A proposito dell'articolo uscito oggi sul corriere della sera a firma Daniele Dallera in cui come al solito si descrive una Lazio che sgomita per sfruttare le problematiche altrui causate dalla pandemia ("Lotito non vede l'ora di giocare contro il Toro senza 8 giocatori, e Dal Pino gli dà ragione" per citarne una), volevo segnalare qui un incredibile articolo dello scorso ottobre scritto dallo stesso Daniele Dallera sul caso Juventus-Napoli.
La Asl di Napoli gioca una partita con regole diverse (3 Ottobre 2020)
La Asl Napoli 1 come la Var, decide che Juve-Napoli non si deve giocare. Qui si va oltre rigori e fuorigioco, competenze Var: l'Azienda sanitaria locale si occupa di salute, difatti ha proibito al Napoli, già pronto per decollare su Torino, di non prendere alcun aereo ordinando a squadra e dirigenti di restare in clausura nelle loro case e di presentarsi oggi in ritiro a Castel Volturno. L'intervento (a gamba tesa) della Asl Napoli è motivato dalla positività di due giocatori, Zielinski ed Elmas, e di un dirigente partenopeo. Non si va in giro per l'Italia, anche se il carico virale (Zielinski ed Elmas) sarebbe stato a casa. Avrebbero viaggiato giocatori, tecnici e dirigenti tutti negativi. Ma la Asl Napoli 1 si è alzata dalla sua panchina immaginaria e ha voluto giocare la sua partita. Calpestando un protocollo deciso mesi fa dal ministero dello Sport e dal dicastero della salute seguendo le indicazioni del Comitato tecnico scientifico. Protocollo accolto dalle istituzioni calcistiche, Federazione e Leghe. Seconda gamba tesa: la Asl Napoli 1 ha fatto carta straccia, della nuova regola ispirata dal regolamento Uefa, nata soltanto tre giorni fa, dal Consiglio straordinario della Lega calcio che aveva così sentenziato: le società possono chiedere una sola volta il rinvio della partita in presenza di 10 o più giocatori positivi. Giocato il jolly, in ogni altra occasione si dovrà scendere in campo. Se si preferisse riposare, scatterebbe la sconfitta a tavolino, il famoso 0-3. Difatti, Genoa-Torino, prevista ieri, è stata posticipata per la presenza nel Genoa di 17 giocatori positivi. Nel Napoli ce ne sono due (2). Come al Milan che, però, continua a giocare (e a volare) nonostante due positivi, e uno si chiama Ibrahimovic. Così anche Sassuolo, Torino, Samp e Atalanta. Evidentemente le Asl di queste rispettive squadre capiscono poco di calcio.
Lazio-Torino, con il no al rinvio la Lega di A di Dal Pino ha dimenticato leggi e buon senso (2 Marzo 2021)
La Lega di serie A ha avuto un guizzo di fantasia, da oggi in poi vuole il calcio a 7, quello che andava di moda nei tornei tra bar, all'oratorio. Otto giocatori del Toro positivi? «Si giochi lo stesso, la partita non si rinvia» manda a dire Dal Pino, presidente della Lega serie A. Peccato che dieci minuti prima, sempre lui, a Radio Rai, «La politica nel pallone», avesse detto: «...Dovremo tenere in considerazione l'atteggiamento della Asl di Torino...». La stessa che ha ordinato a società e squadra granata di non muoversi da casa, guai a loro se si mettono in viaggio, prendono un aereo, un treno, con quel potenziale virale così pericoloso per sé e per gli altri. La Lega di A, quindi, invita il Torino a violare una disposizione dell'autorità sanitaria, una cosa che non sarebbe permessa a nessuno nel mondo fuori dal calcio.E se non bastasse il rispetto della legge, il buon senso avrebbe consigliato a chiunque la saggia decisione di rinviare la partita Lazio-Torino programmata per oggi. Invece ha vinto il protocollo sul buon senso, secondo il quale per rinviare un match sono necessari 10 positivi: a contarli bene, in ambiente Toro, tra addetti, dipendenti e familiari, quelli che hanno contratto il virus sono addirittura 15. Insomma c'è a disposizione tutto il materiale per prendere una decisione intelligente. Nella sua gestione della Lega, nel suo governo ne ha prese tante Dal Pino, manager capace, lunedì chissà perché si è distratto un attimo. O meglio si è attaccato al telefono ed è stato a sentire, ad ascoltare, cattivi consiglieri. Magari tra questi Lotito, ottimo presidente della Lazio, ma certo non un esempio quanto a virus e tamponi, visto che è stato deferito per aver maneggiato un po' troppo in materia. Lotito vuole giocare , non vede l'ora che la Lazio affronti un Toro senza 8 giocatori, magari che schieri anche qualche giovane della Primavera. E Dal Pino gli dà ragione.
E oggi si ripeterà una recita già vista in Juve-Napoli, un film scontato dal finale ampiamente previsto: i giocatori laziali in campo alle 18.30, quelli del Toro a casa con il termometro sotto l'ascella e il tampone programmato, come ha ordinato la Asl, che non ha consentito alcuna trasferta. Scatterà il 3-0 a tavolino, proprio come col Napoli, naturalmente revisionato dal Consiglio di garanzia dello Sport che lo ha cancellato. Anzi potrebbe esserci una sorpresa, che il giudice sportivo, proprio in riferimento al precedente di Juve Napoli, tenendo conto del suo finale, non darà la sconfitta a tavolino e ordinerà subito la ripetizione del match. Così sarà felice anche Dal Pino, un riformista che per un pomeriggio ha dimenticato nel cassetto della sua scrivania il buon senso, sempre vincente su ogni protocollo.