Con un po' di calma, si spiega tutto. È inutile agitarsi.
La realtà di oggi è che siamo incastrati fra totale mancanza di liquidità, crestomazia di giocatori invendibili alcuni dei quali con contratti improponibili validi ancora per anni, DS che non sa (più) lavorare nel mercato del 2022, evidenti e chiarissime carenze di organico (veri buchi), giocatori titolari in uscita a zero senza realistica prospettiva di rinnovo, classifica ancora nell'ambito della decenza ma con un nuovo competitor rispetto agli anni precedenti, patron sconfitto su ogni fronte (politico, federale, business salernitano) in evidente difficoltà personale, che sta pure perdendo lo smalto dei giorni migliori.
Se la società fosse in vendita si sarebbe capito/saputo, parliamo di movimenti enormi da centinaia di milioni che non possono mai passare sotto traccia, e quindi diamo per scontato (fino ad oggi) che Lotito voglia con tutte le forze restare in sella, ad ogni costo.
Sono queste 3 paroline che possono fare la differenza. Se significano "me devono ammazza' io non vendo qualsiasi cosa succeda" questo non può mai, per nessun motivo, essere una cosa positiva per la Lazio che verrebbe necessariamente subordinata alle fortune e agli umori di una persona in difficoltà.
È una possibilità, non una certezza, ma rimane un'eventualità assolutamente inaccettabile per un tifoso Laziale.
O ci sono i mezzi (personali, finanziari, gestionali) di recuperare la situazione e di rimanere con la barra dritta verso obiettivi positivi e conseguibili (lasciamo perdere la CL) o altrimenti la vendita ad un prezzo ancora molto interessante e di grande "sicurezza" per noi tifosi è un dovere.
Se oggi (invento) la Lazio se la può prendere solamente un soggetto economico di assoluto rilievo, domani, se le cose vanno peggio, toccherà accontentarsi dello Iervolino di turno con enorme rimessa economica. La storia recentissima insegna.