Io da bambino, come ora, ero malato di calcio, ma facevo tanti altri giochi, tantissimi con anche più passione di quanto ce ne mettano oggi i ragazzi nei videogiochi, eppure il Calcio lo seguivo e lo amavo MA nella sua giusta dimensione.
Il problema non è il calcio, ma quanto questi ci vogliono guadagnare, ed oggi che le loro politiche sbagliate hanno creato voragini debitorie, invece di far tesoro del fatto che qualche errore si è fatto, fare marcia indietro e ridurre i costi di gestione, cercano di raddoppiare le scommesse perse, nel goffo tentativo di recuperare e, per presunzione, dimostrare che loro idee, malsane, erano giuste, a scapito dello sport e dei tifosi, e del calcio stesso.
IL calcio è uno sport bellissimo, giusto che si accompagni ad una dimensione e processo economico importante, ma deve essere sostenibile e portato ad una dimensione, per l'appunto, sostenibile e reale, e non creare inflazione e sovraesposizione che finisce con allontanare l'appassionato.
Il tifoso gli basta vedere una o due partite la settimana, BASTA ED AVANZA.