Vivere in salute per cercare di star bene, soddisfare i miei bisogni e realizzarmi come persona. Questo è il mio dogma.
Pertanto pretendo che la Repubblica rimuova gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono a me e agli altri il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Morire non aiuta a star bene e nemmeno a partecipare all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Ma nemmeno del condominio, me pare. Non parliamo poi della difficoltà a leggere, dipingere, scrivere poesie o suonare l'arpa.
Da morto o con i polmoni compromessi irrimediabilmente, avoja a ostacoli.
Pertanto nel mio dogma prima di tutto c'è la salute. E siccome al momento l'unico vero strumento a disposizione per tenere sotto controllo la diffusione del virus è il vaccino, pretendo che la Repubblica lo somministri a tutti senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Nel più breve tempo possibile.
Se il gp aiuta a velocizzare questo processo, ebbene viva il gp. In alternativa c'è il vaccino obbligatorio (e su questo mi sono già espresso)
Mi rendo conto tuttavia che secondo una certa visione "filosofica", morire rende liberi.
Perché di sicuro chi è morto non lavora più e su questo ti do ragione.
Del resto, quando muore un operaio Confindustria piange. E' risaputo, no?