Cambiando argomento, c'è un fondo sulla carta da culo di Cairo (l'ho trovato su un sito dove non è indicata la firma dell'estensore...) che vi segnalo:
Sulla doppia proprietà di Lotito c'è in gioco la credibilità del calcio
Certe cose accadono solo in Italia. In nessun Paese calcisticamente evoluto esistono due club con uno stesso proprietario nella massima serie. Un'abnormità tale che stupisce non sia stata trovata già da tempo una soluzione. Ma quando si tratta di Lotito la strada dritta della trasparenza è sempre la meno praticata. Così, a pochi giorni dalla scadenza fissata dalla Federcalcio (25 giugno), la nostra Serie A ha due club, Lazio e Salernitana, che rispondono a un'identica proprietà. Lotito, che ha acquistato la Salernitana per farne un affare e non per passione, ha il dovere nei confronti dei tifosi di non pregiudicare un risultato conquistato sul campo da Castori e dai suoi giocatori. Dovrebbe, come prescrivono chiaramente le norme, cedere le proprie azioni a qualcuno neanche lontanamente a lui apparentabile. Non una cessione di comodo insomma, ma effettiva, reale. Lotito però sembra preferire la scelta del trust, cioè la cessione temporanea del proprio bene a terzi che sono obbligati a gestirla in autonomia. Guardando a come si è regolato con gli obblighi del protocollo sanitario sui tamponi, qualche dubbio sull'autonomia sorge spontaneo.
Caso Salernitana: Lotito finisce nell'angolo
Di nuovo schieramenti contrapposti, discussioni animate: sul campionato spezzatino l'assemblea si aggiornerà la prossima settimana. Sull'elezione del consigliere indipendente è stato necessario prendere tempo. È questo il tema che ieri ha acceso la lite tra Paolo Dal Pino, presidente di Lega, e Claudio Lotito, presente in qualità di numero uno della Lazio. Esclusa dagli inviti dell'assemblea di A la Salernitana: due squadre dello stesso proprietario non sono ammesse e sul mancato invito il parere legale della Figc è in linea con la decisione della Lega, nonostante la solita minaccia di cause da parte di Lotito. «Da squalificato non può parlare» ha intimato Dal Pino a Lotito, per questo zittito una prima volta: le questioni sollevate non erano effettivamente compatibili con la sua condizione di inibito. E ancora: «A che titolo parla, da presidente della Lazio o della Salernitana?». La replica, tra le urla e in imbarazzo: «Della Lazio». «Allora basta parlare della Salernitana» la chiusura di Dal Pino. «Ci vediamo in tribunale» ha di nuovo sbraitato Lotito.
Argomento principale erano i nuovi slot orari, dieci finestre differenti per ogni singolo match. Al voto la proposta era stata accolta con il parere favorevole di 13 società, con l'opposizione di Samp, Genoa, Roma, Bologna, Sassuolo e Spezia. Proprio Ferrero, Preziosi e Fienga, rappresentanti dei primi tre club, si sono esposti per opporsi alla delibera: così Dazn avrebbe goduto di un prodotto migliore, con possibilità di audience maggiori anche per le squadre medio-piccole. Un vantaggio che deve essere pagato, il senso dell'opposizione dei sei.