Infatti, tornando seri, la questione non sono le foibe o la resistenza (sul quale, a mio avviso, non c'é dibattito ma veramente questo é OT) ma di comunicazione.
Che non sono solo i twitter di Rao a Cardone oppure i vaffanculo da registrare sulla segreteria di RTS ma anche questo.
Come ha già scritto Fat Danny il ragazzino é il più innocente e, probabilmente quello che soffrirà maggiormente di questa situazione. Ma, a livello di comunicazione, o lui o la Lazio.
Non ce lo possiamo permettere un giocatore che si chiama Mussolini.
Non é colpa del ragazzo, non é colpa della Lazio. Ma credo che sia un dato di fatto.
Non rifaccio la storia del tifo della Lazio negli ultimi 20 anni, sarebbe pleonastico.
Possiamo sottovalutare la questione, pensare che sia solo gossip e che nessuno ci farà più caso, ma sarebbe, secondo me, equivalente a scendere dalla montagna del sapone.
Due settimane fa, quando la notizia usci fuori dal messaggero ne parlo' anche l'Equipe. Probabilmente il quotidiano sportivo più letto e autorevole al mondo. I miei compagni di rugby mi hanno inviato lo screenshot. Gente che a malapena sa cos'é un fuorigioco.
Io, tifoso della Lazio, dopo tutto quello che ho passato, dopo tutte le discussioni che ho avuto anche con gente che amo e che mi conosce, per togliermi di dosso l'etichetta di tifoso fascista non me lo posso permettere un Mussolini che gioca nella Lazio. Non me lo posso permettere.
Non é colpa mia, non é colpa sua. E' un dato di fatto.
Non é neanche una rilettura della storia, non é un trattato di Renzo De felice, non é la negazione del dramma delle foibe, non é nulla di tutto questo. E' un problema di comunicazione.
C-O-M-U-N-I-C-A-Z-I-O-N-E