Citazione di: syrinx il 22 Apr 2021, 16:45
Accetto il punto, mi sembra giusto. Ma non cambia il ragionamento di fondo e sorgono delle domande per cui sinceramente non delle risposte concrete, e credo non le abbiamo nemmeno Agnelli e co.
Diciamo che ci sia un incentivo alla vittoria puramente sportivo. Quindi chi vuole vincere? Solo l'area tecnica di una squadra? Un'area tecnica competente e che vuole vincere la devi pagare, e pure tanto. La competizione per i migliori porterebbe inevitabilmente ad un aumento dei costi, salary cap o no. Abbiamo visto quanto valore hanno le regole del fair play finanziario. Siamo sicuri che non ci sarebbe l'incentivo ad alzare i costi per poter competere sportivamente?
E se le dirigenze non avessero veramente interesse ad allestire la squadra migliore possibile perché non gli interessa vincere ma solo incassare, avemmo essenzialmente delle squadre zombie all'interno di una torneo che già è farlocco dal punto di vista sportivo visto che è ad invito. A chi interessa un prodotto del genere? Torno al mio punto fondamentale: la SL è un prodotto di merda.
Un torneo del genere aperto a tutti, come proponi tu, sarebbe tutto un altro paio di maniche, specialmente con un sistema di retrocessioni.
Senza andare all'utopia, stiamo alla superlega. Che io vedo come una sorta di repubblica di Platone (dentro il comunismo, fuori gli schiavi). Quindi una bella merda, non c'è dubbio.
L'incentivo a vincere ce l'avrebbero tutti, anche i presidenti, ma non apportando alcun vantaggio economico non si tradurrebbe in investimenti economici spropositati.
Perché questi sarebbero inutili, una riduzione del margine di profitto insensata. Quale imprenditore riduce il suo margine di profitto senza che ci sia una stringente necessità? Nessuno.
Bene, questo svantaggio in un contesto chiuso si traduce in vantaggio, in forma di controllo automatico: i costi non salgono perché nessuno se ne avvantaggia e quindi ciò sposta i comportamenti sull'unico altro versante che può portare alla vittoria, cioè quello sportivo.
Non avrebbe senso prendere il giocatore pagandolo 30 mln, se anche comprando quello a 1 mln ne becco 300. Ma questo non porterebbe, automaticamente, a prendere i brocchi, porterebbe a non dare a nessuno 30 mln perché non c'è ragione.
In questo modo i prezzi si sgonfiano per forza di cose e finiscono per rientrare nel limite dato senza bisogno di alcun salary cap. Non servirebbe nemmeno controllare, perché non conviene proprio e questo risolve il problema alla radice.
A quel punto cosa succede? Che i giocatori andrebbero non da chi gli da di più, ma dal progetto che più lo convince più o meno a parità di offerta. I presidenti non punterebbero su spese folli ma su allenatori capaci e giocatori funzionali.
Non perché sarebbe il mondo delle meraviglie in cui tutti sono bravi, ma proprio perché hai tolto la ragione della distorsione, hai assicurato a tutti un pacco de sordi (quindi nessuno agisce per bontà, 300 mln a squadra significa contratti milionari per tutti) e hai riportato al centro l'attività concreta, in questo caso sportiva.