Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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Cialtrone

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Citazione di: Lativm88 il 19 Ott 2021, 19:45
L'ho sentito pure io. Ma non so se lo trovi su rai play

Mi serve un link, per dimostrare al tifoso dei riomidi, di quanto la comunicazione sia orientata a loro favore.  :asrm

turco

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Citazione di: Cialtrone il 19 Ott 2021, 19:51
Mi serve un link, per dimostrare al tifoso dei riomidi, di quanto la comunicazione sia orientata a loro favore.  :asrm

l'ho cercato sul copione (scaricabile di rayplay), ma non l'ho trovato...

Cialtrone

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quindi non esiste la puntata di Report nella quale si parla del mondo neofascista odierno?

turco

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Citazione di: Cialtrone il 19 Ott 2021, 19:58
quindi non esiste la puntata di Report nella quale si parla del mondo neofascista odierno?

https://twitter.com/i/status/1447834560805416960
al minuto 2:50

Limortaccivostra

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Cialtrone

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GoodbyeStranger

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"gli ultras sono una forma di resistenza civile"...il capo di Forza Nuova.


CodyAnderson

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Questo castellino è veramente in curva nord?

turco

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Citazione di: CodyAnderson il 19 Ott 2021, 23:46
Questo castellino è veramente in curva nord?

ma quando mai, è piscioruggine fino al midollo.
ma il ranucchio di report non può dirlo, interviene da marione.
meglio mettere in mezzo la Lazio, tiene famiglia...

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gtc.giorgio

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Citazione di: Cialtrone il 19 Ott 2021, 21:34
Il giornalismo quello serio 🤮
Comunque nel servizio non si dice che Castellino è capo tifoso della Lazio, si dice che è l'anello di congiunzione tra Forza Nuova e gli Irriducibili.
Certo che NON citarlo come capo tifoso de quelli dellà è comunque una porcata, informazione a senso unico.

Adler Nest

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Se solo il laziale sa spiegare la lazialità (Il Giornale)

Partite e aneddoti narrati, tra gli altri, da D'Amico e cronisti de Il Giornale

Diana Alfieri

Centoventuno anni di Lazio e di lazialità raccontati dai suoi tifosi. Ripercorrendo qualcuna delle partite più celebri, ma soprattutto quelle meno note. I successi ma anche le delusioni, perché chi conosce il tifoso laziale sa bene quanto intrinsecamente gli appartenga l'improvvisa altalena tra felicità inattese e cadute devastanti. A mettere insieme venti racconti di partite e aneddoti è Alberto Ciapparoni, giornalista parlamentare per Rtl 102,5, attento osservatore della politica tanto dall'aver scritto un gustoso libro sui segreti e le curiosità della Camera (A spasso per Montecitorio, Mursia Editore). Ma, soprattutto, tifosissimo della Lazio. Non a caso, la sua ultima "fatica" si chiama Tifosi laziali per sempre (Edizioni della Sera), un pamphlet piacevole non solo per il tifoso laziale ma anche per chi semplicemente ama il calcio. La prefazione è di Michele Plastino, giornalista pioniere dell'emittenza televisiva locale, ideatore della storica Goal di notte. E tra i contributi c'è anche quello di Vincenzo D'Amico, una delle bandiere biancazzurre. Le altre storie sono quelle di giornalisti e comunicatori laziali doc, tra loro anche i colleghi de Il Giornale Adalberto Signore e Fabrizio de Feo. Un libro che ripercorre la storia centenaria della prima squadra di Roma - prima per trofei ma anche per lignaggio, visto che la Lazio viene alla luce il 9 gennaio del 1900 - con racconti che fanno parte del patrimonio comune di tutti gli amanti del calcio. Chi ha memoria, per dire, di un Lazio-Lanerossi Vicenza finita 4-3 il 29 ottobre 1978? Nessuno, certo. Invece fu la prima vera sfida tra il mitico Paolo Rossi, reduce dai mondiali di Argentina '78, e Bruno Giordano, bomber biancazzurro che in quel momento storico era di fatto il suo alter ego calcistico. Fu uno spettacolo, e poco importa che la Lazio vinse 4-3. Quello che davvero resta fu lo scontro tra i due, con Giordano che segnò una tripletta e Rossi una doppietta. Solo quattro anni dopo Pablito avrebbe fatto piangere di gioia tutta l'Italia. E ancora: qualcuno ricorda un Lazio-Foggia del 15 gennaio 1995 finito 7-1? Probabilmente nessuno, invece fu la prima partita da ex di Zdenek Zeman che aveva lasciato il Foggia delle meraviglie (quello dello storico trio Baiano-Rambaudi-Signori) per trasferire armi e bagagli il suo parco giochi calcistico a Formello. In una parola, "Zemanlandia". Si apre poi uno spiraglio sugli anni bui, quelli della Lazio che il 5 luglio 1987 vince a Napoli lo spareggio per restare in Serie B. Finisce 1-0 contro il Campobasso, gol di testa di Fabio Poli che al 53' scansa il baratro della Serie C. Non è solo storia, a Roma è leggenda: quella Lazio partiva con nove punti di penalizzazione per il calcio scommesse. E allora le vittorie non valevano 3 punti ma 2. La Lazio di Eugenio Fascetti riuscì nell'impresa. Arrivò agli spareggi per la retrocessione in Serie C e alla fine restò in piedi. Basta leggere Tifosi laziali per sempre per capire perché quella salvezza all'ultimo metro i laziali la considerano ancora oggi come uno scudetto.

paolo71

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Citazione di: Adler Nest il 20 Ott 2021, 07:50
Se solo il laziale sa spiegare la lazialità (Il Giornale)

Partite e aneddoti narrati, tra gli altri, da D'Amico e cronisti de Il Giornale

Diana Alfieri

Centoventuno anni di Lazio e di lazialità raccontati dai suoi tifosi. Ripercorrendo qualcuna delle partite più celebri, ma soprattutto quelle meno note. I successi ma anche le delusioni, perché chi conosce il tifoso laziale sa bene quanto intrinsecamente gli appartenga l'improvvisa altalena tra felicità inattese e cadute devastanti. A mettere insieme venti racconti di partite e aneddoti è Alberto Ciapparoni, giornalista parlamentare per Rtl 102,5, attento osservatore della politica tanto dall'aver scritto un gustoso libro sui segreti e le curiosità della Camera (A spasso per Montecitorio, Mursia Editore). Ma, soprattutto, tifosissimo della Lazio. Non a caso, la sua ultima "fatica" si chiama Tifosi laziali per sempre (Edizioni della Sera), un pamphlet piacevole non solo per il tifoso laziale ma anche per chi semplicemente ama il calcio. La prefazione è di Michele Plastino, giornalista pioniere dell'emittenza televisiva locale, ideatore della storica Goal di notte. E tra i contributi c'è anche quello di Vincenzo D'Amico, una delle bandiere biancazzurre. Le altre storie sono quelle di giornalisti e comunicatori laziali doc, tra loro anche i colleghi de Il Giornale Adalberto Signore e Fabrizio de Feo. Un libro che ripercorre la storia centenaria della prima squadra di Roma - prima per trofei ma anche per lignaggio, visto che la Lazio viene alla luce il 9 gennaio del 1900 - con racconti che fanno parte del patrimonio comune di tutti gli amanti del calcio. Chi ha memoria, per dire, di un Lazio-Lanerossi Vicenza finita 4-3 il 29 ottobre 1978? Nessuno, certo. Invece fu la prima vera sfida tra il mitico Paolo Rossi, reduce dai mondiali di Argentina '78, e Bruno Giordano, bomber biancazzurro che in quel momento storico era di fatto il suo alter ego calcistico. Fu uno spettacolo, e poco importa che la Lazio vinse 4-3. Quello che davvero resta fu lo scontro tra i due, con Giordano che segnò una tripletta e Rossi una doppietta. Solo quattro anni dopo Pablito avrebbe fatto piangere di gioia tutta l'Italia. E ancora: qualcuno ricorda un Lazio-Foggia del 15 gennaio 1995 finito 7-1? Probabilmente nessuno, invece fu la prima partita da ex di Zdenek Zeman che aveva lasciato il Foggia delle meraviglie (quello dello storico trio Baiano-Rambaudi-Signori) per trasferire armi e bagagli il suo parco giochi calcistico a Formello. In una parola, "Zemanlandia". Si apre poi uno spiraglio sugli anni bui, quelli della Lazio che il 5 luglio 1987 vince a Napoli lo spareggio per restare in Serie B. Finisce 1-0 contro il Campobasso, gol di testa di Fabio Poli che al 53' scansa il baratro della Serie C. Non è solo storia, a Roma è leggenda: quella Lazio partiva con nove punti di penalizzazione per il calcio scommesse. E allora le vittorie non valevano 3 punti ma 2. La Lazio di Eugenio Fascetti riuscì nell'impresa. Arrivò agli spareggi per la retrocessione in Serie C e alla fine restò in piedi. Basta leggere Tifosi laziali per sempre per capire perché quella salvezza all'ultimo metro i laziali la considerano ancora oggi come uno scudetto.

ma come nessuno!!!???

io a 7 anni ricordo ancora papà alla radiolina che mi dice "ancora Giordano!!" e a 90° minuto quelle immagini di una partita pazzesca che narrava del mio primo eroe Laziale, "mamma perchè non mi hai chiamato Bruno?"...

che ricordi...libro che sicuramente comprerò....

purple zack

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penso che non leggerei un libro del genere manco regalato

anche basta con questa narrazione del laziale piagnone nostalgico e compagnia bella.
so' tutti uguali, i ricordi di uno, la radiolina, le lacrime.

gli unici libri che meritano attenzione sono Vola del sempre mitico Stefano Ciavatta e i libri che raccontano la storia della società Lazio ad esempio durante le guerre.

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Thorin

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Berizzi ha appena pubblicato un video in cui Bernabè fa saluti romani ed inneggia al duce sotto la curva.
E pure oggi la nostra secchiata demmerda ce la siamo presa.

https://twitter.com/PBerizzi/status/1450735546913939456

DajeLazioMia

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richard

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Questa merdata è l'occasione perfetta per mostrare al mondo chi sei. Vediamo come la gestiscono, ma non sarei troppo ottimista visti i precedenti.

riccio72

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ma questo è scemo... Ma lo cacciassero in seduta stante. Ma come caxxo se fa...

AquiladiMare

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Non si può cambiare addestratore?

Laziostyle87

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Citazione di: AquiladiMare il 20 Ott 2021, 12:18
Non si può cambiare addestratore?
Non credo sia semplice. Infatti sta cosa mi rode assai.

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tommasino

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Citazione di: Laziostyle87 il 20 Ott 2021, 12:23
Non credo sia semplice. Infatti sta cosa mi rode assai.
Sbaglio o nel periodo in cui è stato malato il bernabè è stato sostituito da un altro addestratore?
Io ho ricordi di aver visto sul prato dell'olimpico uno di verso dal bernabè.

vaz

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ah regà, sticazzi de Olympia

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