Vorrei dire la mia su Inzaghi. Non specificherò "secondo me" ad ogni frase, ma va dato per implicito che tutto il post è racchiuso nell'enorme parentesi del "IMHO".
Parto dall'idea che si sta facendo un putiferio per nulla. Inzaghi all'Inter dimostrerà di non essere il grande allenatore che abbiamo dipinto.
Da noi, un po' per mancanza di grandi aspettative, per cui con un po' di impegno puoi superare le previsioni, un po' per quel senso di appartenenza che gli dava una spinta in più, ha fatto un lavoro discreto.
Tuttavia, ha dei limiti evidenti, delle fisse irritanti, non è un allenatore duttile, in grado di cambiare spartito a seconda della situazione. Tragicomiche alcune dinamiche che si sono viste da noi in questi anni:
1) chiede garanzie e poi si fa andare bene Hoedt, Fares e Muriqi;
2) fa sempre gli stessi cambi, o gestisce le sostituzioni in base agli ammoniti;
3) benché venga dalle giovanili, non lavora minimamente con i giovani: preferisce un senatore bollito a una riserva che, seppur scarsa, almeno si regge in piedi;
4) fermo restando che la colpa è quasi tutta di Tare, pure lui sembrava parlare una lingua diversa dal DS, i due non si intendevano minimamente;
5) ci ha fatto perdere una qualificazione in Champions fidandosi di un giocatore già dell'Inter;
6) Per tutto l'anno, Luis Alberto ha tirato i calci d'angolo in porta, vanificandoli TUTTI. O gli ha detto lui di fare così, o è assurdo non avergli imposto di non farlo. In entrambi i casi, pessima scelta;
7) difesa a 3 o morte, anche quando non ci sono le condizioni per attuarla;
8 ) interviste tutte uguali: mai una parola ispirata, mai un'idea concreta di cosa gli passi per la testa: tutto uno "spiaze, dobbiamo lavorare".
Insomma, secondo me non abbiamo perso poi molto, al di là dell'affetto che si poteva provare per lui e che trasforma questo addio nel tradimento di un amico fidato.
Proprio su questa questione, voglio però fare un ragionamento.
Non mi sento di biasimare Inzaghi. È un professionista, uno che lavora con impegno tutti i giorni della settimana, non un tifoso. Poi può anche essere tifoso laziale, ma il lavoro è un'altra cosa. Tutti noi lavoriamo per una prospettiva migliore, per perseguire uno scopo più alto che si concretizza in migliori condizioni, maggior prestigio, stipendio più ricco, maggiori motivazioni. In una parola: realizzazione.
Un allenatore (o un calciatore, che dir si voglia) non può dare un calcio a ciò che si è guadagnato e noi non possiamo pretendere che lo faccia.
A tal proposito, chiunque sostenga la scorrettezza di Inzaghi sulla base del presunto tradimento della maglia, sta in realtà facendo l'omosessuale con le terga altrui. Di fatto, sta strumentalizzando Inzaghi, letteralmente. Inzaghi diventa strumento per il proprio tornaconto (il bene della Lazio), di cui disporre come si vuole. Quindi, se se ne va, non è perché abbia tutto il diritto di guadagnare di più e allenare una squadra di livello più alto, bensì sarebbe un traditore. Traditore perché anziché fare il suo bene, deve fare quello di pinco pallino che lo vuole alla Lazio.
Eh no, l'amore si fa in due. Inzaghi ci ha sedotto, ma anche noi dobbiamo sedurre lui. È un essere umano, un professionista, mica un nostro strumento. Se la seduzione passa attraverso il fare lo str... offrendo condizioni fuori mercato e fuori tempo massimo, ci sta solo che bene se adesso ce la prendiamo in quel posto. Se passa attraverso un altro mercato fatto da Tare, io empatizzo totalmente con Inzaghi e il suo "chi ve se schioppa".
In sostanza: per me non abbiamo perso granché, e lui ha fatto bene. Ora bisogna però puntare un profilo interessante e all'altezza, perché se viriamo su Mihajlovic, su Mazzarri o simili non facciamo che dare ulteriore conferma della nostra mediocrità. Quella mediocrità in cui pretendevamo di trattenere un tecnico voluto dalla squadra campione d'Italia.