Citazione di: pentiux il 10 Mar 2022, 11:39
Ma GAC che ci colpisce maggiormente una guerra "vicina" rispetto ad una guerra "lontana" (e ritengo Israele a Palestina "vicini"), non ci vedo niente di strano.
E lo dico anche avendo viaggiato molto, in terre lontane (e per le quali istintivamente provo più empatia che per luoghi che non conosco). Tanto per capirci, sono stato a Taiwan ma mai in Yemen, mi sembra normale che personalmente sarei più colpito da una bomba sul Taipei 101 rispetto ad una sul carcere di Sana'a, ma credo che c'entri poco.
Se poi ci aggiungi l'umana e personale paura di quello che potrebbe succedere a me e ai miei cari, molto più forte per ciò che accade a due passi da qui rispetto all'increscioso genocidio degli indios dell'Amazzonia (e son stato anche da quelle parti), continua a stupirmi sto dito puntato su chi oggi non scriva "si però" o "ma" parlando della guerra in Ucraina.
Ma fate pure, sarete la coscienza critica dell'occidente.
Ma questa cosa non è vera, dipende cosa intendiamo per "vicino".
Vicinanza geografica? Vicinanza politica?
La guerra nei balcani era geograficamente molto più vicina e no, non ha scatenato quello che sta scatenando oggi.
E magari posso ricordare male quanto avvenne a inizi anni '90, ma ricordo molto bene i bombardamenti di Belgrado perché era una delle mie prime volte in piazza.
E NO, non è la stessa cosa.
Dunque il tuo ragionamento non è che zoppica, frana proprio, viene del tutto spazzato via.
Non regge manco un po' la tesi della vicinanza.
rassicurante quanto vuoi ma completamente falso, memoria selettiva a gogo.
Altrimenti avremmo avuto qualcosa di simile con Belgrado o con la guerra in jugoslavia, che di jugoslavi in Italia ce ne stavano a bizzeffe. Ne conoscevamo eccome.
Ma no, non è stata affatto la stessa cosa.
In quest'ultima intervenimmo a cose fatte, nel primo caso vi partecipammo proprio ai bombardamenti!
La guerra umanitaria di D'Alema porca la miseriaccia.
Il ditino? Ma meno male che è il ditino, dovrebbe esse l'intero braccio stile Tomas Milian.