Leggo ma scrivo relativamente poco, meno ancora, anzi quasi per nulla nei topic sul calciomercato. Perché il calciomercato è materia effimera, fatta di tentativi, relazioni, finzioni, calcoli, tutto amplificato dal chiacchiericcio via web. Dispiace dirlo, ma se andiamo dietro al vate profetico di turno o a sedicenti guru del pallone rischiamo di farci male (col dovuto senso delle proporzioni). Finché la prendiamo come lettura evasiva va bene, ma prendere per oro colato le schiere di Pedullà e affini per poi sentirsi traditi è gioco da nevrotici. Alla fine ci caschiamo tutti. Poi c'è pure chi prende gusto e si diverte con indiscrezioni, profezie e rebus, non per vil denaro come i cronisti sportivi, ma per qualche minuto di visibilità. È il calciomercato, bellezza.
Il problema serio, invece, è che le trattative possono fallire, per definizione il loro esito è incerto e imprevedibile. Ma qui pare -al momento- ci sia una sistematica incapacità di chiudere le trattative per i pezzi più pregiati. Boh. Eccezione magnifica: il Comandante. Per fortuna che è lì.