Citazione di: LaFonte il 02 Gen 2022, 15:09
Parole sante. Che poi ci devono ancora spiegare come la pandemia sarebbe frutto del nostro stile di vita. Capirei se si parlasse di qualcosa legato all'inquinamento, ma questo è un virus.
Al massimo il nostro stile di vita ha accelerato la diffusione del virus (globalizzazione, aerei ecc. ecc.) ma ne ha anche permesso il contenimento (che è il nostro stile di vita che ha permesso di sviluppare un vaccino a tempo di record, grazie alla conoscenza scientifica che ha sviluppato e ai soldi che ha potuto investire per realizzarlo).
Ma sulla nascita, se veramente è nato per il passaggio da un pipistrello all'uomo in un mercato cinese è per colpa di abitudini alimentari quantomai lontane dal 'nostro stile di vita'. Se invece è nato in un laboratorio segreto per le mire batteriologiche di un regime dall'altra parte del mondo, a maggior ragione non è colpa del 'nostro stile di vita'.
A me sembra che si usi la pandemia per invocare un cambiamento dello "stile di vita", quello che nessuno mi spiega è come dovrebbe diventare il fantomatico nuovo stile di vita che l'occidente cattivo dovrebbe adottare e in che modo questo nuovo modo di vivere ci dovrebbe proteggere dalle pandemie future. A parte slogan vuoti, nulla di concreto.
OT
sto ancora aspettando la smentita storicamente accurata di quanto detto in merito alle condizioni di vita in età medioevale e moderna.
EOT
I virus sono sempre esistiti, così come i contagi.
Le pandemie sono sempre figlie di condizioni specifiche. Si sviluppano in dei contesti. Dunque sono cose diverse.
La peste in Europa si sviluppa in quel modo e in quel periodo per ragioni precise legate a guerra, tratte commerciali, condizioni igienico-sanitarie in Europa.
La peste in Europa ci dice delle cose di quel mondo (non a caso in crisi), il covid ce ne dice altre.
Se non ci si rende conto di cosa implica lo sviluppo delle megalopoli, tanto in termini ambientali quanto dal punto di vista sanitario, la concentrazione smodata di esseri umani legata alla concentrazione economica, o la movimentazione odierna di uomini e mezzi su scala globale (non è un elemento positivo su tutti i punti di vista andare da Roma a Londra in aereo con 20 euro) non si capisce né cosa sia una pandemia né perché oggi si parla di sindemia.
Se non si capisce che la sua diffusione è dovuta esattamente all'impossibilità di bloccare i flussi del capitale globale e NON le merci concrete a portarci in questa situazione, le catene del valore e non l'approvvigionamento della materia X o del servizio essenziale Y, non si sa in che mondo si vive.
Non si sa nemmeno perché il nostro stile di vita va in una direzione e non in un'altra, confondendo tutto questo o con illusioni di libera scelta o di progresso tecnico neutro.
Noi viviamo in funzione di un meccanismo riproduttivo. Questa pandemia, non tutte ma questa, è chiaramente figlia di questo meccanismo. Non semplicemente produttivo, ma riproduttivo.
Purtroppo questo è un problema che si ha con moltissime categorie storiche.
Siccome il denaro era usato anche nell'antichità si pensa - scioccamente - che sia la stessa cosa, che abbia lo stesso significato.
O il lavoro, come nella discussione proprio con LaFonte.
In questo caso, come in altri, si prende un dato biologico che effettivamente è il medesimo, la presenza di un virus, e lo si confonde con un fenomeno sociale, quale è una pandemia.
Oppure si fa come durante la peste e si ritiene che è stato il Destino, o meglio Dio.