Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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pan

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vi garantisco che se sei una persona timida/introversa votata da sempre ad essere accomodante in tutto  anche per questo motivo, può succedere eccome. non dico sia giusto, anzi per niente, però può succedere.

Buckley

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Almeno vedo che Paolo 71 mi ha capito, ma forse devo pensarci sopra un po' di piu' quando scrivo. Non so voi ma io di lavoro ne ho tanto e infatti scrivo pochissimo. Quello che intendevo e' che quando vivevo a Roma frequentavo ambienti dove i romanisti erano la maggioranza e di conseguenza mi sono sempre sentito dire di tutto, a volte scherzosamente a volte meno. Se c'era da cazzeggiare non mi sono mai tirato indietro, se c'era da arrivare alle mani da solo contro sei persone, anche no, perche' in fondo anche sticazzi de quello che la gente dice. Io la mia lazialita' me la vivo benissimo, non sento di dover dimostrare niente a nessuno e in generale non credo che le mani siano uno strumento di dialogo. Prima di raggiungere un livello tale di frustrazione che mi porti ad alzare le mani, devi avermi fatto qualcosa di veramente grave. Darmi della testa di c. perche' sono laziale non rientra tra queste. Come ho detto prima, mi trovo a mio agio con le minoranze in molti settori e mi trovo spesso a difendere il mio punto di vista in inferiorita' numerica. Non cambiero' per questo. Anche su questo forum nessuno puo' dire di avermi letto fare lo sborone o il leone da tastiera, semplicemente non fa per me. Per tornare a quello che scrive Sharp, evidentemente per lui funziona diversamente, fossimo tutti uguali sai che palle. Poi dipende pure da chi sei. Magari sei Van Damme in incognito e te diverti a puni' i coatti.  :)
Pero' mi rendo anche conto che da Bratislava e' piu' facile non perdere la pazienza, qui anche i riommanisti diventano amici e sono fuori dal branco pure loro.
In conclusione il messaggio era "sti cazzi quello che dicono i romanisti. Non essere loro e' una bella soddisfazione". De quello che scrive Pupi Avati poi...

sharp

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ma quale van damme Bukley,
però se mi dicono riomma io nun me sto buono e sarò stato fortunato ... nessuno me lo ha mai detto

purple zack

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Citazione di: Adler Nest il 05 Feb 2021, 10:12
No, ma i "negridimmerda" potrebbero risentirsene.
Giustamente.
Quindi perché è un regista / scrittore, gli è concessa la licenza poetica?
Senza quella frase il libro crollava e non poteva candidarsi al Nobel per la letteratura?
Andasse affanculo con tutti e due i piedi.

ma sei serio?

ma il concetto di dialogo e finzione letteraria vi sfugge?

l'unica obiezione seria è che il romanzo non tratta di laziali e romanisti e che la frase era, in qualche modo, accessoria.

però ecco, se dovessi mai scrivere un romanzo sul [...] assassino di Paparelli, per esempio, la prima frase che gli farei dire sarebbe proprio "laziale..." a sottolineare che non è che uccise per caso, ma uccise per odio. ma sarebbe una frase che connoterebbe lui e solo lui

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Buckley

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Citazione di: sharp il 05 Feb 2021, 21:10
ma quale van damme Bukley,
però se mi dicono riomma io nun me sto buono e sarò stato fortunato ... nessuno me lo ha mai detto
lo vedi, per me le offese di uno che non mi conosce pesano zero. Lo sai quando alzerei le mani volentieri? Quando vedo un vecchietto sotto la neve che vende un rametto di salvia rinsecchito perche' dopo aver lavorato una vita ha una pensione ridicola e offensiva. Incazzamose per le cose giuste. L'insulto del romanista e' una scureggia nella tempesta.

sharp

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le due cose non si elidono a vicenda eh
questione di carattere

Buckley

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Citazione di: sharp il 05 Feb 2021, 21:44
le due cose non si elidono a vicenda eh
questione di carattere
immagino di si, io non ce la faccio proprio a dover mettere i puntini sulle i tutte le volte, mi stressa da mori', preferisco ignorare.

Adler Nest

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Citazione di: purple zack il 05 Feb 2021, 21:35
ma sei serio?

ma il concetto di dialogo e finzione letteraria vi sfugge?

l'unica obiezione seria è che il romanzo non tratta di laziali e romanisti e che la frase era, in qualche modo, accessoria.

però ecco, se dovessi mai scrivere un romanzo sul [...] assassino di Paparelli, per esempio, la prima frase che gli farei dire sarebbe proprio "laziale..." a sottolineare che non è che uccise per caso, ma uccise per odio. ma sarebbe una frase che connoterebbe lui e solo lui
E ti pare poco?
E adesso torno alle mie letture:
Al momento sto leggendo Andrè Achiman: "Variazioni su un tema originale".
Bellissimo.
Con Tarallo discetterò di Roth.

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sharp

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@bukley io sarei anche d'accordo con te , diciamo che difficilmente mi vado a cercare lo scontro  :p

però in certi casi così facendo, e non parlo di Lazio merde eh ma proprio in generale, della vita di tutti i giorni , non è che poi dall'altra parte smettono, in genere è gente che fiuta la debolezza/difficoltà/voglia di vivere civilmente dell'altro,
se uno non pone un freno  tende ad insistere


a me per dire stressa da morire qualsiasi tipologia di prevaricazione, e mandare giù ,mi provoca
una certa acidità di stomaco , quindi non lascio passare quasi niente, come dicevo il carattere determina
anche certi comportamenti

Buckley

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Citazione di: sharp il 05 Feb 2021, 22:00
@bukley io sarei anche d'accordo con te , diciamo che difficilmente mi vado a cercare lo scontro  :p

però in certi casi così facendo, e non parlo di Lazio merde eh ma proprio in generale, della vita di tutti i giorni , non è che poi dall'altra parte smettono, in genere è gente che fiuta la debolezza/difficoltà/voglia di vivere civilmente dell'altro,
se uno non pone un freno  tende ad insistere


a me per dire stressa da morire qualsiasi tipologia di prevaricazione, e mandare giù ,mi provoca
una certa acidità di stomaco , quindi non lascio passare quasi niente, come dicevo il carattere determina
anche certi comportamenti

pero' Sharp, quante volte alle cose gli diamo un valore che non hanno? Quanto ci carichiamo sopra anche di nostro? Voglio dire, io da Roma me ne sono andato volentieri perche' l'ho vista peggiorare in una maniera incredibile. Io ho mollato fine anni 90 e fino ad allora non c'era la guerra civile per le strade,io sono di Monteverde Vecchio, gli scontri e gli insulti erano prevalentemente a livello di cazzeggio. Allo stadio era diverso, ma gia' sui muri ne leggevi di tutti i colori. Io sul mio banco delle elementari avevo una scritta offensiva contro la Lazio (guarda caso erano gli anni di Chinaglia, era una Lazio che vinceva). Quando sono tornato dall'Inghilterra ho trovato Roma che era diventata una cloaca, sporca e respiravi una tensione, una violenza nell'aria che non mi ha fatto piu' sentire a casa. Ma non era il calcio, ogni cosa e' un pretesto per sfogarsi con gli altri. C'e' una resistenza alla frustrazione pari a zero, per ogni cazzatella, dal parcheggio alla partita, si e' pronti a trascendere. Io non credo esista un solo modo di vivere, esiste quello che ritieni accettabile e quello che e' troppo. Piu' che per me, ho pensato che Roma non fosse l'ideale per crescere i miei figli. E me ne sto tranquillo qui dove al massimo trovi l'ubriaco che strilla qualcosa e poi se ne va affanculo. Non ce lo prescrive il medico di stare in un posto che va contro la nostra indole. Io amo Roma, ma Roma e' ancora Roma? Ogni volta che ci torno voglio scappare via, mi faccio il mio pellegrinaggio nei luoghi del cuore e via, se ne parla tra due-tre anni. Ma ho sempre netta la sensazione che noi romani non ci regoliamo piu' e di ogni cosa ne facciamo una guerra. Ma direi che siamo OT.
edit. ma mandare giu' significa accusare il colpo e inghiottire. Io parlo proprio di farselo scivolare addosso.

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La Gazzetta spara la notizia di un calciatore arrestato con 26 kg di coca.
Ex Lazio.

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Citazione di: RubinCarter il 05 Feb 2021, 22:31
La Gazzetta spara la notizia di un calciatore arrestato con 26 kg di coca.
Ex Lazio.

Corvesi cresciuto nelle giovanili.





Ammmmerdeeeeeeee


https://www.fanpage.it/roma/sequestro-di-cocaina-per-5-milioni-di-euro-arrestato-il-calciatore-alessandro-corvesi/

Anche questi.

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Citazione di: Buckley il 05 Feb 2021, 22:24
pero' Sharp, quante volte alle cose gli diamo un valore che non hanno? Quanto ci carichiamo sopra anche di nostro? Voglio dire, io da Roma me ne sono andato volentieri perche' l'ho vista peggiorare in una maniera incredibile. Io ho mollato fine anni 90 e fino ad allora non c'era la guerra civile per le strade,io sono di Monteverde Vecchio, gli scontri e gli insulti erano prevalentemente a livello di cazzeggio. Allo stadio era diverso, ma gia' sui muri ne leggevi di tutti i colori. Io sul mio banco delle elementari avevo una scritta offensiva contro la Lazio (guarda caso erano gli anni di Chinaglia, era una Lazio che vinceva). Quando sono tornato dall'Inghilterra ho trovato Roma che era diventata una cloaca, sporca e respiravi una tensione, una violenza nell'aria che non mi ha fatto piu' sentire a casa. Ma non era il calcio, ogni cosa e' un pretesto per sfogarsi con gli altri. C'e' una resistenza alla frustrazione pari a zero, per ogni cazzatella, dal parcheggio alla partita, si e' pronti a trascendere. Io non credo esista un solo modo di vivere, esiste quello che ritieni accettabile e quello che e' troppo. Piu' che per me, ho pensato che Roma non fosse l'ideale per crescere i miei figli. E me ne sto tranquillo qui dove al massimo trovi l'ubriaco che strilla qualcosa e poi se ne va affanculo. Non ce lo prescrive il medico di stare in un posto che va contro la nostra indole. Io amo Roma, ma Roma e' ancora Roma? Ogni volta che ci torno voglio scappare via, mi faccio il mio pellegrinaggio nei luoghi del cuore e via, se ne parla tra due-tre anni. Ma ho sempre netta la sensazione che noi romani non ci regoliamo piu' e di ogni cosa ne facciamo una guerra. Ma direi che siamo OT.
edit. ma mandare giu' significa accusare il colpo e inghiottire. Io parlo proprio di farselo scivolare addosso.

Bellissima conversazione, grazie per lo scambio. Mi riconosco un po' in entrambi: in Sharp, perchè anche io tendo a non fargliene passare una, soprattutto quando incontri l'arrivato di turno, quello che magari ha studiato ed acquisito quel minimo di prestigio economico e sociale. Con quelle persone, se arroganti, in genere faccio fatica a trattenermi.
Ma poi mi riconosco anche molto in quel che dice Buckley: in Inghilterra ci vivo, tra 'na cosa e l'altra, dal 1997. Compagna ungherese, quando posso fuggo da quelle parti, quindi non lontano da te, Buck! In Italia, ho ancora genitori e fratello a Roma, ma io ho i miei angoli di paradiso (o di inferno, considerando tasse e burocrazia), senza contare i miei figli, in Toscana: questo per dire che, in ultima istanza, ho la fortuna di potermeli non filare ed è spesso quello che faccio. Ma in fondo so, e lo dico anche con un certo rammarico, che purtroppo, dietro la patina della persona pacata e talvolta addirittura compassionevole, si cela ed ogni tanto si manifesta il delinquente che ero 30, 35 anni fa, quando invece, allo stadio io ci andavo per tifare Lazio E per attaccar briga con i difettosi.
In questo, e concludo con un piccolo esame di coscienza, ammetto di essere anche io (stato) parte del problema della progressiva decivilizzazione che ha colpito (e sta affondando) Roma. Fossimo stati tutti più Buckley e meno er polipo, probabilmente alla fine Roma sarebbe stata un posto migliore.
:beer:

tommasino

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Ennesima mossa giusta di Rao.
Speriamo che piano piano riesca ad ottenere qualcosa; io sono moderatamente fiducioso.

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Millenovecento Lazio

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Citazione di: FeverDog il 06 Feb 2021, 00:10


Con questo post di Twitter Rao (fenomeno) invita a capire, anche ai più distratti o meno interessati, come funziona il linguaggio e cosa si nasconde dietro una notizia che magari può sembrare innocua.
La Lazio è costantemente sotto attacco da questo punto di vista al punto che sembra diventato "normale" additargli ogni cosa anche quando magari riguarda più istituzioni o persone.
Quindi quando non ci posso attaccare direttamente lo fanno in modo metaforico, affatto efficace, utilizzando ad hoc il linguaggio audiovisivo che ormai sembra essere quello che oggi si adatta meglio alla veicolazione di notizie.
In questo ottica non sarei sorpreso di un nove colonne del tipo "IL CALCIO IN BANCAROTTA", con la foto di Lotito, seguito poi da un articolo esplicativo dove si spiega che il presidente della Lazio è uno dei pochi che possono vantare (un bilancio in ordine), un bilancio che fino adesso non mostra segni di dissesto finanziario.




Adler Nest

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Probabile che io sottovaluti il potere dei social e di Twitter in questo caso: chi fra i non Laziali segue Rao sui social?
E fino a che non diventa fattore comune, ma solo nostro, può combattere tutte le battaglie che vuole, ma vincere la guerra è dura.
Bravo però a non farle più passare.

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