti esempi di sansonetti, rezza ecc) sono il primo ad incazzarmi. Ma in questo caso bisogna valutare il contesto in cui la frase viene proferita: se la frase è motivata dal contesto, potrà non piacere magari (e a me non piace l'espressione scelta) ma automaticamente non risulta "gratuita" e non può essere presa come un insulto vero e proprio alla Lazio e al tifoso laziale. E tanto meno giustifica gli insulti al figlio laziale di Avati.

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pan

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ES, proprio perché siamo abituati a vent'anni di mezzucci squallidi per infilare l'offesa a prescindere in ogni contesto, dovremmo ormai aver fatto il callo nell'individuare quelle che offese non sono ma, in questo caso, logica nella costruzione narrativa di un romanzo. se no sai che succede? che le  battaglie, i post accalorati degli anni scorsi che iniziavano a eviscerare l'argomento nell'ambiente, perdano valore. così diventa solo manierismo. e il nostro essere prevenuti potrebbe rasentare il ridicolo ed essere noi stessi il nostro peggior nemico.

PabloHoney

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Speriamo che continuano a chiamacce "laziali demme"... Così famo fa una figuraccia ai romanisti trucidi e sboccati

ES

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Citazione di: PabloHoney il 05 Feb 2021, 00:02
Speriamo che continuano a chiamacce "laziali demme"... Così famo fa una figuraccia ai romanisti trucidi e sboccati

Io sò tutto un friccico infatti, non vedo l'ora sia domani lo vado a raccontare a tutti...

@pan io non mi sento offeso, solo credo che in una qualsiasi logica di una qualsiasi narrazione un "romanista demmerda" non lo troveremo facilmente.
Poi se tu hai esempi da linkarmi mi ricrederò volentieri.


COLDILANA61

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A me piace sparare .

Ma non nel mucchio .

Si rischiano danni collaterali .

Però ho capisco .

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pan

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pippone, scusate, andate oltre se allergici.

ES, come in tutte le battaglie, altre molto più importanti di questa ma questa lo è tanto per noi, si cerca di "educare" gli altri alla verità. tutti noi negli anni ci siamo spesi per non fare passare i luoghi comuni su di noi, litigando con chi ci voleva incasellare in maniera sbagliata, spiegando con pazienza a gente più predisposta all'ascolto la marea di castronerie sulla Lazio e la maggior parte dei suoi tifosi, dando date, riferimenti esatti, avvenimenti storici, episodi certificati di altre sponde sottaciuti.
perché si fa questo? per arrivare passo dopo passo, con tanta fatica e con un lavoro certosino, all'agognata normalizzazione.
ora, io credo, dopo vent'anni, che il lavoro non sia stato inutile. non credo siamo allo stesso livello di percezione sulla Lazio di anni fa (a parte i barigelli di turno ma quelli lo fanno per colpire la Società), quando su noi si buttava merda e non soltanto per mero calcolo, ma proprio perché la gente credeva a tutto quello che veniva raccontato. i noti assiomi e conseguente poco rispetto. ho detto varie volte che io un cambiamento di questa percezione l'ho notato, non penso solo io, grazie ai social, al forum, agli articoli, ai post come quelli che scriviamo, grazie proprio ai grandi numeri, la gente è uscita allo scoperto, si difende, dichiara la sua appartenenza che non ha niente a che vedere con quella che ci hanno appioppato sempre, è nata Lazio e libertà, Laziali antifascisti, che hanno aiutato nello spiegare. anche tu hai fatto questo negli anni. se no per chi hai scritto? se no perché ci hai chiamato su twitter se non per fare opera di conoscenza sul laziale e non solo per bacchettare e basta chi dice castronerie su di noi?
non possiamo quindi, a questo punto, agire e comportarci come avremmo fatto 10 anni fa, perché quel cambiamento, anche se non sembra mai abbastanza, c'è stato. non possiamo ancora usare l'ascia usata nel 2000 per colpire nel mucchio , ora che siamo nel 2021 e molti cambiamenti ci sono stati e molta gente  non laziale sa che quelli erano luoghi comuni.
come si fa a normalizzare, (ricordiamoci che questo era il fine) se, quando qualcuno, merito anche di tutto ciò, scrive una cosa  veramente in buona fede o non rivolta a noi in maniera strumentale, mirata,  ma soltanto casuale,  utilizziamo la stessa foga senza alcun distinguo come facevamo anni fa? la normalità di scrivere una frase senza che qualcuno pensi sia un'offesa ma è soltanto un artificio narrativo, quando secondo voi allora può arrivare? quando sarà il momento che si possa scrivere o dire una cosa senza che noi ci sentiremo colpiti ? sta a noi, navigati, con la nostra sensibilità all'argomento, individuare quando non c'è malevolenza.
non si possono ottenere risultati auspicando di poter leggere roma merda, per esempio nel romanzo di avati, e questo acquietarci.

colosseo2000

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Secondo me ha semplicemente scelto il ghost writer sbagliato  :twisted:

Millenovecento Lazio

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ES, io sono d'accordo con te perché hai appunto colto il problema: offendere un laziale è cool, soprattutto a Roma, città per altro di un Cinema che certo fin dagli anni Ottanta non ci ha risparmiato dileggi fino ad arrivare ad una vera e vera a propria "perculazio" diventata appunto una sorta di must...

Che poi pan, Tarallo, Balbo, Coldilana e altri abbiano fatto un'interpretazione tutta loro di queste battute del libro, un'interpretazione che va contro le intenzioni stesse dell'autore..., a me pare solo un giochetto per dar ragione all'uno o all'altro in base a simpatie pregresse o per rinsaldare sciocchi legami virtuali. 
Perché sì, torno a ricordare che lo stesso Avati non ha parlato di equivoco ma di errore e si è scusato.

Quindi qui la questione è chiara e a me scoccia che non si riesca a vedere la portata di questo episodio che si va ad aggiungere al torrente di porcate che si fanno ogni giorno, a tutti i livelli mediali, al fine d'infangare qualsiasi cosa riconducibile alla Lazio.

Questo per me è il succo della questione. Opinione personale che non cerca adulatori ma che a me piacerebbe restasse ben impressa in ognuno di noi.


 





Millenovecento Lazio

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Citazione di: colosseo2000 il 05 Feb 2021, 07:09
Secondo me ha semplicemente scelto il ghost writer sbagliato  :twisted:
Questa è davvero una perla!  :lol: :rotfl2:

Tarallo

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Citazione di: Millenovecento Lazio il 05 Feb 2021, 07:10
Che poi pan, Tarallo, Balbo, Coldilana e altri abbiano fatto un'interpretazione tutta loro di queste battute del libro, un'interpretazione che va contro le intenzioni stesse dell'autore..., a me pare solo un giochetto per dar ragione all'uno o all'altro in base a simpatie pregresse o per rinsaldare sciocchi legami virtuali. 

Questa è una delle cazzate più grosse che io abbia mai letto, e si che ho letto parecchio.
Complimenti, era difficile salire sul podio.

Sulle scuse, ha detto "probabilmente" e a me sembra evidente che lo abbia fatto per motivi di diplomazia.
In una storia di fiction l'errore non esiste. Un personaggio può dire assolutamente tutto quello che vuole se serve al flusso della storia. State sbroccando, questo mi pare invece il caso di dirlo.

Millenovecento Lazio

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Citazione di: Tarallo il 05 Feb 2021, 07:27
Questa è una delle cazzate più grosse che io abbia mai letto, e si che ho letto parecchio.
Complimenti, era difficile salire sul podio.

Sulle scuse, ha detto "probabilmente" e a me sembra evidente che lo abbia fatto per motivi di diplomazia.
In una storia di fiction l'errore non esiste. Un personaggio può dire assolutamente tutto quello che vuole se serve al flusso della storia. State sbroccando, questo mi pare invece il caso di dirlo.

Non stiamo sbroccando, stiamo solo dando un'interpretazione alla cosa diversa dalla tua. Stacce.

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tallondachille

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L'artificio narrativo come correttamente lo definisce Pan deriva da un clichè. Un clichè facile, comodo, superficiale e per noi irritante ma propalato da decenni di disinformazione. Quello del romanista popolano, un po' ignorante, schietto, genuino, romano e nettamente maggioritario in città contro il Laziale, più defilato, minoritario, borghese, che viene da fuori, più  colto ma più altezzoso. A questa figura è più semplice attribuire caratteri contrapposti alla positività che emana dal personaggio romano e romanista.
Purtroppo è cosi.  Fatemi il nome di un personaggio di finzione cinematografico o narrativo protagonista o con un ruolo importante Laziale. Io, sarà che mi si svegliato presto, ma non ne ricordo.
Per dire, sto leggendo il romanzo di De Cataldo "io sono il castigo" e pur non essendo il personaggio principale, un sostituto procuratore, un tifoso, e circondato da personaggi romani e romanisti, l'ispettrice "parla come magni" un pò scontrosa ma intelligentissima, un macellaio amico di famiglia ignorante, greve ma sincero e saggio, personaggi di indubbia simpatia. Il caso di cui si occupano nel romanzo è di un tale Proietti, palazzinaro romano ricchissimo, potentissimo, Laziale sfegatato tanto da dare ai suoi figli nomi di importanti Laziali: Umberto, Tommaso, Renzo (il Garla), assassinato sul suo yacht da alcuni milioni di euro probabilmente da un familiare. Interessi nascosti, torbidi rapporti, affari spietati, rancori sopiti, una ricchezza acquisita, fa intuire l'autore, con tutti i mezzi e, soprattutto, non mi meraviglio, ma guarda un po', ereditata in parte dal padre che faceva affari sporchi con gli occupanti nazisti di Roma.
Insomma la solita storia che non sto qui a ripetere. Io lo pretenderei, ma perché aspettarsi che un autore, un giornalista, un divulgatore non sfrutti questo stereotipo banale e populista ormai radicato e quindi facile veicolo di diffusione, consenso e vendita per riflettere, approfondire, distrarre il senso ormai comune e differenziarsi.
Forse solo nel caso sia Laziale, ma si sa che quelli sò pochi, spesso solo simpatizzanti (o solo con figli Laziali...) estremamente riservati, pudici, timidi, per niente combattivi e tengono famiglia...


Bilbo

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Citazione di: Millenovecento Lazio il 05 Feb 2021, 07:10
ES, io sono d'accordo con te perché hai appunto colto il problema: offendere un laziale è cool, soprattutto a Roma, città per altro di un Cinema che certo fin dagli anni Ottanta non ci ha risparmiato dileggi fino ad arrivare ad una vera e vera a propria "perculazio" diventata appunto una sorta di must...

Che poi pan, Tarallo, Balbo, Coldilana e altri Balbo fatto un'interpretazione tutta loro di queste battute del libro, un'interpretazione che va contro le intenzioni stesse dell'autore..., a me pare solo un giochetto per dar ragione all'uno o all'altro in base a simpatie pregresse o per rinsaldare sciocchi legami virtuali. 
Perché sì, torno a ricordare che lo stesso Avati non ha parlato di equivoco ma di errore e si è scusato.

Quindi qui la questione è chiara e a me scoccia che non si riesca a vedere la portata di questo episodio che si va ad aggiungere al torrente di porcate che si fanno ogni giorno, a tutti i livelli mediali, al fine d'infangare qualsiasi cosa riconducibile alla Lazio.

Questo per me è il succo della questione. Opinione personale che non cerca adulatori ma che a me piacerebbe restasse ben impressa in ognuno di noi.



Se permetti, Bilbo, non Balbo.
Comunque io, come immagino gli altri, non sostengo una tesi per schierarmi con qualche netter o contro qualche altro e mi sembra offensivo da parte tua pensare una cosa del genere, perché non siamo ragazzini.
Poi su Avati pensala un po' come ti pare.  :beer:

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