mdfn sono perfettamente d'accordo con le tue analisi.
Oltretutto tengo a specificare che sono (ahimè) cresciuto in una famiglia con un mix tossico di DC e destra sociale. Amo mia madre e mio padre, anche perché nonostante le loro idee e le loro convinzioni mi hanno lasciato libero di crescere per conto mio, però quell'impostazione ha rischiato di fare molti danni.
Questo per dire che conosco anche gli aspetti meno beceri e meno chiassosi del fascismo de noantri e italiano, quindi so come separare l'atteggiamento di un normodotato laziale di destra da una scimmia ammaestrata che biascica secondo i dettami di casabau. Che per me, antifascista convinto e lontanissimo da quelle posizioni, sia ugualmente umiliante annoverare tifosi di quel genere nel mio stesso ambito è una cosa che non interferisce con un'analisi più "fredda": fare politica è importante e necessario soprattutto dove ci sono giovani, dove c'è voglia di manifestare, dove c'è il bisogno di schierarsi in situazioni calcistiche ed extra calcistiche.
La politica però che intossica il nostro ambiente non ha nulla a che vedere (se non marginalmente) con quei valori; le curve sono spicchi di elettorato che permettono ai caporioni di arricchirsi, di gestire voti (guardate l'ultima uscita dell'ultras candidato con fdi) e di commercializzare un consenso.
È inevitabile che in un'epoca di analfabetismo funzionale di cui l'attuale dx è diventata culla e megafono i messaggi aggregativi siano più semplici, privi di complessità e facilmente accostabili a xenofobia e discriminazioni nostalgiche varie.
E se il messaggio si "assottiglia" diventa più percepibile anche da chi non segue il calcio e da chi magari finora non aveva colto alcuni capisaldi della curva, trovandoci immediatamente una condivisione e un appiglio per simpatizzare.
Vi faccio un esempio sulla portata che questa deriva fasciodiretta sta causando, più di prima: la scelta della società di offrire tamponi gratis invece che i vaccini.
Una cosa assolutamente legale e per certi versi anche apprezzabile, ma che strizza l'occhio alla questione green pass, che sta a due centimetri dalla divisione pro/no vax. E gli anti green pass, ovvero i no vax della prima ora, sono il nuovo bacino elettorale della dx che oltre al revisionismo e al fascismo d'antan deve trovare forze fresche per infoltire le proprie file di sodali o, appuntoz simpatizzanti.
Il confronto con le altre squadre non regge: siamo una delle big con un po' meno tifosi delle altre, quindi la percentuale non si disperde come accade ad esempio per le m.erde, che al di là di una copertura mediatica e politica che arriva in loro soccorso quando le cose si mettono male, riescono a mischiare più facilmente le loro frange estremiste tra i tanti tifosi e simpatizzanti che magari banalmente se ne fregano e non hanno interesse a schierarsi.
Noi Laziali siamo sempre stati visti, a ragione, come un popolo: lo siamo stati nei momenti bui, lo siamo nei momenti felici, difendiamo la nostra identità in mezzo a miliardi di discriminazioni. Siamo una minoranza compatta e caz.zuta che sembra una maggioranza, e quindi è inevitabile che anche nelle questioni peggiori questa compattezza risulti più evidente a chi non ci aveva fatto caso prima.
Io credo che l'analisi sull'incidenza del fascismo e delle conseguenze che esso crea a danno della nostra immagine e della società debba necessariamente tenere conto della forza d'animo e di compattezza che il Laziale medio profonde nel suo habitat per mostrarsi più forte fuori. Perché anche se scoprissimo che i razzisti fascisti sono pochi rispetto al resto dei tifosi, comunque è la rumorosità che fa la differenza. E i social, in questo senso, sono un termometro abbastanza credibile della situazione.
Scusate per il pistolotto!