Citazione di: mdfn il 07 Mar 2022, 20:00
Nel senso che se sei coinvolto affettivamente non riesci a esporle come vorresti? O hai paura delle conseguenze, di non poter essere capito o accettato? O, peggio, giudicato?
No, nel senso che se sei coinvolto affettivamente l'altra persona non riesce a "stare" a quel che le dici.
L'interpretazione sarà tendenzialmente quella meno comprensiva, anche solo per il fatto di aver appena ricevuto una coltellata.
Dobbiamo fare i conti, anzi rassegnarci, al fatto che alcune cose non possono essere capite.
E infatti, sempre per una questione di parità, ci sono cose che io non voglio sapere.
Altro che Verità. Non le voglio sapè. Ma non per cullarmi nella menzogna.
Più razionalmente perché so che per quanto io possa essere lucido quella roba io non la posso capire fino in fondo e la interpreterei necessariamente attraverso le mie paure (di perdere l'altra persona).
Dunque mi FIDO. Questo è. Questa è per me fiducia e soprattutto fedeltà.
Siccome io non posso sapere lo devi sapere tu. Tu devi sapere se una sera te sei divertita oppure quella cosa cambia il nostro rapporto perché in testa hai un altro.
Se ti sei solo divertita non mettermelo sto dubbio, altrimenti se ne parla e si affronta.
Mi fido che in qualsiasi scenario punterai a non farmi soffrire e avrai rispetto di me. Ma massima autonomia in questo, sennò che fiducia è?
Citazione di: mdfn il 07 Mar 2022, 20:00
Cioè, non ho capito: vorresti stare in coppia e avere rapporti sessuali con chi ti pare?
Scusa se banalizzo.
Una parte di me diffida della complessità, lo confesso; e la banalizzazione mi serve per cercare di capire cosa vuoi dire.
Mi verrebbe da aggiungere molte cose, cancello, riscrivo. Il tema è molto interessante, e anche se per certi versi la vivo in maniera molto diversa da te, per me è un confronto molto istruttivo. Tu ti immedesimi in Fabione, io nella promessa sposa (banalizzo di nuovo). Forse, ipotizzo, è per questo che continuiamo a parlarne.
Saremmo una splendida coppia se io ti amassi così come sei, col tuo bisogno di andare a letto con le altre, e se tu non avessi paura di essere amato. Entrambi attaccati a idee vetuste sulla fedeltà di un partner, che cosa cambia se infili il pene nella vagina di un'altra, e quando sei con me niente? Mica mi devi rendere omaggio. E anch'io dovrei smetterla di reclamare diritti di proprietà sul tuo pene. Questo non è amore, è possesso.
voglio dire che, ad esempio nel mio caso, la libido sessuale era (e come meccanismo latente resta) una forma di evasione in particolare da un lavoro che non mi piaceva. Per questo ti ho detto "come una droga".
Questa cosa non c'entrava niente con la mia partner specifica, né poteva essere risolta da lei che faceva anch'essa parte della stessa quotidianità. Anche stando benissimo con lei io avevo bisogno di rompere quella quotidianità attraverso altre persone. Sentire altri odori, toccare altri corpi, cercare modi di sentire piacere altrui diversi.
Anche sviluppare situazioni diverse, giochi erotici ecc con la mia compagna non funzionava, anzi andavo ancora più in crisi come se il mio inconscio notasse e punisse il tentato inganno.
Come avessi provato ad andare a lavoro e mi fossi messo a disegnare invece di amministrare un dominio. L'inganno non funzionava.
Quello che voglio dire non è che per tutti sia così. Ma che i meccanismi specifici sono tantissimi. Innumerevoli. Quasi infiniti. Dunque giudicarli dall'esterno come semplici egoismi volti "a scopà" è un po' semplicistico. Tutto qui.