La mia opinione riguardo esclusivamente il rapporto tra tifoseria (tutta) e Lotito, che è il motivo del contendere, oggi ( perdonate la lunghezza):
Lotito dimostra una carenza conosciuta e riconosciuta nel tempo, una mancanza di empatia (ultime dichiarazioni dimostrano assunto).
E l'empatia serve se devi vendere frigoriferi, figuriamoci nel calcio, dove il rapporto si deve cercare di renderlo continuo, e non finalizzato al singolo evento (vendita di un frigorifero).
Provo ad analizzare.
Lotito cerca volutamente questa frattura? Certamente no, non è conveniente, avere contro la tifoseria è un bel guaio per le casse, per il morale dell'ambiente.
Semplicemente è una sua lacuna, non è nel suo DNA, i tentativi come l'aquila, i prezzi molto bassi periodo prepandemia, lodevolissimi, hanno certificato questa voglia, il suo tentativo, attraverso i fatti, di dimostrare.
Io credo sia necessario, oltre questo, saper parlare alla gente.
Saper comunicare, arrivare al cuore.
Quando lui ha provato è sembrato invece un revival del duce su istituto Luce.
Perché poi, immagino, sarebbe bastata una veloce conferenza, spiegare ai tifosi attraverso i media del sacrificio richiesto questa stagione riguardo i prezzi, motivare, promettere prossima stagione prezzi di nuovo bassi, una stagione intorno a Sarri, un Olimpico che lui avrebbe cercato di far sì torni di nuovo pieno.
Mezz'ora di tempo, il risultato sarebbe stato sicuramente soddisfacente.
Questo manca e, soprattutto dopo 18 anni, questa mancanza logora.
Conclusione.
Non si può chiedere a Lotito di cambiare, le persone non cambiano, limano le spigolature crescendo, e magari ne creano altre diverse, ma non cambiano.
Questa contesa è destinata a rimanere nel tempo.
Ogni buca, ogni dosso, leggeremo, ascolteremo, le stesse parole, le stesse frasi.
E arriveremo a disertare lo stadio lasciando la Lazio sola, a creare un clima tafazziano, con l'unico risultato di continuare a perdere tifosi che andranno dellà. Così finché non subentrerà un altro presidente, che dopo un inizio entusiasmante porterà altri problemi, altre spigolature.
Soluzione
Per me, per il bene della Lazio, dobbiamo noi fare un passo, non dovuto ma necessario, verso questa dirigenza.
Creare una associazione che si occupi solo di questo aspetto, che voglia cercare di rappresentare tutti e non solo la curva, che chieda di essere ascoltata.
Ascoltata.
Senza guerre, insulti, solo la ricerca di un ponte tra tifo e dirigenza.
Se non accadesse questo allora sì, uno sciopero assolutamente pacifico.
Gli insulti non risolvono nulla, creano fratture su fratture.
Acuire le posizioni crea altre posizioni, una nube di polvere che è quel che sta diventando il popolo Laziale.
Serve costruire, anche in vece di altri, non smontare.