Citazione di: Adler Nest il 02 Set 2021, 16:03
IB mastica sti temi ogni giorno per cui quello che dice è oro colato perché riconosco le competenze.
Detto questo mi rimane parimenti più di un dubbio.
E che il nostro mktg sia alla "cacio e pepe" .
Questo, obiettivamente non lo so. Secondo me, nel loro ambito, non lavorano male.
La maglietta green di quest'anno é stata sulla homepage de L'equipe per qualche settimana.
Il nostro sponsor tecnico, la Macron, ci utilizza come squadra ammiraglia della sua linea football e questo fa si che abbiamo maglie che, nel bene o nel male, sono piuttosto interessanti. Possono a volte non piacere, ma questo accade sempre con prodotti che non vogliono essere banali.
Sulla necessità di un payoff, invece, mi trovi molto ma molto dubbioso.
E' sempre a doppio taglio. E trovo estremamente limitata la sua utilità, non siamo un detersivo o un'automobile.
Come ho già scritto il marketing non fa miracoli, siamo un'ottima squadra italiana che in Europa fatica a farsi spazio mediatico, come il 99 percento delle squadre europee a parte una decina che hanno una presenza costante nelle sfide finali per la Champion's. Immaginare che esista uno specialista marketing che possa invertire questo senza che la Lazio ottenga risultati sportivi di primissimo piano é una chimera. E quando parlo di risultati sportivi parlo di scudetti e champion's.
Il Siviglia ha vinto 127 Europa League negli ultimi 125 anni ma non credo abbia un grandissimo seguito fuori dalla Spagna e le sue magliette non vanno particolarmente a ruba in Italia.
Sul colletto possiamo scriverci qualsiasi cosa non cambierebbe nulla. Anche e soprattutto, visto che é stato tirato fuori, sulla questione del legame tra fascismo e Lazio. Negli anni di Cragnotti quando la nostra maglietta era indossata dai Nesta, Salas, Veron, Mancini e compagnia cantante la nostra maglietta la trovavi nei negozi sportivi di mezza europa e sulle spalle di insospettabili persone.
Eppure, molto più di oggi, la parte più esposta del nostro tifo rivendicava la sua appartenenza politica.
Sulla questione della città, anche fosse una cosa opportuna, e secondo me non lo é, né per noi né per loro, io non vedo come si possa non riconoscere che partiamo battuti in partenza.
Fosse una cosa intelligente.
Le merde si chiamano come la città. Hai voglia a scrivere che siamo nati prima, che noi c'abbiamo Piazza della libertà la rava e la fava. Aldifuori di noi sta storia di Piazza della Libertà non se la straincula nessuno. E' una pippetta solitaria tutta nostra che ci facciamo ogni 9 gennaio. Ci fa piacere, ma la sua forza marketing é estremamente limitata. Giustamente, siamo una squadra di calcio, non una proloco. D'altronde, a mio avviso, il fatto che portino il nome della città é molto più un fatto negativo che positivo per loro. I nostri fondatori sono stati lungimiranti. Sono andati oltre, forse anche perché consapevoli dello spaventoso peso che puo' avere portare il nome di una città come Roma.