per l'occasione ho evocato, invocandone l'aiuto, suno chieramento formidabile che a mezzo dei fluidi ectoplasmatici possa infondere in Simone le chiavi per affrontare la potenza bavarese.
Alp Arslan il sultano Selgiuchida che inflisse una terrificante sconfitta all'esercito crociato nella battaglia di Manzicerta del 1071, con gli arcieri turcomanni schierati a mezzaluna, per
assorbire l'urto nemico tramite una ritirata controllata al centro, mantenendo una p
ressione costante sui fianchi laterali.Il
Generale Võ Nguyên Giáp, che stravinse la battaglia di Dien Bien Phu decisiva per la guerra di Indocina. A fine marzo disponeva ormai di una massa d'urto di 28 battaglioni. Avrebbe potuto lanciare tutti i suoi battaglioni contemporaneamente contro le difese di Ðiện Biên Phủ e schiacciare la sua guarnigione grazie al semplice peso del numero, investendola con un unico attacco diretto,
ma scelse invece di adottare la tattica del lento strangolamento, tagliandole i rifornimenti e sottoponendola all'azione prolungata delle batterie situate sulle montagne.
Infine ma non ultimi per importanza, l'intera squadra dell'Uruguay guidata dall'IperMaestro Fontana che nel Mondiale del 1950 battè i favoritissimi Brasiliani nella battaglia passata alla storia come Maracanazo.
Gli uruguaiani riuscirono a vanificare i ripetuti tentativi della Seleção di passare in vantaggio. Merito di ciò fu soprattutto la decisione dell'allenatore della Celeste Fontana di s
chierare assai stretti gli esterni difensivi Gambetta e Rodríguez Andrade, al fine di
ingabbiare gli attaccanti brasiliani in una sorta di "imbuto" chiuso dai centrali Matías González e Tejera.
Passato in vantaggio il Brasile, l'Uruguay non si disunì e proseguì nel suo
gioco ordinato, guidato dalla regia di Schiaffino. Al 66', dopo una rapida progressione sulla fascia sinistra, Ghiggia saltò il brasiliano Bigode e servì proprio Schiaffino, che, a
tu per tu con Barbosa, mise la palla in rete. Sebbene il pareggio li favorisse ancora, i
brasiliani perseverarono nel proprio pressing offensivo ma, complici la stanchezza e l'inattesa marcatura subita, il loro gioco iniziò a perdere di lucidità, fino a subire il secondo gol con
un fulminante contropiede.
I calciatori brasiliani cercarono disperatamente il gol del pareggio, ma
l'Uruguay si chiuse in difesa con tutta la squadra e il risultato non cambiò più.
«Se c'era stata fino ad allora una scuola calcistica in grado di fondere
fantasia ed estrema concretezza, non-gioco e improvvise fiammate, innata sapienza tattica e contenimento dello sforzo, questa era proprio quella uruguagia. I brasiliani avevano patito innanzitutto la propria inferiorità tattica, e per questo persero 2-1.» (G.Brera)
Stampate la seguente immagine e tenetela con voi come fosse un santino propiziatorio e foriero di un risultato più che dignitoso. Che se solo a milano il poro Bersellini forse riuscito a farsi sentire da quello zuccone di Simon Mago...