Mezz'ora totale di Lazio a Torino non basta a portarsi a casa qualcosa. Anche e soprattutto se in quella mezz'ora porti a casa solo un gol, avendo messo altri tre tiri negli stretti dintorni della porta o sulla traversa.
Ma la Lazio quest'anno segna molto meno e con molta più fatica.
Re Ciro non può continuare a giocare acciaccato, perché non possiamo permettercelo; sia per i risultati, sia per la sua integrità fisica.
Vanno invertiti i ruoli tra lui ed uno tra Caicedo e Muriqi: uno dei due deve partire titolare ed, eventualmente, lasciare il posto ad Immobile per l'ultima mezz'ora, dove Ciro potrebbe fare la differenza senza rimetterci troppo in salute.
Il fatto che la Lazio segni molto meno e con più fatica porta anche all'altra logica conseguenza: per tentare di segnare ci si scopre più del necessario. Il che porta ad incassare gol e rigori in contropiede ed espone una difesa, mancante di tre titolari su tre, a figuracce immeritate.
Dico "tre titolari su tre" perché (oltre a Luiz Felipe e Radu) manca Acerbi. Il Leone continua a salire a sinistra, costringendo il resto della difesa ed il quinto opposto a scalare per coprirlo. La coperta è corta quando il quinto è Lazzari, figuriamoci quando ci sono Lulic (che, IMHO, non è ancora recuperato) o Patric, ed il terzo a destra è Marusic adattato (e non Luiz Felipe).
Capitolo arbitraggio: massa sorvola sul fallo di mano di Hoedt, e caro ci costa... alex sandro prende a cazzotti Correa e la passa liscia, e l'evidenziatore torna ad essere quello che ci lasciò in 9 contro l'inter, qualche anno fa.
Detto questo, l'aspetto positivo è che ci siamo tolti la prima parte, che sapevamo sfavorevole, del calendario; e che, realisticamente, resta una sola partita alla nostra Champions. Da qui in poi l'augurio è che, avendo toccato il fondo, si possa solo migliorare. Ma molto dipende dalle energie, anche psichiche, di chi scende in campo.
SFL